
Mentre le organizzazioni umanitarie si trovano a fronteggiare la "doppia pressione" del crescente fabbisogno di aiuti e dell'aumento dei costi di trasporto, logistica e approvvigionamento alimentare, molte regioni del mondo sono state spinte sull'orlo della carestia.
Il conflitto in Medio Oriente è diventato una nube oscura che incombe sulla sicurezza alimentare globale, costringendo i funzionari del Programma Alimentare Mondiale (PAM) a riconoscere che gli avvertimenti, un tempo considerati eccessivamente pessimistici all'inizio di quest'anno, si stanno gradualmente concretizzando.
Il prolungato conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran non solo ha scosso il Medio Oriente, ma ha anche generato ripercussioni a catena sui mercati energetici, sui prezzi dei prodotti alimentari e sulla sicurezza alimentare globale. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha fatto impennare i prezzi di molte materie prime essenziali, come riso e grano, aumentando il rischio di povertà in molte regioni.
Secondo un avvertimento lanciato dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) a marzo, se i prezzi del petrolio dovessero rimanere intorno ai 100 dollari al barile fino alla fine di giugno, circa 45 milioni di persone in tutto il mondo potrebbero trovarsi ad affrontare una grave insicurezza alimentare. Questo numero si aggiungerebbe ai quasi 320 milioni di persone che già dall'inizio del 2026 si trovano a fronteggiare fame e carenza di cibo.
Ciò che preoccupa è che l'impatto della guerra non si limita al Medio Oriente, ma si sta diffondendo in molti paesi vulnerabili a causa dell'aumento dei prezzi del carburante, dell'escalation dei costi alimentari e delle interruzioni del commercio internazionale.
In Somalia, un paese costantemente minacciato dalla carestia, circa 6 milioni di persone stanno attualmente affrontando una grave penuria di cibo. Il paese è uno dei punti critici più preoccupanti per la sicurezza alimentare. I bambini sotto i 5 anni sono i più colpiti. Si prevede che entro la fine di quest'anno altri 2,5 milioni di persone non saranno in grado di permettersi i generi alimentari di base.
Con quasi tre mesi di combattimenti e i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran ancora in una fase di stallo, lo scenario peggiore si fa sempre più concreto. Jean-Martin Bauer, direttore dell'analisi alimentare e nutrizionale del Programma alimentare mondiale (WFP), ha avvertito che il mondo rischia di assistere a una ripetizione della crisi del costo della vita vista nel 2022, quando i prezzi globali di cibo ed energia sono schizzati alle stelle in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina.
La situazione attuale è considerata ancora più allarmante, poiché il sistema globale di aiuti umanitari si è notevolmente indebolito a seguito di una serie di tagli ai bilanci degli aiuti internazionali. Con finanziamenti limitati, si prevede che il numero di persone che riceveranno assistenza nel 2026 diminuirà di circa 1,5 milioni rispetto al piano originario. Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi per altri sei mesi, oltre 9 milioni di persone rischierebbero di perdere completamente l'accesso agli aiuti alimentari.
Il devastante conflitto in Medio Oriente ha avuto ampie ripercussioni a livello globale. Secondo gli esperti del Programma Alimentare Mondiale (PAM), la situazione della sicurezza alimentare globale potrebbe peggiorare ulteriormente se i combattimenti in Medio Oriente dovessero continuare.
Oltre ai conflitti, i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi stanno esercitando un'enorme pressione sul mondo, che si trova ad affrontare il rischio di una forte manifestazione del fenomeno El Niño nel prossimo futuro. Questo fenomeno meteorologico estremo potrebbe causare siccità, inondazioni e interrompere la produzione agricola in molte aree, con la potenziale conseguenza di un drastico aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
Il sistema globale è sottoposto a una pressione senza precedenti. L'aumento delle divisioni geopolitiche e i tagli ai finanziamenti per lo sviluppo e gli aiuti umanitari rappresentano ostacoli importanti alla lotta globale contro la povertà. Senza soluzioni a questi problemi, il circolo vizioso di conflitti e povertà continuerà. Alla luce di questa realtà, la solidarietà, il sostegno reciproco e l'assistenza di tutte le nazioni del mondo sono essenziali.
Fonte: https://nhandan.vn/chung-tay-giup-do-day-lui-doi-ngheo-post967522.html







