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Passeggiando per l'American Cultural Garden [Parte 2]

Báo Quốc TếBáo Quốc Tế07/04/2024


Negli anni '20, la "generazione perduta" era composta da romanzieri e autori di racconti pessimisti, disillusi e che si sentivano smarriti in una società che aveva perso i propri ideali.
Dạo chơi vườn văn Mỹ [Kỳ 2]
Lo scrittore Ernest Hemingway. (Fonte: Getty Images)

Francis Fitzgerald (1896-1940) si considerava un rappresentante dell'"era del jazz" degli anni '20, "quando una nuova generazione crebbe e comprese che tutti gli dei erano morti, la guerra era finita e le credenze della gente erano state completamente stravolte".

Ma forse la figura più rappresentativa della "Generazione perduta" è Ernest Hemingway (1899-1961), lo scrittore che si suicidò con un fucile. Dos Passos (1896-1970), con il suo umore malinconico e disilluso, sollevò interrogativi metafisici sulla condizione umana. William Faulkner (1897-1962) intrecciò i temi dell'alienazione e della solitudine umana con il tema del declino del Sud americano nei suoi romanzi sperimentali.

Henry Miller (1891-1980) ruppe gli schemi sociali borghesi, scartando anarchicamente le regole letterarie e affrontando la sessualità con una prospettiva rivoluzionaria. Scrisse racconti unici, umoristici, bizzarri, semi-sessuali e semi-mistici, con temi che richiamavano la psichiatria morbosa.

Thomas Wolfe (1900-1938) scrisse profondamente su New York, sentendosi alienato dalla società che lo circondava. Non la criticava, ma si concentrava sullo scrivere di sé stesso e delle persone che conosceva.

Nei primi decenni del XX secolo emerse la scuola modernista di poesia. Il movimento anglo-americano dell'"immaginazione", nato intorno al 1910, propugnava la brevità, a volte di sole quattro o cinque righe, la ricreazione dell'immagine dell'individuo (non solo la descrizione) e il verso libero in opposizione al sentimento stereotipato.

Un rappresentante di spicco di questo movimento poetico è Ezra Pound (1885-1972), che visse spesso in Europa; in seguito, la sua poesia si sviluppò in una forma oscura e complessa. Influenzato da Pound, Thomas Stearns Eliot (1888-1965), poeta americano che acquisì la cittadinanza britannica (premio Nobel), è considerato il principale poeta della poesia moderna del XX secolo; affrontò temi come lo scetticismo e il vuoto dell'anima umana, scrisse versi drammatici, saggi metafisici e trattati religiosi.

Sempre negli anni '20, il movimento Fugitive (che prendeva il nome dalla rivista di poesia The Fugitive ) riunì poeti del Sud che celebravano la fedeltà alla vita rurale e la natura conservatrice del Sud, trovando ispirazione poetica nella loro terra d'origine piuttosto che all'esterno, come la scuola poetica moderna. A guidare questo movimento fu John Crowe Ransom (1888-1974).

La nuova fase fiorì, in particolare con Eugene Gladstone O'Neill (1888-1953, quattro volte vincitore del Premio Pulitzer per la drammaturgia e del Premio Nobel per la Letteratura nel 1956), passando dal naturalismo e dal realismo al pensiero metafisico, impiegando la psicoanalisi con un tono pessimistico, soprattutto durante la crisi economica degli anni '30 (periodo in cui la scena si concentrò su questioni sociali).

Gli anni Trenta furono un periodo di crisi. Fu un'epoca in cui il realismo dominò la letteratura. Romanzi e racconti brevi traevano ispirazione dalla realtà sociale e dai problemi concreti dell'umanità. Ogni opera offriva un ritratto vivido e familiare delle persone e della vita che le circondava.

Erskine Caldwell (1903-1987) scrisse 26 romanzi che vendettero 40 milioni di copie (tra cui *The Tobacco Road*, 1952), descrivendo la miseria del proletariato bianco e nero negli stati del Sud. John Steinbeck (1902-1968) raccontò la miseria dei lavoratori del Sud, e in particolare dei contadini, che venivano brutalmente sfruttati e costretti ad abbandonare le proprie case quando migravano verso l'Ovest.

La Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale furono periodi in cui i lettori cercarono una via di fuga dalla realtà attraverso due generi letterari: il romanzo poliziesco e giallo con Dashiell Hammett (1894-1961), Raymond Chandler (1888-1959) e James Mallahan Cain (1892-1977); e il romanzo storico con Margaret Mitchell (1900-1949). Negli anni '30, Pearl Buck (1892-1973), figlia di un religioso in Cina, scrisse romanzi su un argomento ben diverso.

Negli anni Quaranta, i romanzi western iniziarono a riguadagnare popolarità e, dagli anni Cinquanta in poi, anche i film western raggiunsero un nuovo livello qualitativo. Negli anni Sessanta, la televisione si infiltrò nelle famiglie con l'immagine dell'eroe western sicuro di sé e coraggioso. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le opere letterarie e il numero di autori aumentarono a un ritmo vertiginoso.

Subito dopo la guerra, diversi giovani scrittori analizzarono l'impatto del conflitto sul carattere umano: Norman Mailer (1923-2007), in *The Naked and the Dead* (1948), narra la storia di un gruppo di esploratori americani che si infiltrano in un'isola occupata dai giapponesi, dove l'esercito, come una strada in corsa, schiaccia gli individui; Irwin Shaw (1913-1984) si oppone ai giapponesi e ai fascisti in *The Young Lions* (1948). Nel suo romanzo satirico *Comma 22* (1961), Joseph Heller (1923-1999) considera la guerra un insensato esercizio di follia.

I poeti del dopoguerra, pur rimanendo fedeli alle forme tradizionali, continuarono a esprimere emozioni intense, come Robert Lowell (1917-1977) e Theodore Roethke (1908-1963). Tuttavia, alcuni poeti sperimentarono nuove tecniche poetiche, in particolare il gruppo di San Francisco, componente chiave della "Beat Generation", una generazione che si ribellò alle convenzioni della società industriale e tecnologica e aspirò a una vita priva di beni materiali, rifiutando lo stile di vita e i valori della classe media. Si trattò essenzialmente di un movimento di poesia lirica di relativa importanza a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. Tra le figure di spicco si annoverano Lawrence Ferlinghetti (1919-1921), Allen Ginsberg (1926-1997), Jack Kerouac (1922-1969) e William Burroughs (1875-1950).



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