Il principale forum asiatico sulla sicurezza, lo Shangri-La Dialogue 2026, si è aperto a Singapore il 29 maggio, in un mondo scosso dalla competizione strategica tra le grandi potenze, dall'escalation dei conflitti in Medio Oriente e in Europa e dai dubbi sull'impegno a lungo termine degli Stati Uniti nella regione indo-pacifica.
La conferenza di quest'anno riunisce ministri della difesa, leader militari ed esperti di sicurezza provenienti da 44 paesi, tra cui 54 delegati a livello ministeriale e oltre 42 capi di stato maggiore e alti funzionari della difesa provenienti dall'Asia-Pacifico e dall'Europa.
Il Segretario Generale e Presidente To Lam ha tenuto il discorso di apertura alla sessione serale del 29 maggio.
Questa mattina (30 maggio), il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth interverrà alla sessione plenaria intitolata "La strategia statunitense per la pace nell'Indo-Pacifico". Questo è considerato l'evento più atteso del forum.
Il ruolo degli Stati Uniti in Asia nel contesto della crisi iraniana.
Uno dei temi principali della conferenza sarà la strategia indo-pacifica di Washington, poiché l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump si trova ad affrontare contemporaneamente le crisi in Medio Oriente e le persistenti tensioni in Europa.
Secondo quanto riferito, gli alleati regionali attendono impegni chiari da parte di Washington che li rassicurino sul fatto che gli Stati Uniti rimangono una priorità per la loro presenza in Asia, anziché vedere le proprie risorse dirottate verso le zone di crisi globali.
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Il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ascolta il discorso di apertura del Segretario Generale e Presidente To Lam allo Shangri-La Dialogue 2026. Foto: Reuters. |
Secondo gli osservatori, il conflitto in Iran ha provocato nuovi shock all'economia globale, facendo aumentare i prezzi del petrolio e incrementando la pressione inflazionistica in molte economie asiatiche dipendenti dalle importazioni di energia.
Gli esperti di sicurezza ritengono che la questione cruciale del Dialogo di Shangri-La di quest'anno non riguardi solo l'impegno militare degli Stati Uniti, ma sia direttamente collegata anche alla sicurezza energetica, ai flussi commerciali e alle prospettive di crescita economica della regione.
Le relazioni tra Stati Uniti e Cina continuano a gettare un'ombra sul forum.
Si prevede che la competizione strategica tra Stati Uniti e Cina continuerà a essere un tema ricorrente durante tutta la conferenza, analogamente ai precedenti Dialoghi di Shangri-La.
L'anno scorso, Pete Hegseth aveva messo in guardia contro una "minaccia imminente" proveniente dalla Cina, provocando una forte reazione da parte di Pechino. Quest'anno, tuttavia, l'atmosfera è alquanto diversa in seguito alla recente visita del presidente Donald Trump in Cina, con entrambe le parti che inviano segnali cauti ma più positivi sulle relazioni bilaterali.
Tuttavia, la continua assenza del ministro della Difesa cinese Dong Jun per il secondo anno consecutivo ha limitato le prospettive di un dialogo militare di alto livello tra Stati Uniti e Cina a Shangri-La. Pechino ha invece inviato una delegazione dell'Università di Difesa Nazionale dell'Esercito Popolare di Liberazione.
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Il generale Meng Xiangqing dell'Università di Difesa Nazionale dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese e la delegazione cinese partecipano a un incontro a margine del vertice sulla sicurezza IISS Shangri-la Dialogue a Singapore il 29 maggio. Foto: Reuters. |
Si prevede che le discussioni rimarranno incentrate su come le nazioni di piccole e medie dimensioni reagiscono alla competizione tra Stati Uniti e Cina, nonché su aree marittime critiche come il Mar Cinese Meridionale e lo Stretto di Malacca.
Il Giappone cambia le priorità in materia di difesa.
Il drastico cambiamento nella politica di sicurezza del Giappone è stato anche un argomento di intenso dibattito alla conferenza di quest'anno.
Sotto la guida del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi, Tokyo sta promuovendo la modernizzazione delle forze armate e il rafforzamento della cooperazione in materia di difesa con i partner regionali, in un contesto di crescenti preoccupazioni.
Lo scorso aprile, il Giappone ha annunciato la più grande revisione degli ultimi decenni delle sue normative sull'esportazione di materiale bellico, eliminando molte restrizioni sulla vendita di armi all'estero e aprendo la strada all'esportazione di navi da guerra, missili e altre attrezzature militari.
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Il Giappone sta pianificando di riaprire il suo più grande arsenale dalla Seconda Guerra Mondiale. Foto: Kyodo News . |
Questa mossa è stata accolta con favore dalle Filippine, ma ha suscitato una forte reazione da parte di Pechino, con la Cina che ha avvertito che sarebbe rimasta "in stato di massima allerta" per qualsiasi segnale di un ritorno del Giappone alla militarizzazione.
Le tensioni tra le due maggiori economie asiatiche stanno aumentando anche a causa della questione di Taiwan. Con Tokyo che si prepara ad annunciare una nuova strategia di sicurezza e piani per un ulteriore incremento della spesa per la difesa, gli osservatori seguiranno con attenzione come il Giappone riuscirà a bilanciare il suo crescente ruolo in materia di sicurezza con la complessa relazione con la Cina.
La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono di nuovo temi di grande attualità.
La sicurezza marittima continua a essere un tema centrale a Shangri-La 2026, con particolare attenzione alle principali rotte marittime mondiali.
Crescono le preoccupazioni poiché il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una vitale arteria energetica globale, rimane un'attività incerta a causa dei conflitti in corso in Medio Oriente.
Si prevede inoltre che la questione della libertà di navigazione occupi un posto di rilievo nelle discussioni, poiché molti paesi ribadiscono la loro opposizione a qualsiasi tentativo di alterare lo status quo con la forza nelle acque strategiche.
Singapore ha inoltre sottolineato che la libertà di navigazione sulle rotte marittime internazionali è un "diritto intrinseco", non un "privilegio", in un contesto di crescenti preoccupazioni circa il rischio di interruzioni nei colli di bottiglia del trasporto marittimo globale.
Inoltre, lo Stretto di Malacca potrebbe diventare motivo di preoccupazione a seguito delle precedenti dichiarazioni di un ministro indonesiano circa la possibilità di imporre dazi alle navi che lo attraversano, sebbene Giacarta abbia successivamente affermato di non avere intenzione di attuare una simile politica.
Fonte: https://znews.vn/cac-van-de-nong-phu-bong-doi-thoai-shangri-la-2026-post1655388.html











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