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Brescia crolla

Dopo 114 anni di esistenza, il Brescia Calcio si è ufficialmente ritirato dai campionati professionistici, chiudendo un triste capitolo nella storia del calcio italiano.

ZNewsZNews04/07/2025

Mario Balotelli ha giocato nel Brescia.

Un monumento del calcio italiano è ufficialmente caduto. Il Brescia Calcio, squadra che ha militato per 23 stagioni in Serie A, è stato espulso dal calcio professionistico dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) dopo 114 anni di storia. Non otterrà il permesso di partecipare alla Serie C per la stagione 2025/26, il che apre la prospettiva di dover ricominciare dalla quarta divisione (Serie D), campionato solitamente riservato alle squadre dilettantistiche.

Un comunicato della FIGC del 4 luglio ha confermato che il Brescia non soddisfaceva i criteri finanziari per ottenere la licenza di partecipazione al campionato. Il club non ha saldato un debito di 1,1 milioni di euro nei confronti degli organizzatori della lega – la scadenza era già passata a gennaio – e non ha inoltre corrisposto gli stipendi a giocatori, staff tecnico e dipendenti per i mesi di marzo e aprile 2025. Nel lungo comunicato della federazione sono state inoltre elencate una serie di altre violazioni amministrative.

La dolorosa conclusione arrivò poche settimane dopo la retrocessione ufficiale del Brescia dalla Serie B. La squadra si era qualificata per i play-off, ma a fine stagione le furono detratti 4 punti a causa di irregolarità finanziarie, finendo direttamente in zona retrocessione. La Sampdoria, già sull'orlo della retrocessione, ebbe così la possibilità di rimanere in campionato.

Gran parte della colpa ricade sul presidente Massimo Cellino, un nome non nuovo alle crisi. L'ex proprietario di Cagliari e Leeds United è noto per il suo stile di gestione autocratico e instabile ed è stato ripetutamente criticato per essersi intromesso eccessivamente nelle questioni professionali. Sotto la guida di Cellino, il Brescia è sprofondato nel caos e ha subito gravi perdite finanziarie.

Brescia anh 1

Brescia è ufficialmente in declino.

Questo crollo non è solo un fallimento sportivo , ma anche uno shock per i tifosi che avevano visto "Le Rondinelle" dominare al fianco di leggende del calcio.

Il Brescia forse non è il club più tradizionale d'Italia, ma è certamente uno dei più caratteristici. Nel suo periodo di massimo splendore, la squadra ha annoverato tra le sue fila una schiera di giocatori leggendari: Roberto Baggio, Pep Guardiola, Gheorghe Hagi, Andrea Pirlo, Luca Toni, Mario Balotelli e, più recentemente, Sandro Tonali.

Le immagini di Baggio che domina lo stadio Mario Rigamonti, o di Guardiola che stringe la mano al presidente Corioni il giorno del suo debutto, un tempo erano simboli di ambizione e di uno stile di gioco inconfondibile. Ma ora, tutto ciò resta solo un ricordo.

La prospettiva di una ricostruzione è estremamente difficile. Se il Brescia vuole sopravvivere, dovrà registrarsi in Serie D e operare come club semiprofessionistico. Senza contare che la sua reputazione è stata gravemente compromessa, il che rende molto scarsa la sua capacità di attrarre nuovi investitori.

Un tempo fucina di geni del calcio, il Brescia si trova ora a un bivio storico: riformarsi per sopravvivere o scomparire per sempre dalla mappa del calcio italiano.

Una fine dolorosa e un severo monito per coloro che pensano che la tradizione possa sopravvivere senza trasparenza, buon governo e visione.

Fonte: https://znews.vn/brescia-sup-do-post1565972.html


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