Dopo che il cantante Tim ha pubblicato un video in cui usava la maglia della nazionale argentina per pulire la sua auto mentre indossava quella della nazionale portoghese, i social media sono esplosi in un acceso dibattito. Alcuni l'hanno interpretato semplicemente come un modo per mostrare ammirazione per il loro idolo, ma molti altri hanno sostenuto che il gesto fosse offensivo e irrispettoso nei confronti dei tifosi delle altre squadre. La controversia si è rapidamente estesa oltre il video, diventando un argomento di discussione scottante su diverse piattaforme.
Questa vicenda ha spinto molti a chiedersi: dov'è il confine tra l'esprimere amore per i propri idoli e le azioni che potrebbero inavvertitamente alimentare conflitti ed estremismo all'interno delle comunità di fan online?
Il fascino dell'" economia dell'attenzione"
Intervistato dal quotidiano Thanh Nien , Tran Xuan Tien, laureato in giornalismo e comunicazione presso l'Università di Van Hien, ha affermato che, in apparenza, si tratta di una storia su come una celebrità esprime affetto per il proprio idolo. Tuttavia, da una prospettiva mediatica, l'episodio riflette anche il funzionamento dell'"economia dell'attenzione" sulle piattaforme digitali.
Secondo lui, le piattaforme di social media sono ora in forte competizione per fidelizzare gli utenti e aumentare il coinvolgimento. Pertanto, gli algoritmi spesso privilegiano la diffusione di contenuti che suscitano emozioni forti. Questo è anche il motivo per cui argomenti controversi o di confronto tra le community di fan tendono a diffondersi rapidamente e ad attirare maggiore attenzione.

Il cantante Tim ha scatenato polemiche per aver usato una maglia della nazionale argentina per pulire la sua auto.
Foto: Screenshot
Tuttavia, secondo Tran Xuan Tien, studente di master, non bisogna affrettarsi a presumere che tutte le celebrità creino intenzionalmente polemiche per attirare visualizzazioni. Ciò che conta di più è l'impatto mediatico che ogni contenuto può generare dopo la sua pubblicazione.
"Una maglia, un logo o un'immagine non sono semplici oggetti, ma simboli spirituali di un'intera comunità. Quando questi simboli vengono utilizzati in modo offensivo, il pubblico non lo considererà più un semplice atto individuale, ma lo interpreterà come un messaggio comunicativo", ha analizzato.
Secondo gli esperti, quando un contenuto si basa su simboli di confronto anziché sul dialogo, si innesca facilmente il fazionalismo. La discussione, quindi, si sposta rapidamente dallo scambio di opinioni all'attacco reciproco.
In questo contesto, i meccanismi operativi dei social network non fanno che esacerbare la controversia. Secondo lui, l'algoritmo in sé non crea conflitti, ma tende ad amplificare i contenuti controversi perché mantiene gli utenti coinvolti più a lungo e genera un maggior numero di commenti e condivisioni.
"La cosa preoccupante è che quando i contenuti controversi ottengono costantemente un alto livello di coinvolgimento, molte persone svilupperanno la mentalità che per attirare l'attenzione, è necessario creare conflitti. Col tempo, questo potrebbe diventare una norma negativa nell'ambiente online", ha osservato.
Secondo Tran Xuan Tien, studentessa di master, nell'ambiente digitale essere notati non equivale a guadagnarsi la fiducia. Una strategia di comunicazione sostenibile dovrebbe mirare a costruire fiducia e valori positivi per la comunità, piuttosto che limitarsi a inseguire i tassi di interazione.
Avere un idolo non significa sminuire gli altri.
Discutendo del confine tra l'esprimere amore per un idolo e azioni che potrebbero essere considerate irrispettose nei confronti degli altri, gli esperti suggeriscono che il problema non è chi si ama, ma piuttosto come si sceglie di esprimere quell'affetto.
Ha sottolineato che tutti hanno il diritto di ammirare un artista, un giocatore o una squadra. Tuttavia, tale ammirazione dovrebbe essere espressa onorando i valori positivi del proprio idolo, piuttosto che sminuendo o ridicolizzando ciò che altre comunità apprezzano.
"A mio parere, la vera venerazione per un idolo non consiste nell'amare qualcuno più degli altri, ma nell'amarlo con rispetto. Se l'affetto per un idolo si basa sul danneggiare un'altra comunità, allora tale espressione si discosta dal bellissimo spirito della cultura dei fan", ha affermato.
Analizzando il ruolo delle celebrità, la studentessa di master Tran Xuan Tien ritiene che la libertà di espressione debba sempre essere accompagnata dalla responsabilità mediatica, poiché ogni contenuto che pubblicano può avere un impatto che va ben oltre la sfera del loro profilo personale.
Secondo lui, prima di condividere contenuti potenzialmente controversi, le celebrità dovrebbero porsi tre domande: il contenuto apre un dialogo o incita solo allo scontro? L'impatto mediatico supera le potenziali conseguenze sociali? E se i giovani emulassero questo comportamento, il panorama mediatico diventerebbe più positivo o negativo?
"L'influenza duratura non deriva dal creare costantemente controversie, ma dalla capacità di costruire fiducia. La credibilità è sempre una risorsa mediatica più preziosa di qualsiasi interazione fugace", ha sottolineato.
Per i giovani, gli esperti suggeriscono che anche il concetto di idolo debba cambiare. Gli idoli non sono persone da proteggere a tutti i costi, bensì persone che ispirano gli individui a migliorarsi.
Inoltre, gli utenti devono dotarsi di competenze di comunicazione digitale, come saper verificare le informazioni, comprendere il funzionamento delle piattaforme e riflettere attentamente prima di commentare o condividere contenuti offensivi.
"Una community di fan civile non si misura da quanto è rumorosa o dalla sua capacità di creare tendenze, ma dai valori positivi che apporta alla società. Quando i fan rispettano le differenze e si comportano in modo responsabile online, questo è il significato più positivo dell'idolatrare qualcuno", ha affermato.
Fonte: https://thanhnien.vn/tu-vu-ca-si-tim-than-tuong-sao-cho-van-minh-185260629183818429.htm










