
Qualsiasi atto che leda lo spirito, l'onore e la dignità dei dipendenti pubblici è severamente vietato nel procedimento disciplinare.
Il decreto stabilisce le seguenti forme di provvedimento disciplinare per i dipendenti pubblici: a) Rimprovero; b) Ammonimento; c) Licenziamento, applicabile ai dipendenti pubblici con funzioni dirigenziali; d) Cessazione del rapporto di lavoro.
Ai funzionari sanzionati con una qualsiasi delle forme di punizione sopra menzionate sarà inoltre vietato svolgere la propria attività professionale, in conformità con le leggi vigenti.
I funzionari condannati dal tribunale alla reclusione senza possibilità di libertà vigilata o riconosciuti colpevoli di reati di corruzione vengono automaticamente rimossi dal loro incarico a partire dalla data in cui la sentenza o la decisione ha effetto legale; i dirigenti che commettono reati e vengono condannati dal tribunale, e la cui sentenza o decisione ha avuto effetto legale, vengono automaticamente sollevati dalle loro posizioni.
Le violazioni sono state soggette a provvedimenti disciplinari.
Il decreto stabilisce che le seguenti violazioni sono soggette a provvedimenti disciplinari: violazioni da parte dei dipendenti pubblici dei regolamenti e delle leggi del Partito relativi allo svolgimento delle loro mansioni in base alla posizione ricoperta; dei regolamenti sugli obblighi dei dipendenti pubblici; delle azioni vietate ai dipendenti pubblici; delle violazioni dell'etica professionale, della cultura della comunicazione sul luogo di lavoro e della comunicazione con il pubblico; e delle violazioni dei regolamenti interni dell'ente, dell'organizzazione o dell'unità.
La gravità della violazione viene determinata come segue:
Una violazione con conseguenze minori è quella che non presenta una natura o un grado di danno significativi, ha un impatto all'interno dell'ambito interno e incide sulla reputazione dell'agenzia, dell'organizzazione o dell'unità di lavoro.
Le violazioni gravi sono quelle di natura, portata e danno significativi, che hanno un impatto al di fuori dell'ambito interno, causano un'opinione pubblica negativa tra i funzionari e la popolazione e danneggiano la reputazione dell'agenzia, dell'organizzazione o del luogo di lavoro.
Le violazioni con conseguenze molto gravi sono quelle di natura, portata e gravità considerevoli, che hanno un impatto sull'intera società, provocando grande indignazione pubblica tra i funzionari e la popolazione e danneggiando la reputazione dell'ente, dell'organizzazione o del luogo di lavoro.
Ciascuna violazione verrà trattata una sola volta mediante un unico provvedimento disciplinare.
Il decreto stabilisce che le azioni disciplinari devono attenersi ai principi di obiettività ed equità; trasparenza e rigore; accuratezza e tempestività; e conformità alle autorità, procedure e processi competenti.
Ciascuna violazione sarà trattata una sola volta con un unico provvedimento disciplinare. Qualora un funzionario commetta due o più violazioni contemporaneamente, ciascuna violazione dovrà essere esaminata e valutata singolarmente, applicando un unico provvedimento disciplinare di livello più elevato; non sarà possibile separare le violazioni per applicare provvedimenti disciplinari diversi o molteplici azioni disciplinari.
Nei casi in cui un pubblico ufficiale, durante l'esecuzione di una sanzione disciplinare, commetta ulteriori violazioni, si applicano le seguenti misure disciplinari: se la nuova violazione comporta un provvedimento disciplinare di gravità inferiore o uguale a quello attuale, si applica un provvedimento disciplinare di un livello superiore a quello attuale; se la nuova violazione comporta un provvedimento disciplinare di gravità superiore a quello attuale, si applica un provvedimento disciplinare di un livello superiore a quello applicato alla nuova violazione (*).
