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Il settore del turismo cosmetico in Corea del Sud ha raggiunto il suo apice, rivelando un paradosso negli standard di bellezza.

L'ascesa del turismo estetico in Corea del Sud rivela una nuova tendenza: la bellezza non è più solo una scelta personale, ma viene standardizzata ed "esportata" a livello globale. Mentre la tecnologia promette la personalizzazione, il risultato è una crescente somiglianza dei volti.

Hà Nội MớiHà Nội Mới15/04/2026

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La bellezza dell'idol K-pop Miyeon è ammirata da molte ragazze. Foto: NME

In piedi davanti allo specchio nel suo appartamento di Kuala Lumpur, Aisyah si toccò delicatamente il ponte del naso. "Non abbastanza raffinato", mormorò. Sullo schermo del suo telefono c'era l'immagine di un'idol K-pop con una pelle liscia e bianca e lineamenti quasi perfetti.

Il paragone si ripeteva ogni giorno, finché non decise di prenotare un biglietto per Seul, non solo per turismo ma anche per "diventare più simile a lui".

La tendenza a combinare turismo e trattamenti di bellezza.

La storia di Aisyah riflette una tendenza in rapida accelerazione: il turismo della bellezza. Con la diffusione dell'onda culturale coreana, dalla musica e dal cinema alla moda, gli standard di bellezza che ne derivano stanno gradualmente diventando un punto di riferimento globale. Se prima i turisti acquistavano cosmetici da portare a casa, ora si recano in Corea per trasformare il proprio aspetto.

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Un annuncio pubblicitario che promuove tour di turismo estetico a Seul, Corea del Sud. Foto: Jane Tour DMC

Secondo il Korea Institute for Medical Industry Development, la Corea del Sud dovrebbe accogliere circa 1,17 milioni di visitatori internazionali per motivi medici ed estetici nel 2024, il numero più alto dal 2009.

I servizi dermatologici rappresentano oltre la metà della domanda, mentre la chirurgia estetica ne costituisce oltre il 10%. Si prevede che il settore genererà circa 26,4 miliardi di dollari di fatturato entro il 2030, diventando uno dei principali motori di crescita dell'economia.

Il governo sudcoreano non resta estraneo a questa tendenza. Il turismo cosmetico è considerato parte di una strategia di soft power, con politiche di sostegno che vanno dai visti e incentivi fiscali alla promozione a livello nazionale.

Nella sua nuova veste, la K-beauty, nome abbreviato dell'industria cosmetica sudcoreana, non è più solo un settore di consumo, ma un settore di esportazione ad alto valore aggiunto in cui servizio, tecnologia e immagine nazionale si intrecciano.

Al centro di questo ecosistema si trova Seul, che attrae oltre l'85% dei turisti che si recano al centro medico.

I costi sono inferiori del 30-50% rispetto a Stati Uniti o Europa, mentre la qualità è garantita da una fitta rete di cliniche altamente competitive, il che rende la città una meta di prim'ordine.

I servizi offerti, che spaziano dai trattamenti laser e lifting del viso alle terapie di ringiovanimento cutaneo come Rejuran, sono concepiti come "esperienze specializzate", che coniugano medicina e turismo.

Oltre ai semplici trattamenti, l'industria della bellezza sudcoreana si sta orientando verso un modello esperienziale.

Nei negozi monomarca e nelle cliniche di lusso, i clienti possono far analizzare la propria pelle tramite intelligenza artificiale, ricevere consulenze personalizzate e partecipare a trattamenti completi per la cura della pelle, dei capelli e del corpo. Questa tecnologia promette livelli di personalizzazione senza precedenti.

Il prezzo dello " standard di bellezza coreano "

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Persone in coda davanti a un supermercato di cosmetici coreano. Foto: Cosinkorea

Ma è proprio a questo punto che inizia a emergere un paradosso. Man mano che la tecnologia diventa più sofisticata nella sua capacità di "personalizzare", i risultati estetici tendono a diventare più uniformi.

La maggior parte dei visitatori internazionali in Corea del Sud ha aspettative ben precise: un viso a V, pelle chiara, naso alto e occhi grandi. Molti interventi di chirurgia estetica, anche quelli personalizzati, si basano sugli stessi criteri.

Un rapporto di Yanolja Research indica che il settore del turismo medico in Corea del Sud è trainato principalmente dalla "domanda basata sul desiderio" piuttosto che dalla domanda di trattamenti.

Ciò ha portato a un mercato che rispecchia il gusto popolare, dove i modelli famosi diventano il punto di riferimento. Molti chirurghi estetici ammettono che i clienti spesso portano foto di celebrità e chiedono di "assomigliare il più possibile a loro".

Anche il divario tra aspettative e realtà rappresenta un problema. Nonostante la promozione di tecnologie moderne, non tutte le esperienze offrono i risultati desiderati, soprattutto per i visitatori internazionali.

Nel frattempo, la forte dipendenza dal settore cosmetico mette in luce anche gli squilibri del turismo medico, poiché aree di trattamento importanti come il cancro o le malattie cardiovascolari non hanno ancora recuperato i livelli pre-pandemia.

Il successo della Corea del Sud nel trasformare il settore della bellezza in un'industria turistica multimiliardaria è innegabile.

Ma dietro a tutto ciò si cela una domanda sempre più chiara: mentre milioni di persone si sforzano di raggiungere uno standard comune, dove porteranno le differenze? Per Aisyah, il viaggio a Seul potrebbe averle aperto una nuova prospettiva. Ma in quel percorso, ciò che è cambiato non è stato solo il suo aspetto, bensì anche il modo in cui viene definita la bellezza.

Fonte: https://hanoimoi.vn/du-lich-tham-my-han-quoc-dat-dinh-lo-nghich-ly-chuan-dep-745082.html


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