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| Il Centro per la conservazione dei reperti della città imperiale di Hue riceve il Premio Vietnam per la Trasformazione Digitale 2025. Foto: TTDT |
I reperti sono stati identificati.
Di recente, il Centro di Conservazione della Cittadella Imperiale di Hue (di seguito denominato "il Centro") è stato premiato ai Vietnam Digital Awards (VDA) 2025 nella categoria "Impresa/Organizzazione per la Trasformazione Digitale Eccezionale". La soluzione premiata, "Identificazione e Esposizione Digitale delle Antichità della Dinastia Nguyen", non solo rappresenta un progresso tecnologico, ma apre anche una prospettiva completamente nuova alla conservazione del patrimonio.
In precedenza, nel 2024, il Centro aveva ricevuto il premio VDA per la sua soluzione che applica la tecnologia digitale alla conservazione e alla promozione del patrimonio culturale di Hue. Essere premiato per il secondo anno consecutivo dimostra la direzione sostenibile intrapresa dall'antica capitale di Hue nel processo di trasformazione digitale del suo patrimonio.
Secondo il signor Vo Quang Huy, vicedirettore dell'ufficio del Centro, la soluzione di identificazione digitale attribuisce a ciascun manufatto un codice identificativo univoco, gestito sulla base di dati digitalizzati in 3D e archiviato su una piattaforma blockchain per garantire autenticità, trasparenza e prevenire le contraffazioni.
“Dai 10 reperti pilota del 2024, siamo ora passati a 98 reperti, esposti in 10 sale espositive digitali. In futuro, puntiamo a un servizio a pagamento per arricchire le informazioni sui reperti correlati; gli utenti potranno accedere alla mostra digitale su museehue.vn anziché visitarla di persona, e svilupperemo un modello di scambio di reperti digitali (F1) basato sui reperti originali che abbiamo identificato”, ha informato il signor Huy.
In particolare, il Comitato popolare della città di Hue ha approvato un piano per identificare quasi 1.000 manufatti nel periodo 2025-2027, con l'obiettivo di creare un ecosistema digitale completo del patrimonio culturale, uno degli obiettivi più importanti della trasformazione digitale di Hue.
Oltre alla semplice esposizione visiva, i reperti vengono inseriti in ambienti di realtà virtuale (VR/AR) e metaversi. I visitatori possono "entrare" nello spazio espositivo, ruotare, interagire ed esplorare ogni dettaglio dei reperti, un'esperienza a volte difficile da vivere anche con una visita di persona.
"Ci auguriamo che ogni manufatto non rimanga solo in deposito o dietro teche di vetro, ma che prenda vita nello spazio digitale, in modo che il pubblico di tutto il mondo possa accedervi", ha affermato il signor Hoang Viet Trung, direttore del Centro.
Dalla tecnologia di base all'esperienza digitale.
La soluzione si basa su una moderna infrastruttura tecnologica: dati archiviati su una piattaforma di cloud computing, sistema di sicurezza basato su blockchain, chip RFID/NFC applicati direttamente ai manufatti, modelli 3D di alta qualità e tecnologie di compressione dati glTF e Draco per ottimizzare l'archiviazione mantenendo la nitidezza. La tecnologia blockchain combinata con NFC crea una connessione uno a uno tra la versione fisica e quella digitale (NFT). Ciò garantisce unicità, facile tracciabilità e tutela dei diritti di proprietà intellettuale del patrimonio.
La digitalizzazione 3D aiuta a ricreare manufatti con un elevato livello di dettaglio, dalle più piccole sculture su troni e portantine fino ai materiali utilizzati: legno, metallo o pietre preziose. Da ciò nascono le mostre digitali, che si trasformano in gallerie virtuali, permettendo ai visitatori di interagire come se si trovassero in un museo.
In particolare, il sistema di dati aperti consente a ricercatori, scuole, guide turistiche e imprese del settore turistico di utilizzare le informazioni relative ai reperti antichi a fini didattici e promozionali.
Secondo gli esperti, la conversione di manufatti in risorse digitali (NFT) non riguarda solo la conservazione, ma apre anche nuove prospettive per lo sviluppo culturale ed economico. Queste versioni digitali F1, con chiara provenienza da manufatti autentici (F0) e certificate dalle autorità competenti, facilitano la creazione di un mercato trasparente delle risorse digitali, utile per scopi quali collezionismo, ricerca, didattica o creazione di contenuti.
Basandosi sul proprio sistema di identificazione di reperti antichi, il Centro ha avviato lo sviluppo di un "mercato digitale" per prodotti culturali, in particolare la "Cronaca archeologica della capitale imperiale" in formato a scatola chiusa: un modello che unisce cultura ed economia creativa.
"Ci aspettiamo che l'ecosistema del patrimonio digitale crei nuove catene del valore: dalle mostre, alla didattica, allo sfruttamento dei dati, fino ai prodotti innovativi e all'economia digitale", ha affermato Trung.
Per la prima volta in Vietnam, un'organizzazione che gestisce reperti archeologici sta utilizzando simultaneamente chip NFC, blockchain, scansione 3D e mostre in realtà virtuale/aumentata per identificare ed esporre i manufatti. Questo non solo contribuisce a preservare il patrimonio culturale in modo più moderno e sicuro, ma rende anche Hue un pioniere nella trasformazione digitale del patrimonio culturale.
“In precedenza, la conservazione e la gestione dei manufatti si basavano principalmente su documenti cartacei, dati frammentari ed esposizioni dirette, limitate dallo spazio museale e dagli orari di apertura. Ora, il patrimonio può essere presente simultaneamente in due ‘mondi’: quello fisico e quello digitale”, ha spiegato Trung.
Grazie al suo approccio pionieristico alla trasformazione digitale, Hue sta aprendo una nuova strada per il suo patrimonio: non solo lo preserva, ma lo "rivitalizza", rendendolo più accessibile alla comunità e integrandosi nella rete culturale digitale globale.
Fonte: https://huengaynay.vn/van-hoa-nghe-thuat/di-san-buoc-vao-doi-song-so-160145.html








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