
Una prova per il teatro tradizionale
Per molti anni, avvicinare le forme d'arte tradizionali al pubblico, soprattutto ai giovani, si è rivelato un compito arduo. Il valore del Tuong, del Cheo e del Cai Luong risiede nella loro profondità estetica, nelle tecniche esecutive e nella memoria culturale tramandata di generazione in generazione. Tuttavia, affinché questi valori continuino a essere riconosciuti, è necessario un adeguato cambiamento anche nel modo in cui queste opere vengono presentate e in cui interagiscono con gli spettatori.
Sulla base di tale requisito, lo spettacolo "Ha Hoi Show - Secrets of the Magical Dynasty" può essere considerato un esperimento degno di nota, in quanto riunisce sul palco Tuong, Cheo e Cai Luong. Il programma è frutto della collaborazione tra il Teatro Nazionale Tradizionale del Vietnam e il progetto Ha Hoi, e vede la partecipazione di artisti professionisti e di un gruppo di giovani creativi interessati alle arti tradizionali. Questo modello suggerisce una direzione più ampia: ampliare il coinvolgimento del pubblico, pur mantenendo i principi professionali che definiscono ciascuna forma d'arte.
Il team non ha fuso Tuong, Cheo e Cai Luong in una nuova forma performativa, ma ha piuttosto inserito degli estratti all'interno di una narrazione comune per permettere agli spettatori di sperimentare diverse sfumature artistiche nello stesso spazio. Tuong colpisce per la sua convenzionalità, lo spirito epico e i movimenti ricchi di simbolismo. Cheo apporta uno spirito popolare umoristico, accessibile e flessibile allo stile performativo. Cai Luong, d'altro canto, tende alla profondità psicologica, al lirismo e alla capacità di guidare le emozioni attraverso testi e canto. Accostate, le tre forme non perdono i loro confini distinti; al contrario, aiutano gli spettatori ad apprezzare meglio la ricchezza del teatro nazionale.
Gli estratti selezionati hanno tutti il potenziale per evocare le caratteristiche di ciascuna forma d'arte. Nel Cheo (opera tradizionale vietnamita), "Lo stregone che ha paura dei fantasmi" crea un'atmosfera vivace con umorismo popolare e una recitazione volutamente esagerata. L'immagine dello stregone emerge attraverso le posture, i gesti, i dialoghi e la flessibile improvvisazione degli attori. Dietro quella risata si cela il familiare spirito critico del Cheo contro la superstizione, l'ingenuità e lo sfruttamento delle credenze spirituali per tornaconto personale.
Nell'estratto dell'opera teatrale di Cai Luong "L'ambizione di Daji", l'attenzione si concentra sulla vita interiore del personaggio. Daji è ritratto come affascinante e orgoglioso, ma al contempo pieno di contraddizioni tra amore, ambizione e desiderio di potere. Le melodie cariche di emozione, unite a un'interpretazione psicologica, impediscono al personaggio di rimanere una semplice figura teatrale convenzionale, spingendo invece a riflettere sulla fama, sulle scelte e sul prezzo da pagare quando si è consumati dall'ambizione.
Nell'opera Tuong, la scena in cui On Dinh decapita Ta dimostra chiaramente la solidità delle tecniche di rappresentazione tradizionali. Sullo sfondo del rullare dei tamburi di guerra, ogni movimento fisico, ogni passo, ogni sguardo e ogni colpo di frusta sono organizzati secondo un sistema di convenzioni rigidamente strutturato. Il fascino della rappresentazione non risiede negli effetti moderni, ma nella maestria degli artisti, dalla precisione dei loro movimenti alla capacità di ritrarre lo spirito leale e indomabile dei personaggi.
