Secondo il sito web statunitense Interesting Engineering, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti sta sviluppando un sistema di intelligenza artificiale chiamato Critical Minerals and Materials for Supply Chain Streamlining (CM2US). Questa piattaforma collega i dati provenienti da esplorazione, estrazione mineraria, lavorazione dei minerali, raffinazione e produzione di materiali, contribuendo a identificare i principali colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento e a suggerire le soluzioni di investimento più efficaci.
Anziché impiegare anni in sperimentazioni, l'intelligenza artificiale può simulare milioni di scenari per selezionare le tecnologie ottimali di estrazione, lavorazione e riciclaggio, prevedendo al contempo la domanda di mercato e il rischio di interruzioni della catena di approvvigionamento.

Questo approccio riflette un cambiamento nella strategia di Washington. In precedenza, l'attenzione era focalizzata sulla scoperta di nuovi giacimenti, ma ora l'obiettivo si è ampliato fino a comprendere l'intera catena del valore, dall'estrazione e raffinazione al riciclo. Si prevede che l'intelligenza artificiale ridurrà significativamente i tempi di commercializzazione della tecnologia, diminuirà i costi di investimento e aumenterà l'autosufficienza in minerali chiave come elementi delle terre rare, litio, grafite, nichel e cobalto.
Parallelamente al progetto sull'intelligenza artificiale, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti sta stanziando 45,7 milioni di dollari per finanziare 19 progetti volti a sviluppare tecnologie nazionali per la lavorazione di minerali delle terre rare e materiali critici, con l'obiettivo di colmare le lacune nella catena di approvvigionamento che dipendono ancora da fonti estere. L'obiettivo non è semplicemente quello di migliorare l'efficienza estrattiva, ma anche di creare un vantaggio competitivo rispetto ai rivali che dominano il mercato dei minerali strategici utilizzati nei chip semiconduttori, nei veicoli elettrici, nella difesa e nell'intelligenza artificiale.
L'aumento dell'impiego dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti si verifica in un contesto di crescente competizione geopolitica per le risorse minerarie. Secondo numerose valutazioni internazionali, la Cina detiene attualmente circa il 70% della produzione globale di terre rare, ma controlla circa il 90% della capacità di raffinazione, ovvero la fase che genera il maggior valore aggiunto. Ciò rende molte economie sviluppate fortemente dipendenti dalle forniture provenienti da Pechino.
Non solo gli Stati Uniti, ma anche molti altri paesi e regioni stanno intensificando i loro sforzi. Recentemente, al vertice del G7 in Francia, i paesi hanno concordato di formare un'alleanza mineraria chiave per diversificare le fonti di approvvigionamento, coordinare le riserve strategiche e ridurre la dipendenza da un'unica fonte.
Secondo il G7, dall'inizio del 2026 sono stati stanziati circa 74 miliardi di dollari per quasi 200 progetti strategici nel settore minerario. In Europa, il Regno Unito ha appena annunciato un pacchetto di investimenti da 66 milioni di dollari per incentivare l'estrazione, la lavorazione e il riciclo di minerali chiave, nonché per sviluppare l'industria nazionale di produzione di magneti a base di terre rare.
Secondo gli osservatori, l'intelligenza artificiale sta diventando un nuovo terreno di scontro competitivo nella corsa alle risorse minerarie. I Paesi non solo cercano di aumentare le proprie risorse, ma utilizzano anche l'IA per estrarre in modo efficiente ogni tonnellata di minerale, ottimizzare i processi e riutilizzare i materiali riciclati. Questa corsa si sta quindi spostando dal sottosuolo allo spazio digitale, dove la tecnologia può determinare la competitività di un intero settore.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/ai-lam-thay-doi-luat-khai-thac-khoang-san-post858675.html







