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Vent'anni non sono un periodo lunghissimo nella vita di una persona, ma sono sufficienti perché una generazione maturi, perché il ricordo della sconfitta del 2006 diventi gradualmente una storia raccontata con tanta emozione. Il giorno in cui l'Arsenal perse contro il Barcellona a Parigi, nomi come Bukayo Saka, Declan Rice, Viktor Gyokeres e Gabriel Jesus erano solo dei ragazzini che muovevano i primi passi nel mondo del calcio.
Quei futuri "Gunners" probabilmente avevano sentito parlare della Champions League solo in televisione, e i fallimenti dei loro predecessori alimentarono senza dubbio il loro sogno di calcare un giorno il palcoscenico più importante d'Europa. Sono passati anni e quel sogno, dopo il percorso arduo e pieno di sfide dell'Arsenal, è ora sul punto di diventare realtà.

L'Arsenal supera ogni ostacolo con determinazione per conquistare il titolo europeo (Foto: UEFA)
La vittoria contro l'Atletico Madrid nella gara di ritorno della semifinale ha proiettato l'Arsenal direttamente in finale di Champions League, come previsto dagli esperti. L'immagine di Bukayo Saka che alza le braccia al cielo dopo aver segnato il gol decisivo, da un punto di vista professionale, è stata il riconoscimento della maturità della squadra londinese e ha segnato il giorno in cui i "Gunners" sono tornati davvero in forma.
Il segno distintivo dell'allenatore Mikel Arteta
La partita all'Emirates Stadium è stata tesa, come si addice a uno scontro ad alta posta in gioco, anche se la cautela di entrambe le squadre ha a tratti reso l'incontro un po' noioso. Solo all'ultimo minuto del primo tempo è arrivato il primo tiro in porta, che ha immediatamente cambiato le sorti dell'incontro. Il tiro di Leandro Trossard è stato parato dal portiere Jan Oblak, ma Bukayo Saka si è avventato sulla respinta, sbloccando il risultato.
Questo prezioso gol ha dato all'Arsenal un significativo vantaggio psicologico. Nonostante l'Atletico Madrid abbia provato a reagire nel secondo tempo, è riuscito a scoccare solo due tiri in porta e non è stato in grado di penetrare la solida difesa dei padroni di casa. La solidità del reparto difensivo, con la coppia di difensori centrali formata da Gabriel Magalhães e William Saliba, si è confermata la base che ha permesso ai "Gunners" di mantenere la porta inviolata.
Al fischio finale dell'arbitro, l'atmosfera all'Emirates Stadium è esplosa. La tensione e l'ansia si sono trasformate in una vera e propria festa, con l'Arsenal che tornava ufficialmente in finale di Champions League per la prima volta dal 2006.
Il percorso dell'Arsenal verso questa finale porta la forte impronta del tecnico Mikel Arteta. Non solo ha costruito uno stile di gioco moderno, ma ha anche creato una squadra con un attacco e una difesa ben equilibrati. Rispetto alla scorsa stagione, quando l'Arsenal si trovò privo di molti giocatori chiave in semifinale, la rosa attuale mostra maggiore profondità e stabilità.
La squadra londinese vanta attualmente la miglior difesa del campionato, con una serie di partite senza subire gol nel corso della stagione e una striscia di 14 partite senza sconfitte dall'inizio del campionato.
Le statistiche mettono in luce anche l'ottimo stato di forma dell'Arsenal in questa stagione. Questa è la loro 42esima vittoria in tutte le competizioni, il miglior risultato nella storia del club. Solo in casa hanno ottenuto 24 vittorie, il numero più alto da quando si sono trasferiti da Highbury all'Emirates Stadium nel 2006.
La finale si disputerà a Budapest, dove l'Arsenal affronterà la vincente tra i campioni in carica del Paris Saint-Germain e gli ex campioni d'Europa del Bayern Monaco. Indipendentemente dall'avversario, i Gunners hanno una grande opportunità per riscrivere la storia e sollevare per la prima volta il prestigioso trofeo della Champions League.
Fonte: https://nld.com.vn/arsenal-va-ky-uc-20-nam-champions-league-196260506195801685.htm








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