Oltre agli estratti, il programma include anche il brano strumentale "Chieu Ban Tau Ma", composto dall'Artista Emerito Le Tran Vinh ed eseguito dall'orchestra dal vivo del Teatro Nazionale Tradizionale del Vietnam. L'opera utilizza elementi musicali tradizionali, combinando i ritmi vivaci dei brani tradizionali per evocare un senso di urgenza ed eroismo. L'orchestra dal vivo aiuta inoltre il pubblico ad apprezzare meglio il ruolo della musica nelle arti performative popolari, dove tamburi, strumenti a corda e battiti di mani ritmici contribuiscono direttamente a creare atmosfera e a guidare le emozioni.
Non offuscare i confini artistici.
Quando Tuong, Cheo e Cai Luong vengono presentati insieme in un unico programma, sorgono dubbi sul fatto che i confini tra queste forme d'arte possano confondersi, soprattutto per un pubblico che non ha avuto molte opportunità di entrare in contatto con l'arte tradizionale. In uno spazio scenico condiviso, senza moderazione e comprensione professionale, l'introduzione simultanea di più forme d'arte può facilmente risultare disomogenea, lasciando agli spettatori solo un'atmosfera generale senza riconoscere le caratteristiche uniche di ciascuna forma d'arte.
Tuttavia, l'organizzazione di Ha Hoi Show - Secrets of the Magical Dynasty non segue un approccio ibrido. Gli estratti mantengono la loro struttura distintiva, il linguaggio scenico, la musica e le tecniche di esecuzione. Il programma crea uno spazio comune in cui le diverse forme d'arte possono coesistere, ma ogni opera opera comunque all'interno del proprio quadro estetico di riferimento. Di conseguenza, gli spettatori possono riconoscere le differenze tra la natura convenzionale e stereotipata di Tuong (opera vietnamita classica), lo stile umoristico e popolare di Cheo (opera popolare vietnamita tradizionale) e la profondità lirica e psicologica di Cai Luong (opera vietnamita moderna). Accostare gli estratti non sfuma i confini artistici; al contrario, crea un effetto di contrasto in termini di stile, narrazione, musica e recitazione.
Secondo l'artista del popolo Le Tuan Cuong, direttore del Teatro Nazionale Tradizionale del Vietnam e direttore artistico del programma, riunire Tuong, Cheo e Cai Luong sullo stesso palcoscenico non ha lo scopo di cancellare i confini tra le forme d'arte, bensì di offrire agli spettatori maggiori opportunità di riconoscere il valore unico di ciascuna. Ogni forma d'arte ha un proprio sistema estetico, dallo sviluppo del personaggio, al linguaggio del corpo, alla musica, fino alle tecniche narrative. Pertanto, la selezione di estratti rappresentativi è fondamentale per contribuire a creare un'esperienza di visione unitaria, preservando al contempo l'essenza artistica di ogni opera.
Lê Tuấn Cường, artista del popolo, ritiene che le forme d'arte tradizionali vietnamite abbiano compiuto un lungo percorso di sviluppo, strettamente legate alla vita spirituale di molte generazioni e diventate parte integrante della cultura nazionale. La vitalità di Tuồng, Chèo e Cải Lương risiede non solo nel loro valore storico, ma anche nella loro capacità di evocare emozioni, trasmettere insegnamenti morali, riflettere la condizione umana e creare modelli performativi che hanno resistito alla prova del tempo. Nel contesto di un'industria dell'intrattenimento sempre più diversificata, la sfida non è innovare a tutti i costi, ma trovare il modo di trasmettere questi valori al pubblico odierno in maniera più appropriata.
Da questa prospettiva, modelli come l'Ha Hoi Show dimostrano un notevole approccio sperimentale nell'ampliare l'accessibilità all'arte tradizionale. Invece di mantenere i metodi di presentazione convenzionali, il programma opta per un formato più flessibile, creando un ritmo narrativo più intimo, pur rispettando i principi professionali di ogni forma d'arte. Innovare qui non significa alterare gli elementi centrali, ma piuttosto trovare nuove strade affinché questi valori tradizionali possano essere visti, ascoltati e accolti nella vita contemporanea.
Fonte: https://baovanhoa.vn/nghe-thuat/lam-moi-nhung-khong-hoa-tan-239670.html










