Nell'ambito di un'indagine incentrata sulla definizione di una strategia "verde" per la protezione dei marchi nello spazio digitale, un giornalista dell'Agenzia di stampa vietnamita (TTXVN) ha intervistato la signora Phan Thi Thanh Xuan, vicepresidente e segretaria generale dell'Associazione vietnamita della pelletteria e delle calzature (LEFASO), e il signor Than Duc Viet, direttore generale della May 10 Corporation.

La signora Phan Thi Thanh Xuan è vicepresidente e segretaria generale dell'Associazione vietnamita della pelletteria e delle calzature (LEFASO).
Per l'industria calzaturiera e della borsa, la pressione per orientarsi verso lo sviluppo sostenibile, le basse emissioni e l' economia circolare è estremamente intensa, data l'elevata quantità di materie prime e sostanze chimiche utilizzate. L'implementazione di strategie ESG e transizioni verdi è diventata ormai una questione di sopravvivenza, una nuova regola imprescindibile, poiché i principali mercati come l'UE e gli Stati Uniti applicano costantemente rigide barriere tecniche in materia di passaporti digitali dei prodotti e controllo della catena di approvvigionamento.
L'ecologismo non è più solo un modo per migliorare la propria reputazione, ma un requisito imprescindibile per partecipare alle catene di approvvigionamento globali. Le imprese non possono più rimanere inerti o limitarsi ad attuare misure ecologiche, perché senza la capacità di farlo e un autentico impegno per la responsabilità sociale, rischieranno immediatamente tagli agli ordini e l'esclusione dalla catena del valore globale.
Pertanto, per le aziende che desiderano affermare un marchio sostenibile, è fondamentale costruire una catena di approvvigionamento trasparente con controlli rigorosi, dall'origine delle materie prime in pelle fino al processo di smaltimento dei rifiuti. I principali mercati, come l'UE e gli Stati Uniti, sono estremamente severi nel controllo della trasparenza della catena di approvvigionamento, richiedendo alle aziende di comunicare in modo responsabile, ovvero di essere veritiere e oneste riguardo agli indicatori di riduzione delle emissioni di carbonio, alla percentuale di materiali circolari utilizzati o all'origine della pelle ecocompatibile.
Nel contesto di consumatori digitali con "filtri" estremamente sensibili ed esigenti, il concetto di comunicazione responsabile deve essere prioritario e collegato ad azioni concrete in fabbrica. In tutto lo spazio digitale, il rischio di crisi mediatiche o accuse di "greenwashing" è sempre presente se le aziende esagerano le proprie capacità nella comunicazione. Nell'era digitale, proteggere un marchio online è una battaglia per la sopravvivenza, perché le informazioni si diffondono a velocità vertiginosa; anche un solo sospetto di "greenwashing" o di mancanza di trasparenza nelle pratiche lavorative può portare un'azienda a vedersi annullare immediatamente gli ordini da parte di consumatori e marchi internazionali sulle piattaforme online.
Per proteggere il proprio marchio nell'ambiente digitale, le aziende devono concentrarsi sulla digitalizzazione e sulla condivisione trasparente delle informazioni relative alla propria catena di fornitura, mostrandosi disposte a condividere onestamente il proprio percorso di transizione ecologica, inclusi sia gli sforzi compiuti che le sfide incontrate. Quando le aziende si impegnano con fermezza in una governance trasparente e sanno come utilizzare certificazioni e dati reali per comunicare, questa sarà la soluzione ottimale per superare i rigorosi filtri del mercato e proteggere efficacemente la reputazione del proprio marchio nel cyberspazio.
Il signor Than Duc Viet - Direttore Generale della May 10 Corporation

Nell'era digitale, la trasformazione verde e l'implementazione di strategie ESG non rappresentano più un onere economico o una scelta di tendenza, ma sono diventate un fattore chiave di competitività e un requisito imprescindibile per le imprese tessili e di abbigliamento che desiderano integrarsi a fondo nella catena di fornitura globale.
Con i consumatori sempre più attenti alla responsabilità sociale, alle basse emissioni e all'economia circolare, le imprese sono costrette a cambiare la propria mentalità gestionale, passando da una risposta passiva a un approccio attivo per creare un ecosistema produttivo trasparente. In questo contesto, una comunicazione responsabile basata su un'autentica trasparenza della catena di fornitura, supportata da dati chiari e certificazioni internazionali, rappresenta la migliore difesa per un posizionamento sostenibile del marchio e per proteggere la reputazione e l'immagine aziendale dal controllo dei consumatori e dai rischi di crisi informative nello spazio digitale.
Per proteggere e valorizzare il proprio marchio, May 10 ha tradotto proattivamente i propri impegni ESG in azioni concrete. Dalla sostituzione delle caldaie a carbone con caldaie a pellet di biomassa all'ampliamento del proprio impianto fotovoltaico sul tetto, fino agli investimenti in moderne attrezzature di produzione, l'azienda sta gradualmente ristrutturando la propria piattaforma produttiva secondo criteri di sviluppo sostenibile. Un risultato significativo è l'installazione di due caldaie a pellet di legno con una capacità di 4 tonnellate di vapore all'ora, in sostituzione di quattro vecchie caldaie a carbone.
May 10 si concentra sulla creazione di una solida base produttiva attraverso un rigoroso controllo dei rifiuti, delle risorse idriche e delle materie prime. I sistemi di raccolta e smistamento dei rifiuti sono organizzati in modo sinergico, soprattutto per quanto riguarda i rifiuti pericolosi. L'azienda collabora con unità legalmente qualificate per il trasporto e il trattamento, nel rispetto delle normative vigenti, e ha implementato un sistema completo di registrazione, documentazione e procedure di controllo. Parallelamente, May 10 introduce linee di prodotti realizzate con fibre organiche e riciclate, ottimizzando il modello di economia circolare e riducendo le emissioni.
Nello spazio digitale, il modo migliore per proteggere un marchio non è attraverso l'evitamento o argomentazioni emotive, ma utilizzando uno "scudo di verità". I consumatori digitali di oggi sono molto informati e dispongono degli strumenti per verificare le informazioni; pertanto, la comunicazione responsabile di May 10 si attiene al principio di fare dieci cose ma dirne solo sette o otto, evitando assolutamente di farne una e spacciarsene per dieci. Non utilizziamo slogan vuoti per il "greenwashing", ma ci basiamo su dati reali e certificazioni indipendenti di terze parti, come gli standard di bioedilizia LEED, le certificazioni OEKO-TEX per materiali naturali e fibre riciclate, GRS o gli standard di responsabilità sociale SA8000.
Allo stesso tempo, May 10 non punta a pubblicità appariscenti, ma si concentra sulla comunicazione interattiva, aiutando i consumatori a comprendere il percorso ecologico di un prodotto, dalla progettazione 3D che consente di risparmiare tessuto ai processi produttivi rispettosi dell'ambiente. Quando la catena di approvvigionamento, dalle materie prime alla produzione, è trasparente e chiaramente digitalizzata, le aziende avranno una solida base per un dialogo onesto con il pubblico, trasformando la trasparenza nella più potente arma di autodifesa contro qualsiasi voce infondata o crisi mediatica nel cyberspazio.
Fonte: https://baotintuc.vn/kinh-te/chia-khoa-bao-ve-thuong-hieu-so-20260618081805947.htm










