
4 metodi per sfruttare le risorse infrastrutturali.
Il Governo ha emanato il Decreto n. 178/2026/ND-CP del 20 maggio 2026, che disciplina la gestione, l'utilizzo e lo sfruttamento delle infrastrutture investite e gestite dallo Stato.
Il presente Decreto comprende 4 capitoli e 49 articoli che disciplinano la gestione, l'uso e lo sfruttamento delle infrastrutture investite e gestite dallo Stato, come previsto dall'articolo 4, comma 2, della Legge sulla gestione e l'uso dei beni pubblici del 2017, modificata e integrata dal punto a, comma 12, articolo 8 della Legge n. 90/2025/QH15, tra cui: infrastrutture di distretti industriali, parchi industriali, zone economiche , zone di trasformazione per l'esportazione, zone ad alta tecnologia, zone agricole ad alta tecnologia, infrastrutture commerciali, infrastrutture informatiche e di comunicazione, infrastrutture industriali per le tecnologie digitali (incluse le zone a concentrazione di tecnologie digitali); infrastrutture culturali, infrastrutture sportive, infrastrutture turistiche; infrastrutture urbane; infrastrutture tecniche per la protezione ambientale; infrastrutture di argini; infrastrutture portuali per la pesca, aree di ormeggio, aree di rifugio in caso di tempesta e altre infrastrutture previste dalla legge.
In base alle funzioni di gestione statale nel settore delle infrastrutture corrispondenti ai suddetti beni infrastrutturali, i ministeri specializzati regolamenteranno, pubblicheranno e aggiorneranno l'elenco dettagliato, comprensivo di unità di misura e parametri di base, di ogni tipologia di bene infrastrutturale sotto la loro gestione statale.
Metodi per lo sfruttamento delle risorse infrastrutturali
Per quanto riguarda lo sfruttamento delle infrastrutture, il Decreto prevede i seguenti quattro principali metodi di sfruttamento:
a) L'ente o l'unità che gestisce direttamente le risorse organizza lo sfruttamento delle infrastrutture.
b) Trasferimento del diritto di riscuotere i canoni per l'utilizzo delle infrastrutture.
c) Concessione in locazione del diritto di gestione delle infrastrutture.
d) Trasferimento del diritto di sfruttare le infrastrutture per un periodo limitato.
Nei casi in cui leggi specializzate sulle infrastrutture prevedano modalità di sfruttamento diverse da quelle indicate ai punti a, b, c e d precedenti, lo sfruttamento delle infrastrutture (compresa la gestione e l'utilizzo dei ricavi generati) deve essere effettuato in conformità alle disposizioni di tali leggi specializzate.
Nei casi in cui si applichino i metodi di sfruttamento delle infrastrutture di cui ai punti b), c) e d) precedenti e si renda necessario l'intervento di un consulente per la redazione di un piano di sfruttamento, il costo di tale consulenza dovrà essere anticipato dal bilancio operativo ordinario dell'ente o dell'unità che gestisce le infrastrutture e detratto dai ricavi derivanti dallo sfruttamento delle stesse. La selezione della società di consulenza incaricata della redazione del piano di sfruttamento dovrà essere conforme alle leggi vigenti.
Ricavi derivanti dallo sfruttamento delle infrastrutture
Il decreto stabilisce inoltre che i ricavi derivanti dallo sfruttamento delle infrastrutture comprendono:
a) Tariffe e oneri come previsto dalla legge in materia di tariffe e oneri.
b) Entrate derivanti dai canoni di servizio per l'utilizzo di beni infrastrutturali, altre entrate connesse alla fornitura di servizi come previsto dalla legge e altri servizi specificati ai punti b), c) e d) del comma 4 del presente articolo e ai commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell'articolo 17 del presente decreto.
c) Ricavi derivanti dal trasferimento del diritto di riscuotere i canoni per l'utilizzo dei beni, dalla locazione del diritto di sfruttamento dei beni e dal trasferimento temporaneo del diritto di sfruttamento delle infrastrutture.
d) Altre entrate (se presenti) come previsto dalla legge.
Il Decreto stabilisce che, durante la gestione, l'uso e lo sfruttamento delle infrastrutture, nei casi in cui una parte di esse venga temporaneamente utilizzata per organizzare attività culturali e sportive , sfilate, festival o altre attività previste dalla legge, si applicano le disposizioni delle leggi specifiche in materia di infrastrutture e le altre leggi pertinenti; non è consentito lo sfruttamento secondo quanto previsto dal presente Decreto.
Nei casi in cui enti, organizzazioni e imprese condividano infrastrutture tecniche e di telecomunicazione per svolgere compiti di difesa nazionale, sicurezza nazionale e ordine e sicurezza sociale, si applicano le disposizioni della Risoluzione n. 66.10/2025/NQ-CP del 15 dicembre 2025 del Governo sull'uso condiviso di infrastrutture tecniche e di telecomunicazione di enti, organizzazioni e imprese per lo svolgimento di compiti di difesa nazionale, sicurezza nazionale e ordine e sicurezza sociale; non si effettua lo sfruttamento previsto dal presente Decreto.
