Nelle ultime notizie dal mondo di oggi, 26 giugno, gli sviluppi più rilevanti riguardano il divieto di vendita e consumo di alcolici in pubblico a Parigi a causa del caldo estremo; la corsa contro il tempo in Venezuela per soccorrere le vittime di un terremoto che ha causato almeno 235 morti; l'inaugurazione in Cina del più grande impianto al mondo per la produzione di isotopi di boro-10 ad alta purezza; e l'attacco a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, in un contesto di crescenti tensioni per il controllo di questa strategica via di navigazione.
Parigi vieta la vendita di alcolici a causa di un'ondata di caldo da record.
Le autorità francesi hanno deciso di vietare il consumo e l'asporto di alcolici in diverse zone della capitale, Parigi, nel tentativo di alleggerire la pressione sul sistema sanitario già sovraccarico durante la più grave ondata di calore degli ultimi anni.

In molte zone della Francia, le persone si riversano sui fiumi per rinfrescarsi. (Foto: AP)
Secondo le nuove normative, il consumo di alcolici in luoghi pubblici e la vendita di bevande alcoliche da asporto saranno vietati il 26 e 27 giugno, ad eccezione delle aree autorizzate a ristoranti e bar. Le autorità hanno inoltre installato un sistema di nebulizzazione presso la Torre Eiffel e in molti altri luoghi pubblici per agevolare residenti e turisti.
Circa un terzo della Francia è in allerta rossa per il caldo, con temperature che superano i 40 gradi Celsius in molte zone. Il governo ha mobilitato i servizi di soccorso e l'esercito e ha ordinato la chiusura temporanea di centinaia di scuole per motivi di sicurezza.
Il Venezuela si mobilita rapidamente per i soccorsi dopo il terremoto.
I soccorritori venezuelani sono alla ricerca dei dispersi dopo il doppio terremoto del 24 giugno, che ha causato almeno 235 morti e oltre 1.500 feriti.

Edifici distrutti a La Guaira, in Venezuela, dopo il terremoto del 24 giugno. (Foto: Reuters)
Secondo le autorità, oltre 200 persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie di circa 250 edifici crollati o danneggiati, mentre almeno 157 risultano ancora disperse. Centinaia di scosse di assestamento continuano a essere registrate in seguito al disastro.
La comunità internazionale si è subito mobilitata per fornire assistenza d'emergenza. Gli Stati Uniti hanno annunciato un pacchetto di aiuti da 150 milioni di dollari, le Nazioni Unite hanno inviato squadre di soccorso urbano, mentre Messico, Colombia, Spagna, Cuba e molti altri paesi hanno inviato personale, attrezzature e aiuti umanitari in Venezuela.
La Cina gestisce il più grande impianto al mondo per la produzione di boro-10.
La Cina ha annunciato l'avvio, nella provincia di Shandong, del più grande impianto al mondo per la produzione di isotopi di boro-10 ad alta purezza, segnando una nuova pietra miliare nel campo dei materiali strategici.

Il più grande impianto al mondo per la separazione dell'isotopo boro-10 ad alta capacità si trova a Dongying, nello Shandong. (Foto: SRICI)
Secondo i funzionari cinesi, la nuova tecnologia consentirà al Paese di padroneggiare appieno la produzione su larga scala di boro-10, destinato ai settori dell'energia nucleare, dell'industria della difesa e della medicina ad alta tecnologia.
Gli esperti ritengono che questo risultato contribuisca a ridurre la dipendenza della Cina dalla tecnologia straniera, rompendo al contempo il monopolio di lunga data di alcune aziende americane e giapponesi nel campo dei materiali nucleari strategici.
Nave mercantile attaccata nello Stretto di Hormuz
Una nave mercantile battente bandiera di Singapore è stata attaccata mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, riaccendendo le preoccupazioni sulla sicurezza marittima lungo la rotta di trasporto energetico più vitale al mondo.
Secondo l'Autorità marittima del Regno Unito, un oggetto non identificato ha colpito il lato di dritta dell'imbarcazione, danneggiando la timoneria ma senza causare vittime. Alcune fonti della sicurezza ipotizzano che l'imbarcazione possa essere stata attaccata da un drone.
L'incidente si è verificato poco dopo che l'Iran aveva richiesto alle navi di rispettare le rotte di navigazione annunciate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, avvertendo al contempo che sarebbero stati presi provvedimenti contro le imbarcazioni che avessero violato le regole. L'incidente ha costretto l'Organizzazione Marittima Internazionale a sospendere temporaneamente i piani di evacuazione di migliaia di marinai bloccati nella zona.
Secondo gli analisti, gli ultimi sviluppi riflettono ulteriormente le continue controversie sul controllo dello Stretto di Hormuz, una via di transito per circa il 20% del petrolio e del gas mondiali, in un contesto di persistenti disaccordi tra Stati Uniti e Iran in materia di sicurezza marittima regionale.
Fonte: https://baolangson.vn/tin-the-gioi-noi-bat-trong-ngay-26-6-5097244.html








