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È mattina presto. Le nuvole avvolgono ancora il fianco della montagna e la nebbia avvolge gli alberi. L'intero villaggio sembra risvegliarsi con l'arrivo della primavera. Il canto dei galli riecheggia da lontano, mescolandosi alle voci delle persone dirette al mercato primaverile. Gruppi di persone si riversano verso il mercato, i loro abiti dai colori vivaci come farfalle primaverili. La strada tortuosa, avvolta da una nebbia argentea, reca l'impronta di passi affaccendati: passi in cerca di gioia e di ricongiungimento dopo giorni di duro lavoro nei campi.
Il mercato degli altipiani non è solo un luogo di compravendita, ma un punto d'incontro di spirito e identità rurale. Gli Hmong, i Dao, i Tay e i Nung portano al mercato sia i loro prodotti che i loro sentimenti più profondi. Cesti di miele di bosco, cesti di broccato, cesti di profumato vino di mais... tutto si fonde insieme, come un dipinto primaverile ricco di colori e profumi. La vita qui è lenta e pacifica, lenta come le nuvole che fluttuano sulle cime delle montagne, lenta come il suono lungo e persistente del flauto Hmong nel vento.
Nell'immensità, si leva il suono del flauto Hmong, dolce e sentito, come a narrare la storia d'amore tra montagne e nuvole. Un giovane è in piedi accanto a un pesco, le labbra sfiorano il flauto, gli occhi brillano di adorazione. Una ragazza Hmong, il suo abito floreale ondeggia dolcemente, il suo sorriso è tenero e timido come il sole primaverile. Nella foschia, il suono del flauto unisce le anime, e l'intera terra e il cielo sembrano inchinarsi ad ascoltare.
In un angolo del mercato, una pentola di thang co (uno stufato tradizionale) sobbolle, il vapore si mescola all'aroma di carne di cavallo, semi di dổi e mắc khén (un tipo di spezia). Vecchi e giovani siedono insieme, le loro risate risuonano, il tintinnio delle ciotole si mescola al profumo pungente del vino di mais. Lì, le persone cercano non solo il sapore delizioso del cibo, ma anche il calore della convivialità, un legame sincero come un fuoco che crepita nelle fredde alture.
Passeggiando per il mercato, mi sono fermata accanto ai tessuti di broccato che asciugavano al sole. I colori erano rosso fuoco, verde montagna e giallo brillante. Le mani esperte delle donne avevano infuso fede, amore e pazienza in ogni punto. Ogni pezzo di stoffa raccontava una storia sul villaggio, sui propri cari, sulla vita semplice ma duratura di quella regione montuosa.
A mezzogiorno, il mercato sembrò animarsi. Risate e chiacchiere echeggiavano nella valle, mescolandosi ai suoni di flauti e cornamuse che annunciavano l'arrivo della primavera. I bambini giocavano lungo il ruscello, e giovani uomini e donne si scambiavano sguardi esitanti. Acquirenti, venditori e persino semplici curiosi, tutti provavano una strana gioia. Perché nel tepore di quella giornata primaverile sugli altipiani, tutte le preoccupazioni della vita sembravano dissolversi, lasciando spazio solo a sorrisi, al profumo del vino di mais e a una felicità semplice ma completa.
Calò la sera. La nebbia si posò sui pendii della montagna. Un fumo azzurrognolo e velato si levava dai tetti della valle in lontananza. Il mercato si svuotò gradualmente, il suono del flauto si perse in lontananza, riecheggiando appena nella nebbia serale. Rimasi in silenzio, osservando le figure scomparire dietro il piccolo pendio. Un dolce sentimento di nostalgia mi pervase il cuore.
Anche se gli anni passano, anche se i miei capelli si tingono di grigio, il mercato primaverile sugli altipiani rimane un luogo in cui desidero ardentemente tornare: dove il suono del flauto di bambù è l'anima delle montagne, lo stufato di thang co (uno stufato locale) è l'anima della gente, e il ritmo della vita lì rimane lento e pacifico, come un'antica canzone che ancora riecheggia tra le nuvole.
Secondo Baotuyenquang.com.vn
Fonte: https://baoangiang.com.vn/phien-cho-ngay-xuan-a476906.html








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