Il paradosso del mercato e la necessità di una riforma
Il mercato obbligazionario societario sta entrando in una fase di transizione cruciale, ma sta anche rivelando molti paradossi. Un recente studio approfondito sul mercato obbligazionario vietnamita, pubblicato da VIS Rating, mostra che uno dei maggiori ostacoli attuali è la limitata base di investitori.

Secondo le normative vigenti, banche e compagnie assicurative non sono autorizzate a investire in obbligazioni emesse a scopo di rifinanziamento. Ciò restringe il bacino di potenziali investitori, aumenta i costi del capitale e spinge i tassi di interesse sulle obbligazioni di rifinanziamento nel biennio 2024-2025 fino all'11-13%, significativamente superiori ai tassi di interesse sui prestiti bancari. Quando il volume delle obbligazioni in scadenza raggiunge il picco, la pressione per il rifinanziamento si intensifica ulteriormente, mettendo molte imprese in difficoltà. In risposta a questa situazione, nel settembre 2025 il Ministero delle Finanze ha annunciato una tabella di marcia per lo sviluppo dei fondi di investimento per il periodo 2026-2030, che include una proposta per eliminare tale restrizione. Se approvata, banche commerciali e compagnie assicurative potranno partecipare più attivamente al mercato del rifinanziamento, ampliando la base di investitori e riducendo i costi di finanziamento per le imprese.
Tuttavia, i problemi legati alle obbligazioni vanno oltre il semplice rifinanziamento. Rispetto ai prestiti bancari, il finanziamento tramite obbligazioni rimane meno competitivo per i progetti a lungo termine. Ciò è dovuto alla complessità del meccanismo di emissione: ogni fase di raccolta fondi richiede documentazione e approvazione separate, mentre l'emissione di una singola obbligazione è limitata da normative che consentono offerte solo entro sei mesi dall'offerta iniziale. Questo rende le obbligazioni un'opzione inadatta per progetti che si estendono su più anni.
Un'ulteriore sfida è emersa nel luglio 2024, quando agli istituti di credito sono state imposte restrizioni nella gestione delle garanzie per le obbligazioni. Si tratta di un servizio cruciale, volto a rafforzare la fiducia degli investitori, ma l'inasprimento delle normative ha ridotto la capacità del mercato a fronte di una crescente domanda di emissioni. Inoltre, il mercato soffre attualmente di uno squilibrio tra domanda e offerta. La domanda di titoli a reddito fisso è aumentata vertiginosamente, con un quadruplicamento del patrimonio gestito (AUM) dei fondi dal 2023. Tuttavia, l'offerta di obbligazioni di alta qualità rimane scarsa. Gli investitori istituzionali sono particolarmente interessati a settori con flussi di cassa stabili come infrastrutture e servizi di pubblica utilità, ma questi settori hanno una storia di emissioni limitata. Al contrario, il settore immobiliare – intrinsecamente rischioso – rappresenta ancora una quota considerevole, creando un divario significativo nelle esigenze di diversificazione del portafoglio.
Sbloccare nuove soluzioni di capitale per le infrastrutture e lo sviluppo sostenibile.
Lo sviluppo delle infrastrutture è considerato la spina dorsale della crescita economica ed è anche il settore con le esigenze di capitale più stabili e a lungo termine. Tuttavia, per attrarre questi capitali, il mercato necessita di una strategia sincronizzata, stabile nelle politiche e innovativa nella progettazione degli strumenti finanziari.
Secondo VIS Rating, la coerenza delle politiche è fondamentale. I progetti infrastrutturali hanno una durata di 15-20 anni, elevati rapporti di indebitamento e dipendono da un'unica fonte di finanziamento, il che li rende altamente vulnerabili alle fluttuazioni politiche e ai rischi di costruzione. Pertanto, la definizione di un quadro giuridico chiaro per l'emissione, unitamente a meccanismi di monitoraggio post-emissione – come la gestione delle garanzie, i conti di deposito a garanzia e processi di erogazione trasparenti – sarà fondamentale per costruire la fiducia degli investitori a lungo termine. Inoltre, i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) stanno diventando un "passaporto" obbligatorio per le imprese vietnamite che desiderano accedere ai capitali internazionali. Gli investitori nazionali possono essere flessibili, ma le organizzazioni internazionali richiedono una conformità rigorosa e coerente. L'integrazione dei criteri ESG non solo riduce i costi del capitale, ma migliora anche la qualità delle emissioni e la competitività delle imprese vietnamite sul mercato globale. Un'altra soluzione chiave è il rafforzamento della credibilità. Le attività di garanzia del credito – soprattutto durante la fase di costruzione dei progetti infrastrutturali – sono considerate un catalizzatore cruciale. L'esperienza internazionale dimostra che le garanzie di pagamento, totali o parziali, fornite da organizzazioni di comprovata reputazione come CGIF, possono accrescere significativamente l'attrattiva delle obbligazioni. Le operazioni di successo di Gelex (2019) e Phenikaa (2023), che hanno emesso obbligazioni garantite da compagnie assicurative internazionali, hanno chiaramente dimostrato l'efficacia di questo meccanismo.
Secondo VIS Rating, il ruolo delle agenzie di rating del credito è sempre più rilevante. I rating del credito forniscono valutazioni indipendenti della struttura finanziaria e della conformità ESG, aiutando gli investitori a quantificare i rischi e a effettuare valutazioni eque, soprattutto per i nuovi strumenti come i green bond e i bond per lo sviluppo sostenibile. Nel contesto del mercato vietnamita, orientato alla crescita verde, la partecipazione delle agenzie di rating del credito sarà una leva cruciale per migliorare la trasparenza e attrarre capitali internazionali. Affinché il mercato dei capitali abbia una reale profondità, la partecipazione di investitori istituzionali e banche di sviluppo è indispensabile. Nei paesi della regione, una solida base di investitori – tra cui fondi pensione, compagnie assicurative e istituzioni di sviluppo come ADB e IFC – ha permesso ai progetti PPP nel settore delle infrastrutture di emettere obbligazioni con scadenze fino a 50 anni. In Vietnam, invece, il Fondo di previdenza sociale e i fondi pensione privati non sono ancora autorizzati a partecipare al mercato obbligazionario societario. Nonostante gestiscano ingenti patrimoni, le compagnie di assicurazione sulla vita destinano meno del 10% dei loro fondi a questo tipo di assicurazione.
Un sondaggio di VIS Rating mostra che le riforme legali e regolamentari (47%) e l'ampliamento della base di investitori (27%) sono le due priorità principali per lo sviluppo approfondito del mercato obbligazionario vietnamita. Si tratta di un chiaro consenso da parte della comunità di mercato. Se gli ostacoli legali venissero rimossi secondo la roadmap 2026-2027 del Ministero delle Finanze, il Vietnam potrebbe sbloccare un'enorme fonte di capitale a lungo termine, sufficiente a finanziare gli ambiziosi obiettivi di sviluppo infrastrutturale ed economico del Paese – ha osservato VIS Rating.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/khai-mo-dong-von-dai-han-cho-ha-tang-10388313.html







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