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Venere non è un "pianeta morto" in senso geologico.

Gli scienziati sospettano che Venere possa contenere un "gigantesco tunnel vulcanico sotterraneo".

Báo Khoa học và Đời sốngBáo Khoa học và Đời sống15/05/2026

Dopo aver rianalizzato i dati della missione Magellan della NASA di oltre 30 anni fa, gli scienziati hanno scoperto un gigantesco tunnel di lava che potrebbe essersi formato a seguito di attività vulcanica sotto la superficie di Venere. Se confermato, si tratterebbe della seconda segnalazione di tunnel di lava su Venere, fornendo nuove prove del fatto che Venere non è un "pianeta geologicamente morto".

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Foto: @Sohu.

Questa ricerca è stata condotta in collaborazione con Lorenzo Bruzzone, esperto dell'Università di Trento. Egli sottolinea che in passato la conoscenza umana di Venere era estremamente limitata, principalmente perché Venere è rimasta avvolta da dense nubi per molti anni, rendendo impossibile l'osservazione diretta della sua superficie e delle sue strutture sotterranee mediante metodi ottici.

Dal 1990 al 1992, la sonda Magellan della NASA ha utilizzato il suo sistema radar per creare mappe su larga scala della superficie di Venere. Trasmettendo onde radio e ricevendo segnali riflessi, gli scienziati hanno creato mappe topografiche ad alta risoluzione, che rimangono dati cruciali per lo studio della geologia di Venere.

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Foto: @Sohu.

Analisi precedenti avevano indicato che la superficie di Venere è ricoperta da crateri lunghi e stretti o zone di collasso, alcune delle quali si estendono per decine o addirittura migliaia di chilometri, che si ritiene si siano formate a seguito del collasso di canali lavici sotterranei. Il nuovo team di ricerca si è concentrato ancora di più sulle strutture di collasso localizzate, che potrebbero aver dato origine a cavità sotterranee.

Una delle caratteristiche più notevoli è l'area collassata a ovest di Nyx Mons, uno dei circa 1.600 grandi vulcani presenti su Venere. I modelli di riflettività radar in quest'area assomigliano molto ai noti modelli di collasso del tetto dei tunnel lavici sulla Luna e su Marte, suggerendo la possibilità dell'esistenza di tunnel sotterranei cavi.

Gli studi suggeriscono che questo tunnel sotterraneo potrebbe estendersi per decine di chilometri, ma finora è stata confermata solo una parte della sua struttura. La sua lunghezza completa, la sua forma e la sua stabilità devono ancora essere verificate utilizzando strumenti di osservazione di nuova generazione.

Bruzzone ha affermato che questa scoperta è particolarmente importante perché fornisce, per la prima volta, indizi osservativi concreti sull'attività vulcanica sotterranea di Venere, che fino ad allora era esistita solo a livello teorico.

Fonte: https://khoahocdoisong.vn/sao-kim-khong-phai-la-mot-hanh-tinh-chet-ve-mat-dia-chat-post2149100220.html


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