Nel valutare l'adozione di provvedimenti disciplinari, è necessario basare le decisioni sul contenuto, la motivazione, la natura, la portata, le conseguenze e le cause della violazione; sulle circostanze specifiche; sulle circostanze aggravanti e attenuanti; sull'atteggiamento di accettazione e correzione; e sui risultati ottenuti ponendo rimedio alle mancanze, alle violazioni e alle conseguenze.
Le sanzioni amministrative non possono essere applicate in sostituzione dei provvedimenti disciplinari amministrativi; i provvedimenti disciplinari amministrativi non sostituiscono il procedimento penale qualora la violazione lo giustifichi.
Se un funzionario è soggetto a un provvedimento disciplinare da parte del Partito, entro 30 giorni dalla data di comunicazione della decisione disciplinare del Partito, l'agenzia, l'organizzazione o l'unità deve imporre un provvedimento disciplinare amministrativo, salvo nei casi in cui il provvedimento disciplinare non sia ancora stato preso in considerazione secondo quanto previsto dall'articolo 3 del presente Decreto.
Le misure disciplinari amministrative devono essere commisurate alla disciplina di partito. Nei casi in cui venga adottata la forma più elevata di provvedimento disciplinare del partito in relazione allo svolgimento delle mansioni in una posizione lavorativa, l'organo consultivo organizzativo e del personale deve riferire all'autorità competente affinché questa esamini e decida sull'applicazione della forma più elevata di provvedimento disciplinare amministrativo.
Nei casi in cui un funzionario pubblico venga rimosso dal proprio incarico a seguito di un provvedimento disciplinare del Partito, ma non ricopra una posizione dirigenziale, l'organo consultivo organizzativo e del personale deve presentare una segnalazione all'autorità competente affinché questa la valuti e decida in merito a un provvedimento disciplinare amministrativo sotto forma di ammonimento.
Qualora si verifichi una modifica nella forma del provvedimento disciplinare interno al Partito, anche il corrispondente provvedimento disciplinare amministrativo deve essere modificato. Il tempo già impiegato per l'attuazione del precedente provvedimento disciplinare deve essere detratto dal tempo necessario per l'attuazione del nuovo provvedimento disciplinare (se ve ne è ancora). Se l'autorità competente del Partito decide di revocare il provvedimento disciplinare del Partito, l'autorità competente responsabile della gestione del provvedimento disciplinare amministrativo deve emettere una decisione di annullamento del provvedimento disciplinare amministrativo.
È severamente vietato qualsiasi atto che violi l'integrità fisica, il benessere mentale, l'onore o la dignità degli individui durante il procedimento disciplinare.
Un pubblico ufficiale che commette una violazione per la prima volta e viene sanzionato, e che poi commette nuovamente la stessa violazione entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento disciplinare, sarà considerato un recidivo.
La decisione di sanzionare un pubblico ufficiale è valida per 12 mesi dalla data della sua attuazione. Durante tale periodo, se il pubblico ufficiale non continua a violare la legge in misura tale da giustificare un provvedimento disciplinare, la decisione disciplinare cessa automaticamente di avere effetto senza necessità di un documento scritto che ne attesti la cessazione.
Nei casi in cui sia già stata adottata una decisione disciplinare di parte, la decisione disciplinare amministrativa ha effetto a partire dalla data di entrata in vigore della decisione disciplinare di parte, ad eccezione dei casi di licenziamento, nei quali la decisione disciplinare amministrativa ha effetto a partire dalla data della sua firma.
Qualora un pubblico ufficiale, durante l'esecuzione di una sanzione disciplinare, commetta ulteriori violazioni che giustifichino un ulteriore provvedimento disciplinare, quest'ultimo sarà attuato secondo le disposizioni di cui all'articolo (*) precedente. La decisione disciplinare attualmente in vigore cesserà di avere effetto a partire dalla data di entrata in vigore della nuova decisione disciplinare relativa alla nuova violazione. I documenti relativi al procedimento disciplinare e alla decisione disciplinare devono essere conservati nel fascicolo del pubblico ufficiale; la decisione disciplinare deve essere aggiornata nel database nazionale dei quadri, dei dipendenti pubblici e dei funzionari pubblici o in un database specializzato previsto dalla legge. Il provvedimento disciplinare deve essere registrato nel fascicolo personale del pubblico ufficiale.
