Classifica del Gruppo H dei Mondiali del 2026.
La Spagna ha iniziato la sua campagna per i Mondiali del 2026 con un pareggio per 0-0 contro Capo Verde, un risultato che Reuters ha definito un campanello d'allarme per la squadra di Luis de la Fuente. Anche Marc Cucurella ha riconosciuto che la partita è stata un "campanello d'allarme", perché la Spagna ha avuto un maggiore possesso palla ma è mancata di incisività nei tocchi finali.
Il problema della Spagna non era la capacità di controllare il pallone. Avevano ancora abbastanza giocatori per dettare il ritmo, far circolare la palla e spingere gli avversari nella propria metà campo. Ma contro una difesa schierata in profondità, alla Roja mancava la velocità sulle fasce e quel tipo di giocate incisive necessarie per scardinare il blocco difensivo di Capo Verde.

Dopo il primo turno, il Gruppo H si è rivelato molto più imprevedibile. La Spagna ha pareggiato 0-0 con Capo Verde, mentre l'Arabia Saudita ha pareggiato 1-1 con l'Uruguay. Tutte e quattro le squadre si sono ritrovate quindi a pari punti. Per la Spagna, la partita contro l'Arabia Saudita non era più una sfida da sottovalutare, ma quasi un test obbligatorio da superare.
La formazione più forte e la pressione di dover vincere.
La differenza principale rispetto alla partita contro Capo Verde è che la Spagna probabilmente schiererà la sua formazione migliore. I media internazionali hanno evidenziato l'importante ritorno di Lamine Yamal e Nico Williams nella nazionale spagnola. Anche il commissario tecnico De la Fuente ha elogiato Yamal, affermando che il giovane giocatore è pronto per partire titolare contro l'Arabia Saudita.

Questo è un dettaglio cruciale perché la Spagna ha bisogno di qualcosa di più dei semplici passaggi orizzontali. Le servono giocatori capaci di vincere gli uno contro uno, di allungare la difesa e di creare spazi per il centrocampo. Yamal e Nico Williams, se entrambi scenderanno in campo, potrebbero fornire ciò che alla Spagna è mancato di più contro Capo Verde: velocità e imprevedibilità sulle fasce.
L'Arabia Saudita lo aveva capito benissimo. L'allenatore Georgios Donis ha ammesso che le possibilità della squadra mediorientale di ribaltare il risultato sarebbero state maggiori se Yamal e Williams fossero stati assenti o non in forma. In altre parole, ancor prima della partita, l'Arabia Saudita aveva individuato le fasce della Spagna come le zone che avrebbero potuto decidere l'esito dell'incontro.

Quindi, quanto è probabile che l'Arabia Saudita provochi uno shock?
Le rappresentanti asiatiche avevano già conquistato punti contro l'Uruguay, avevano esperienza nel provocare sorprese ai Mondiali e affrontavano questa partita con uno stato d'animo più sereno rispetto alla Spagna.
La Spagna, dopo il pareggio contro Capo Verde, affronterà questa partita con una concentrazione diversa. Non può permettersi di ripetere la stessa lentezza sotto porta mostrata in passato. Inoltre, ha ben pochi motivi per continuare a sperimentare, vista l'imminente partita finale contro l'Uruguay.
Lo scenario più logico prevede che la Spagna controlli il possesso palla, mentre l'Arabia Saudita si difenda bassa in attesa dei contropiedi. Se la Roja segnasse presto, la partita potrebbe aprirsi rapidamente. Ma se l'Arabia Saudita riuscisse a mantenere il risultato sullo 0-0 per gran parte dell'incontro, la pressione psicologica tornerebbe a gravare sulla squadra europea.
Ciononostante, con la formazione migliore a disposizione e la chiara necessità di vincere, la Spagna ha ancora maggiori possibilità di successo. Non c'è margine di errore, e questo potrebbe renderla molto più pericolosa rispetto alla deludente prestazione della prima giornata.
Fonte: https://danviet.vn/khong-con-cho-cho-tay-ban-nha-sua-sai-d1437034.html






























































