Alla chiusura della seduta di ieri, i prezzi del caffè Arabica sono scesi dell'1,78% a 8.526 dollari a tonnellata, mentre i prezzi del caffè Robusta hanno perso lo 0,79%, attestandosi a 5.508 dollari a tonnellata.
Secondo la Borsa Merci del Vietnam (MXV), domanda e offerta hanno giocato un ruolo principale nell'influenzare i prezzi delle materie prime durante la sessione di negoziazione di ieri (12 marzo). Nel mercato energetico, i prezzi del petrolio greggio Brent e WTI sono aumentati vertiginosamente a causa del calo delle scorte statunitensi e dell'aumento della domanda di benzina e diesel.
Inoltre, il mercato del caffè è sotto pressione a seguito della notizia di un calo delle esportazioni globali di caffè. Il mercato ha subito una fase di stallo, con l'indice MXV che ha chiuso in leggero rialzo a 2.284 punti, in aumento dello 0,06%.
| Indice MXV |
I prezzi del petrolio greggio hanno esteso i loro guadagni per la seconda sessione consecutiva.
Alla chiusura delle contrattazioni di ieri, i prezzi di entrambe le materie prime petrolifere sono schizzati alle stelle dopo che i dati del governo statunitense hanno mostrato un calo delle scorte di petrolio e carburante superiore alle attese.
Alla chiusura delle contrattazioni, il petrolio Brent è salito di 1,39 dollari (pari al 2%) a 70,95 dollari al barile, mentre il petrolio WTI è aumentato di 1,43 dollari (pari al 2,2%) a 67,68 dollari al barile.
| Listino prezzi dell'energia |
Il principale fattore determinante dell'aumento dei prezzi è stato il rapporto dell'Agenzia statunitense per l'informazione energetica (EIA). Secondo l'EIA, le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di soli 1,4 milioni di barili nell'ultima settimana, un dato inferiore ai 2 milioni di barili previsti dagli esperti. In particolare, le scorte di benzina sono diminuite drasticamente di 5,7 milioni di barili, un calo ben superiore alla prevista diminuzione di 1,9 milioni di barili, a indicare un aumento della domanda di carburante. Inoltre, il recente indebolimento del dollaro statunitense ha contribuito a sostenere i prezzi del petrolio.
Inoltre, le tensioni geopolitiche continuano a esercitare pressione sugli approvvigionamenti, poiché i ribelli Houthi hanno minacciato di continuare ad attaccare le navi israeliane se Israele non revocherà il divieto di aiuti a Gaza.
Tuttavia, la spinta al rialzo dei prezzi del petrolio è frenata dai timori che i dazi possano aumentare i costi per le imprese, alimentare l'inflazione e minare la fiducia dei consumatori, con conseguenti ripercussioni sulla crescita economica.
Nel frattempo, l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) ha confermato le sue previsioni di crescita della domanda globale di petrolio per il 2025. Il rapporto OPEC ha inoltre evidenziato che la produzione dell'OPEC+ è aumentata di 363.000 barili al giorno a febbraio, principalmente grazie al Kazakistan, che è in ritardo nel rispetto della propria quota di produzione.
I prezzi del caffè continuano a fluttuare.
Alla chiusura delle contrattazioni del 12 marzo, l'indice dei prezzi delle materie prime industriali ha chiuso in territorio negativo, con i prezzi del caffè Arabica in calo dell'1,78% a 8.526 dollari a tonnellata e quelli del caffè Robusta in ribasso dello 0,79% a 5.508 dollari a tonnellata. Questo andamento si è verificato in un contesto di forte calo delle esportazioni globali, mentre le scorte di materie prime industriali hanno mostrato segnali di ripresa, sollevando interrogativi sull'effettivo equilibrio tra domanda e offerta del mercato.
| Listino prezzi delle materie prime industriali |
I prezzi dell'Arabica si sono ormai allontanati dal picco storico di 9.676 dollari a tonnellata, raggiunto a metà febbraio 2025. Gli esperti ritengono che, mentre le preoccupazioni per la siccità si sono in parte riflesse nei prezzi, le nuove preoccupazioni si stiano spostando sull'impatto dei prezzi elevati sulla domanda globale.
L'ultimo rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Caffè (ICO) mostra che le esportazioni globali di caffè a gennaio sono diminuite del 13,3%, attestandosi a 10,8 milioni di sacchi, rispetto ai 12,4 milioni di sacchi dello stesso periodo dell'anno precedente. In particolare, le esportazioni di chicchi di caffè verde non tostati sono calate del 14,2%, raggiungendo 11,32 milioni di sacchi, segnando il terzo mese consecutivo di declino. Il solo segmento Arabica ha registrato una diminuzione del 2,5%, arrivando a 6,665 milioni di sacchi, pari a un calo di 171.000 sacchi. Il calo delle esportazioni riflette la carenza di offerta nei principali paesi produttori, ma potrebbe anche indicare un indebolimento della domanda a causa dei prezzi persistentemente elevati. Ciò rappresenta un difficile dilemma per gli investitori, che devono soppesare questi due fattori contrastanti.
Inoltre, i dati sulle scorte monitorati da ICE hanno mostrato segnali positivi, con le scorte di caffè Arabica che hanno raggiunto 803.032 sacchi l'11 marzo. Nel frattempo, anche le scorte di Robusta sono risalite a 4.356 lotti, il livello più alto dell'ultimo mese.
Le informazioni sull'aumento delle scorte, unite alle nuove previsioni di Marex Solutions, continuano a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi del caffè. Marex prevede un surplus globale di caffè pari a 1,2 milioni di sacchi per la campagna agricola 2025-2026, significativamente superiore ai 200.000 sacchi della campagna precedente. Questa valutazione ha reso il mercato più cauto dopo il precedente forte aumento dei prezzi.
Prezzi di alcuni altri beni
| Listino prezzi dei metalli |
| Listino prezzi dei prodotti agricoli |
Fonte: https://congthuong.vn/gia-ca-phe-robusta-giam-ve-muc-5508-usdtan-378023.html








