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Messi ha segnato, ma Lisandro Martinez ha creato l'occasione che ha fatto la differenza per l'Argentina. |
Lisandro Martinez è stato molto vicino al ritiro. Il difensore argentino ha ammesso di aver preso in considerazione l'idea di smettere di giocare dopo aver subito un infortunio al legamento crociato anteriore lo scorso anno.
Non si trattava del lamento fugace di un giocatore che aveva appena subito una battuta d'arresto, bensì della sensazione di spossatezza di qualcuno che aveva sopportato troppo dolore fisico.
Dalle profondità del trauma alla ragione per rialzarsi.
Martinez aveva subito altri gravi infortuni, tra cui una frattura al piede. Ma la lesione al legamento crociato anteriore è stata il colpo più duro. L'ha definita "la peggiore di tutte". Nel primo mese successivo all'incidente, Martinez ha ammesso che ci sono stati momenti in cui non ne poteva più.
Per un giocatore il cui stile di gioco si basa su aggressività, velocità, pressing e placcaggi implacabili, un infortunio del genere non colpisce solo il corpo. Colpisce al cuore, portando a chiedersi se si potrà mai tornare ai fasti di un tempo. Per Martinez, questo dubbio è stato così pressante da fargli persino considerare il ritiro dal football.
Ma poi nacque sua figlia.
Martinez ha raccontato che il momento in cui ha visto sua moglie partorire e ha assistito al suo immenso sforzo lo ha aiutato a ritrovare l'equilibrio. Si è chiesto: "Come potrei mai smettere di lottare?".
È una domanda molto legittima, ma anche strettamente legata al calcio. Perché, in fin dei conti, la carriera di un giocatore non è definita solo dalle grandi partite, ma anche da come riesce a riprendersi dopo giorni in cui sembra impossibile andare avanti.
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Nella partita contro Capo Verde degli ottavi di finale dei Mondiali del 2026, la mattina del 4 luglio, Martinez non solo è tornato in campo, ma lo ha fatto con una prestazione straordinaria.
È stata una partita in cui il difensore centrale argentino ha mostrato tutto il suo potenziale: solido in fase difensiva, sicuro nel controllo di palla e abbastanza audace da fare la differenza in attacco. I numeri parlano da soli: 98% di precisione nei passaggi, 21 passaggi nella trequarti avversaria, 6 respinte, 4 recuperi palla, nessun dribbling subito, oltre a 1 gol e 1 assist.
Per un difensore centrale, non si tratta più solo di giocare in modo adeguato. È un gioco per un giocatore che ha un'influenza su entrambe le fasi di gioco.
Roy Keane aveva ragione: non bisogna guardare solo Messi.
Il gol di Lionel Messi, naturalmente, monopolizza i titoli dei giornali. Quando Messi segna, soprattutto ai Mondiali, tutti i titoli ruotano inevitabilmente intorno a lui. Ed è giusto così. Messi rimane il protagonista indiscusso, colui che finalizza l'azione e trasforma un semplice gesto in un'immagine di cui parla il mondo intero.
Ma Roy Keane aveva ragione a chiedere alla gente di guardare al punto di partenza di quella commedia.
L'ex stella del Manchester United ritiene che, sebbene sia perfettamente lecito parlare del gol di Messi, non si parli abbastanza dell'assist di Lisandro Martinez. Per Keane, si è trattato di un assist di altissima qualità: tempismo perfetto, potenza, visione di gioco e momento ideale.
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Ciò che è straordinario è che Martinez abbia fatto sembrare quell'azione così facile. Ma è proprio quella "facilità" a essere segno di classe. Un difensore centrale non si limita a spazzare via il pallone, a contrastare o a lanciarsi nella mischia. Legge lo spazio, individua il momento giusto per penetrare la struttura difensiva avversaria e poi effettua un passaggio che mette Messi in condizione di fare la differenza.
Questo tipo di contributo spesso passa in secondo piano rispetto al gol. Chi segna viene celebrato, mentre il giocatore che ha avviato l'azione a volte viene relegato in secondo piano. Ma nel caso di Martinez, questo dettaglio dice molto sul suo ruolo attuale nell'Argentina.
Keane ha inoltre sottolineato che Martinez sta diventando uno dei giocatori più importanti dell'Argentina. In fase difensiva è aggressivo, calmo e legge bene il gioco. Quando è in possesso palla, Martinez è in grado di avviare azioni offensive con passaggi filtranti. Non molti difensori centrali riescono a fare entrambe le cose con un'intensità così elevata.
L'Argentina ha bisogno che Messi decida i momenti decisivi. Ma ha anche bisogno di giocatori come Martinez per portare la partita a quel punto. Una grande squadra non può affidarsi solo all'ispirazione di un attaccante stellare. Ha bisogno di giocatori alle sue spalle che sappiano difendere con solidità, passare la palla con precisione e avere il coraggio di sfondare la linea offensiva avversaria con una decisione audace.
La vittoria per 3-2 contro Capo Verde non è stata quindi solo una grande prestazione di Martinez. È stata anche la dichiarazione del suo ritorno dopo un periodo che sembrava aver compromesso la sua carriera. Dopo aver considerato il ritiro, Martinez è sceso in campo, ha segnato gol, fornito assist, difeso con solidità e ha persino spinto Roy Keane a intervenire.
Messi continua a far parlare di sé, ma dietro al suo momento di gloria c'è Lisandro Martinez, che silenziosamente si sta trasformando in una figura da non sottovalutare in Argentina.
Fonte: https://znews.vn/roy-keane-da-dung-ve-lisandro-martinez-post1666040.html




























































