Da settore prevalentemente incentrato sull'ideologia culturale, l'editoria si trova ora al centro dell'economia digitale e dell'ecosistema dell'industria dei contenuti. Pertanto, la Direttiva 04-CT/TW del Comitato Centrale del Partito, relativa al rafforzamento della leadership del Partito sulle attività editoriali nel nuovo contesto, non è solo una linea guida, ma un vero e proprio "comando" per una profonda trasformazione del settore editoriale vietnamita. Il quotidiano Saigon Giai Phong ha intervistato il signor Nguyen Thanh Loi, direttore e caporedattore della Casa Editrice Generale di Ho Chi Minh City, su questo importante tema.
* Giornalista: Egregio signore, la Direttiva 04-CT/TW del Comitato Centrale del Partito, recentemente emanata, è considerata ricca di importanti novità. Qual è, a suo avviso, il significato di questa Direttiva per il settore editoriale odierno?
- Sig. Nguyen Thanh Loi: La Direttiva 04 rappresenta un "riposizionamento" del ruolo dell'industria editoriale nel nuovo contesto. Un punto importante è che l'editoria non è solo un campo ideologico e culturale, ma anche un settore economico e tecnologico, che svolge un ruolo centrale nell'ecosistema dei contenuti. Si tratta di un cambiamento molto importante. In precedenza, abbiamo enfatizzato le funzioni politiche e ideologiche dell'editoria, e questo non è cambiato. Ma nel contesto attuale, in cui i contenuti sono diventati una risorsa strategica, l'editoria deve anche creare valore economico, partecipare alla catena del valore digitale e contribuire direttamente allo sviluppo complessivo del Paese.
* Uno dei temi chiave sottolineati è "mettere il lettore al centro". A tuo parere, quali nuove esigenze impone questo agli editori?
Si tratta di un cambiamento di mentalità davvero significativo. In passato, spesso pubblicavamo libri con un approccio "arrangiandoci con quello che avevamo", ovvero basandoci sulle capacità delle case editrici. Ma questa nuova prospettiva impone chiaramente che il lettore sia al centro e l'obiettivo dell'editoria. Ciò significa che gli editori devono comprendere chi sono i loro lettori, di cosa hanno bisogno e come sta cambiando il loro modo di consumare informazioni. Soprattutto nell'era digitale, i lettori non leggono solo libri stampati, ma ascoltano anche audiolibri, leggono su dispositivi mobili e accedono alla conoscenza attraverso diverse piattaforme. Se non comprendiamo questo cambiamento, sarà molto difficile per i prodotti editoriali prosperare. Pubblicare libri oggi non significa solo avere "contenuti corretti", ma anche "essere adatti al lettore".
* La trasformazione digitale è un tema centrale nel dibattito pubblico. Molti la considerano sia un'opportunità che una sfida significativa per il settore editoriale.
Le sfide sono immediate, ma l'inerzia porterà inevitabilmente a rimanere indietro. La trasformazione digitale non è più solo incoraggiata, ma obbligatoria. La politica delinea chiaramente lo sviluppo di infrastrutture digitali, contenuti digitali e l'applicazione di nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale, i big data e le risorse digitali nelle attività editoriali. L'opportunità risiede nel fatto che la trasformazione digitale aiuta il settore editoriale ad ampliare il proprio raggio d'azione. Un libro può essere sfruttato in molteplici forme, raggiungendo un pubblico più vasto, anche oltre i confini nazionali. Ma anche le sfide sono significative. Richiede investimenti in tecnologia, cambiamenti nei processi di lavoro e soprattutto un cambiamento di mentalità del team editoriale. La semplice "digitalizzazione dei libri cartacei" non è sufficiente; dobbiamo muoverci verso la costruzione di un ecosistema completo di contenuti digitali.
* Il futuro dell'editoria vietnamita sulla scena internazionale sarà probabilmente molto diverso, non è d'accordo, signore?