Qualora un funzionario pubblico commetta una violazione durante il suo incarico presso il precedente ente, organizzazione o unità, e tale violazione venga scoperta solo al momento del trasferimento al nuovo ente, organizzazione o unità, e i termini di prescrizione per l'azione disciplinare siano ancora in vigore, l'autorità competente del nuovo ente, organizzazione o unità dovrà valutare e applicare l'azione disciplinare in conformità alla legge e alla posizione attuale del funzionario. In tal caso, il precedente ente, organizzazione o unità è tenuto a collaborare e a fornire tutta la documentazione pertinente relativa alla violazione commessa dal funzionario durante la procedura disciplinare. Le normative in materia di valutazione delle prestazioni, classificazione e altre normative correlate saranno applicate presso il precedente ente.
È vietato ai coniugi, ai genitori biologici, ai genitori (del coniuge), ai genitori adottivi, ai figli biologici, ai figli adottivi, ai fratelli e alle sorelle, agli zii, alle zie, ai cugini, ai fratelli e alle sorelle del coniuge, al coniuge di un fratello o di una sorella, o a persone con diritti o obbligazioni relativi alla violazione oggetto di procedimento disciplinare, di essere membri del Consiglio Disciplinare o di presiedere la riunione di revisione.
Casi non ancora oggetto di valutazione per provvedimenti disciplinari.
Il decreto specifica i casi in cui non verrà presa in considerazione alcuna azione disciplinare, tra cui:
1. Funzionari che sono in cura per una malattia grave o sono incapaci di svolgere le proprie funzioni; oppure che sono gravemente malati e ricevono cure ospedaliere, con conferma da parte di un'autorità sanitaria competente.
2. Funzionarie di sesso femminile in stato di gravidanza, in congedo di maternità o che si prendono cura di figli di età inferiore a 12 mesi, oppure funzionari di sesso maschile (nei casi in cui la moglie sia deceduta o non sia in grado di prendersi cura del figlio a causa di forza maggiore o impedimenti oggettivi come previsto dal Codice Civile e dalla legge sulle situazioni di emergenza) che si prendono cura di figli di età inferiore a 12 mesi, salvo nei casi in cui la persona che commette l'infrazione presenti una richiesta scritta di provvedimento disciplinare.
3. Funzionari che sono oggetto di procedimenti giudiziari, detenzione o custodia cautelare in attesa della conclusione di indagini, procedimenti e processi da parte delle autorità competenti in merito a violazioni di legge, salvo nei casi determinati da un'autorità competente.
4. Casi non ancora esaminati per provvedimenti disciplinari come previsto dalla Risoluzione dell'Assemblea Nazionale sui meccanismi e le politiche specifici per la gestione delle violazioni del diritto fondiario commesse da organizzazioni e individui prima dell'entrata in vigore della Legge Fondiaria del 2024, e per la risoluzione delle difficoltà e degli ostacoli relativi a progetti bloccati e di lunga data.
5. Altri casi non soggetti ad azioni disciplinari come previsto dalla legge.
Il presente Decreto entra in vigore il 1° luglio 2026. Il Decreto del Governo n. 112/2020/ND-CP del 18 settembre 2020, relativo alle azioni disciplinari nei confronti di funzionari, dipendenti pubblici e impiegati statali (modificato e integrato dal Decreto del Governo n. 71/2023/ND-CP del 20 settembre 2023 e parzialmente abrogato dal Decreto del Governo n. 172/2025/ND-CP del 30 giugno 2025, relativo alle azioni disciplinari nei confronti di funzionari e dipendenti statali) cessa di essere in vigore a partire dalla data di entrata in vigore del presente Decreto.
Fonte: https://phamthithanhtra.chinhphu.vn/4-hinh-thuc-ky-luat-doi-voi-vien-chuc-102260630055932384.htm










