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| Il 10 giugno, gli investitori hanno venduto massicciamente titoli tecnologici, causando un forte calo dei principali indici di Wall Street durante le contrattazioni. |
La seduta di contrattazioni del 10 giugno (nelle prime ore del mattino dell'11 giugno, ora del Vietnam) sul mercato azionario statunitense si è chiusa con forti ribassi generalizzati, a causa delle massicce vendite di titoli tecnologici e di intelligenza artificiale (IA) da parte degli investitori, nonché delle preoccupazioni che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente possano aumentare la pressione inflazionistica e prolungare la politica monetaria restrittiva della Federal Reserve (Fed).
Alla chiusura delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha perso 953,33 punti, pari all'1,87%, attestandosi a 49.918,78 punti. L'S&P 500 è sceso di 119,66 punti, pari all'1,62%, a 7.266,99 punti. Il Nasdaq Composite ha registrato il calo maggiore, perdendo 509,32 punti, pari all'1,98%, e chiudendo a 25.169,50 punti. Si è trattato del secondo giorno consecutivo di ribasso per l'S&P 500, dopo diverse settimane di andamento positivo.
Secondo Reuters e AP, il calo si è concentrato sui titoli tecnologici e dell'intelligenza artificiale, i principali motori dei recenti massimi storici del mercato azionario statunitense. L'indice Philadelphia Semiconductor è sceso fino al 3,6%, riflettendo la crescente cautela degli investitori nei confronti dei titoli ad alta crescita.
A guidare il calo sono state Nvidia, Broadcom e molte altre importanti aziende tecnologiche. In particolare, le azioni di Super Micro Computer sono crollate del 28% dopo l'annuncio di un piano per raccogliere 7 miliardi di dollari di nuovi capitali al fine di soddisfare la crescente domanda di server per l'intelligenza artificiale. Questa notizia ha sollevato preoccupazioni circa una potenziale diluizione delle azioni e pressioni finanziarie sull'azienda.
Gli analisti suggeriscono che, dopo un periodo di rapida crescita alimentato dalle aspettative legate all'intelligenza artificiale, molti titoli tecnologici stiano entrando in una fase di correzione, in quanto gli investitori stanno rivalutando le valutazioni e le prospettive di crescita. Inoltre, la notizia della ricerca da parte di SpaceX di un importante finanziamento ha contribuito a destare preoccupazione per un eccessivo ottimismo nel settore tecnologico.
Oltre alle pressioni provenienti dal settore tecnologico, il sentiment di mercato è stato fortemente influenzato anche dai recenti sviluppi in Medio Oriente. Reuters ha riportato che le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno continuato ad aumentare in seguito alle dure dichiarazioni di entrambe le parti, suscitando preoccupazioni tra gli investitori circa il rischio di un'escalation del conflitto e di interruzioni nelle forniture energetiche globali.
Durante la seduta, i prezzi del petrolio WTI sono aumentati di oltre il 2%, raggiungendo circa 98 dollari al barile, mentre il Brent è cresciuto di quasi il 2%, superando i 93 dollari al barile. L'impennata dei prezzi dell'energia ha coinciso con la pubblicazione dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti, che mostrano un aumento del 4,2% su base annua a maggio, il livello più alto degli ultimi tre anni.
Sebbene il dato corrispondesse alle previsioni degli economisti intervistati da Reuters, il mercato ha reagito negativamente a causa dei timori che la Fed dovesse mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo per controllare le pressioni inflazionistiche. In seguito alla pubblicazione del rapporto sull'inflazione, l'attenzione degli investitori si è rapidamente spostata sulle prospettive di politica monetaria e sui rischi geopolitici , allontanando capitali dagli asset rischiosi, in particolare dai titoli tecnologici.
L'indice di volatilità CBOE (VIX), spesso definito "indicatore della paura" di Wall Street, ha superato quota 22 punti, segnalando un significativo aumento dell'ansia degli investitori. Il volume degli scambi sulle borse statunitensi ha raggiunto circa 20,7 miliardi di azioni, superiore alla media degli ultimi 20 giorni.
Le statistiche mostrano che il numero di titoli in calo ha superato di gran lunga quello dei titoli in rialzo sia sul NYSE che sul Nasdaq. Sul NYSE, il rapporto tra titoli in calo e titoli in rialzo è stato di 1,87 a 1, mentre sul Nasdaq è stato di 1,77 a 1. Ciò indica che la pressione di vendita è stata diffusa e non concentrata esclusivamente nel settore tecnologico.
Ciononostante, alcuni settori difensivi come quello sanitario, immobiliare e dei beni di consumo hanno comunque registrato performance positive grazie alla domanda degli investitori di beni rifugio. Tuttavia, i guadagni in questi settori non sono stati sufficienti a compensare il forte calo registrato nei settori tecnologico e dei semiconduttori.
Gli esperti ritengono che l'attuale correzione non sia sufficiente a modificare il trend rialzista di lungo periodo del mercato azionario statunitense, ma riflette una crescente cautela riguardo alle elevate valutazioni dei titoli tecnologici dopo un periodo di rapida crescita trainato dall'intelligenza artificiale.
Nel breve termine, l'andamento dell'inflazione, le decisioni di politica monetaria della Fed e la situazione geopolitica in Medio Oriente continueranno a essere i fattori dominanti che influenzeranno il sentiment di mercato. Gli investitori sono attualmente in attesa di ulteriori segnali dalla prossima riunione di politica monetaria della Fed per capire se l'agenzia manterrà la sua politica restrittiva o inizierà a segnalare un allentamento nei prossimi mesi.
Dato il contesto attuale, è probabile che Wall Street si trovi ad affrontare ulteriori sedute volatili, mentre il mercato valuta le prospettive di crescita dell'intelligenza artificiale, le pressioni inflazionistiche e i crescenti rischi geopolitici.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/co-phieu-ai-bi-ban-thao-pho-wall-giam-manh-183306.html