Negli ultimi tempi abbiamo prodotto molte opere di valore, ma la loro diffusione internazionale è stata limitata. Questa direttiva delinea soluzioni specifiche come la promozione della traduzione, la partecipazione alle fiere internazionali del libro e l'integrazione dei libri vietnamiti nei sistemi bibliotecari globali. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi è necessaria una strategia a lungo termine. Non si tratta solo di presentare i libri; dobbiamo creare prodotti di alta qualità e competitivi che soddisfino i gusti internazionali. Allo stesso tempo, dobbiamo sviluppare un team di professionisti per il diritto d'autore e la traduzione, che ci permetta di partecipare più attivamente al mercato globale del diritto d'autore. In altre parole, dobbiamo passare dalla semplice "partecipazione alle fiere del libro" a una "strategia di esportazione di contenuti".
* Una questione di grande interesse per molti è il meccanismo normativo che regola il settore editoriale, nonché lo sviluppo della cultura della lettura. A suo parere, come si possono affrontare efficacemente queste problematiche?
L'aspetto innovativo è rappresentato dal forte e incisivo spirito di ristrutturazione. La direttiva si concentra sul miglioramento delle istituzioni, sullo sviluppo di meccanismi finanziari di sostegno e sulla promozione di modelli di partenariato pubblico-privato nel settore editoriale. Vengono proposti diversi modelli di sviluppo, come la leadership pubblica e la gestione privata, l'investimento pubblico e la gestione privata, e l'investimento privato e l'utilizzo pubblico. Da tempo il settore editoriale si trova ad affrontare numerose difficoltà a livello di meccanismi. Politiche più adeguate e trasparenti creeranno le condizioni affinché gli editori siano più proattivi e creativi, attirando al contempo maggiori risorse sociali. È evidente che lo Stato svolgerà un ruolo guida, ma creerà anche un "spazio" più ampio per l'operatività del mercato. Nel frattempo, lo sviluppo di una cultura della lettura non è una questione nuova, ma questa direttiva offre un approccio più specifico, legato allo sviluppo di istituzioni quali biblioteche digitali, spazi di lettura, moderni sistemi di distribuzione e, soprattutto, all'integrazione delle attività di lettura nelle scuole. È fondamentale creare un ambiente in cui la lettura sia naturale, comoda e coinvolgente. Quando le persone, in particolare i giovani, si renderanno conto del valore pratico della lettura, la cultura della lettura si svilupperà in modo sostenibile.
* Da un punto di vista pratico, quali ritiene che dovrebbero essere le priorità dell'industria editoriale in generale e della Casa Editrice Generale di Ho Chi Minh City in particolare?
Credo che ci siano tre priorità principali. In primo luogo, dobbiamo innovare la nostra mentalità di sviluppo, passando dalla semplice produzione di libri alla creazione di contenuti multipiattaforma. In secondo luogo, dobbiamo investire nella qualità dei contenuti, perché per quanto la tecnologia possa progredire, il contenuto rimane l'elemento centrale. In terzo luogo, dobbiamo promuovere concretamente la trasformazione digitale, allineandola alle esigenze del mercato e dei lettori. Se faremo bene queste tre cose, i requisiti principali diventeranno gradualmente più concreti. Si può dire che questa direttiva non sia solo un principio guida, ma anche un progetto per il futuro dell'industria editoriale.
Con la Casa Editrice Generale di Ho Chi Minh City, aspiriamo a diventare un "produttore di contenuti multipiattaforma"; allo stesso tempo, dobbiamo creare un team editoriale che non solo sia competente nell'editing, ma anche esperto di tecnologia e mercato, e che possieda una mentalità orientata al prodotto. Questo garantirà che ogni titolo vada oltre la semplice stampa e si sviluppi in un ecosistema di prodotti: ebook, audiolibri, contenuti digitali e media correlati. Se fatto bene, questo non solo migliorerà l'efficienza economica, ma amplierà anche il pubblico dei lettori, soprattutto tra le giovani generazioni. Ancora più importante, è anche un modo per concretizzare lo spirito della Direttiva 04.
Grazie, signore!
Fonte: https://www.sggp.org.vn/ban-thiet-design-tuong-lai-cho-nganh-xuat-ban-post845168.html








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