Nel caso di costruzione e installazione di impianti di telecomunicazione e di impianti di approvvigionamento idrico e fognario su infrastrutture (fatta eccezione per i casi specificati al punto b della presente clausola), la costruzione e l'installazione di tali impianti su infrastrutture devono essere effettuate in conformità alle leggi in materia di telecomunicazioni, edilizia, leggi specifiche sulle infrastrutture e altre leggi pertinenti, e non devono essere sfruttate secondo quanto previsto dal presente Decreto. La gestione e l'utilizzo dei fondi raccolti dai permessi per la costruzione e l'installazione di impianti di telecomunicazione e di impianti di approvvigionamento idrico e fognario su infrastrutture devono essere effettuati in conformità alle disposizioni del punto b, comma 1, dell'articolo 22 del presente Decreto.
Nei casi in cui sia necessario utilizzare una parte delle infrastrutture in combinazione con altre risorse per migliorare l'efficienza dello sfruttamento complessivo (di seguito denominato sfruttamento misto) su richiesta di altri ministeri, settori o enti locali (la parte proponente lo sfruttamento misto), la decisione sullo sfruttamento misto spetta al Ministro, al Capo dell'ente centrale o al Presidente del Comitato popolare a livello provinciale (la parte proprietaria delle infrastrutture), garantendo il rispetto delle disposizioni delle leggi specifiche sulle infrastrutture e delle altre leggi relative a tali risorse.
Durante il periodo di sfruttamento misto, l'ente o l'unità di gestione patrimoniale è responsabile della gestione e della rendicontazione delle infrastrutture. Il proprietario delle infrastrutture e il soggetto che propone lo sfruttamento misto sono responsabili del coordinamento per garantire il normale funzionamento delle infrastrutture, adempiendo agli altri requisiti previsti dalla legge e definendo in modo specifico le responsabilità delle parti interessate (inclusa la responsabilità della manutenzione delle infrastrutture). La gestione e l'utilizzo dei proventi derivanti dallo sfruttamento misto da parte del proprietario delle infrastrutture devono essere effettuati in conformità a quanto previsto dall'articolo 22, lettera b), comma 1, del presente decreto.
Nel caso di concessione in franchising dell'attività e della gestione di beni infrastrutturali nell'ambito di un contratto di gestione aziendale (O&M) come previsto dalla legge, durante la durata del contratto, la concessione in franchising dell'attività e della gestione di beni infrastrutturali deve essere effettuata in conformità alla legge sugli investimenti secondo il metodo del partenariato pubblico-privato; lo sfruttamento come previsto dal presente decreto non deve essere attuato.
Metodi di gestione delle risorse infrastrutturali
Inoltre, il Decreto prevede 9 modalità di gestione delle infrastrutture in caso di modifiche alla pianificazione, alle esigenze di utilizzo, a danni, ecc., tra cui:
1. Ritirare.
2. Trasferimento.
3. Trasferire i beni alle autorità locali per la gestione e lo smaltimento.
4. In vendita.
5. Utilizzo di beni infrastrutturali per remunerare gli investitori nell'ambito di progetti di investimento edilizio realizzati con la formula del contratto di costruzione e trasferimento.
L'utilizzo di beni infrastrutturali per remunerare gli investitori nell'ambito di progetti di investimento edilizio realizzati con la formula del contratto "costruisci e trasferisci" avviene nel rispetto della legge sugli investimenti in partenariato pubblico-privato.
6. Liquidazione dei beni.
7. Gestione dei beni in caso di perdita o distruzione.
8. Gestione dei beni nei casi in cui l'autorità o la persona competente decida di trasferire i beni all'impresa per la gestione.
9. Altre forme di provvedimenti disciplinari previste dalla legge.
Disposizioni transitorie
Il Decreto stabilisce che: i ministeri, gli enti centrali e i comitati popolari provinciali dovranno sovrintendere alla revisione, all'inventario, alla classificazione e all'assegnazione dei beni infrastrutturali in conformità alle disposizioni del presente Decreto entro 2 anni dalla data di entrata in vigore dello stesso, per i beni infrastrutturali esistenti al momento della sua entrata in vigore.
Per i contratti di sfruttamento delle infrastrutture stipulati dalle autorità competenti conformemente alla legge prima della data di entrata in vigore del presente decreto, la loro attuazione continuerà secondo le normative vigenti fino alla scadenza del contratto.
Per le infrastrutture oggetto di decisione da parte di autorità o persone competenti conformemente alla legge prima della data di entrata in vigore del presente Decreto, la decisione di tali autorità o persone continuerà ad essere attuata; i lavori non ancora completati entro la data di entrata in vigore del presente Decreto, nonché la gestione e l'utilizzo dei fondi ricavati dalla cessione delle infrastrutture, saranno effettuati conformemente alle disposizioni del presente Decreto.
Il presente decreto entrerà in vigore a partire dal 6 luglio 2026./.
Fonte: https://vpcp.chinhphu.vn/4-phuong-thuc-khai-thac-tai-san-ket-cau-ha-tang-102260522115000449.htm








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