La partita d'esordio della nazionale francese contro il Senegal, in programma alle 2 del mattino del 17 giugno (VTV3, VTV6, VTV9, VTV10) nella fase a gironi dei Mondiali del 2026, non solo attira l'attenzione per la presenza di una delle principali candidate alla vittoria del torneo, ma anche per l'affascinante storia dei fratelli Doué, vivida testimonianza dell'identità del calcio francese.
Indossando i colori di due paesi
Con stelle di livello mondiale come Kylian Mbappé, N'Golo Kanté, Ousmane Dembélé, Michael Olise e il giovane talento Désiré Doué, la nazionale francese è considerata una delle principali candidate alla vittoria del Mondiale 2026. Tuttavia, dietro questa rosa stellare si cela una storia che fa riflettere sul processo di allenamento e selezione dei talenti del ct Didier Deschamps.


I fratelli Guéla Doué (nella foto sopra) e Désiré Doué parteciperanno ai Mondiali del 2026 con due diverse nazionali. Foto: AP
La famiglia Doué ne è un ottimo esempio. Sia Désiré Doué che suo fratello maggiore Guéla Doué sono nati in Francia da padre ivoriano e madre francese. Questo background ha permesso a entrambi i fratelli di poter giocare per una delle rispettive nazionali.
Désiré Doué è considerato un gioiello del calcio francese. Entrato a far parte del Rennes nel 2011 all'età di 5 anni, il centrocampista, nato nel 2005, ha subito dimostrato il suo eccezionale talento prima di trasferirsi al PSG. Oltre al successo a livello di club, Doué è stato un giocatore chiave nello sviluppo delle nazionali giovanili francesi, prima di essere promosso nella nazionale maggiore.
Nel frattempo, anche Guéla Doué (nato nel 2002) possiede notevoli doti professionali. Questo difensore ha militato nelle giovanili del Rennes e si è affermato nel calcio professionistico. Tuttavia, a causa della forte concorrenza per un posto da titolare nella nazionale francese, ha deciso di dedicarsi alla nazionale ivoriana, dalle giovanili Under 23 fino alla nazionale maggiore. I Mondiali del 2026 diventano quindi un torneo speciale, poiché i due fratelli si troveranno sul palcoscenico calcistico più importante del pianeta, ma con le maglie di due nazioni diverse.
Produciamo costantemente giocatori di qualità.
La storia dei fratelli Doué riflette anche la realtà unica del calcio francese. Essendo un Paese con uno dei sistemi di sviluppo giovanile più all'avanguardia al mondo, la Francia produce costantemente giocatori di qualità per le varie nazionali. Molte stelle con doppia o tripla cittadinanza aspirano a indossare la maglia dei "Bleus", poiché si tratta di una delle squadre più tradizionali e vincenti nella storia del calcio mondiale. Tuttavia, non tutti i giocatori di talento hanno la possibilità di far parte della nazionale francese. La chiave sta nella loro compatibilità con le tattiche, la filosofia di gioco e le esigenze di organico della squadra in un dato momento.
In vista dei Mondiali del 2026 e della partita contro il Senegal, la nazionale francese era molto apprezzata non solo per la qualità della rosa, ma anche per l'unità e l'organizzazione che erano diventate un marchio di fabbrica sotto la guida di Deschamps. In oltre un decennio alla guida della nazionale, il tecnico francese ha dimostrato costantemente che il successo non deriva dall'assemblare le stelle più famose, ma dal costruire una squadra coesa con i giocatori più adatti.
I Mondiali del 2026 continueranno a essere un banco di prova per questa filosofia. E nella storia dei fratelli Doué, i tifosi possono cogliere un messaggio chiaro: la forza maggiore della nazionale francese non risiede nel numero di stelle, ma nella capacità di trasformare singoli talenti eccezionali in una squadra unita, con l'obiettivo comune di conquistare le vette più alte del mondo.
Il campione in carica scende in campo.
Il 17 giugno, le campionesse in carica dell'Argentina giocheranno la loro partita d'esordio ai Mondiali del 2026 contro l'Algeria (ore 8:00). In teoria, non dovrebbe essere una sfida difficile per le "Albicelesti".
Avvicinandosi al suo 39° compleanno, la stella numero uno dell'Argentina, Lionel Messi, non è più al culmine della sua forma. Tuttavia, la generazione più giovane, come Julian Alvarez, Giuliano Simeone e Nico Paz, è maturata notevolmente ed è pronta a trascinare la nazionale sudamericana.

Messi non dovrà più sobbarcarsi il peso dell'attacco argentino.
Il problema principale per il ct Lionel Scaloni e la sua squadra al momento è la forma alquanto altalenante della loro difesa. In una serie di partite quasi perfette dall'inizio del 2025, hanno pareggiato 1-1 con la Colombia e perso 0-1 contro l'Ecuador nelle qualificazioni. Sarà proprio questo il punto debole che l'Algeria, grazie all'acuta visione tattica di Riyad Mahrez, cercherà di sfruttare.
Nel Gruppo J, la Giordania, al suo debutto ai Mondiali, giocherà la sua prima partita alle 11:00. L'avversaria sarà l'Austria, una squadra in costante crescita sotto la guida del ct Ralf Rangnick. Le possibilità che Giordania e Austria conquistino punti contro l'Argentina sono piuttosto basse, quindi i tre punti nella partita d'esordio sono quasi un prerequisito per la qualificazione di entrambe le squadre alla fase successiva.
Alle 17:00, la Norvegia affronterà l'Iraq, una squadra assente dal più grande torneo calcistico del mondo da 40 anni. I rappresentanti nordici sono considerati i favoriti grazie a giocatori di qualità come Erling Haaland, Martin Ødegaard e Alexander Sørloth. Tuttavia, l'Iraq ha recentemente messo a segno una grande sorpresa in vista dei Mondiali del 2026 pareggiando con la Spagna, una delle favorite.
Hoang Hiep

Fonte: https://nld.com.vn/chuyen-anh-em-nha-doue-196260615204820548.htm









