Quale strategia dovremmo adottare di fronte a un avversario così formidabile?
C'è un equivoco diffuso sulla nazionale vietnamita di Philippe Troussier: si pensa che il tecnico francese prediliga uno stile di gioco aperto e offensivo, piuttosto che l'approccio difensivo e di contropiede favorito dal ct Park Hang-seo.
In realtà, Troussier ha smentito questa affermazione durante la cerimonia di presentazione della squadra. L'allenatore, soprannominato "Il Mago Bianco", ha rivelato di avere un approccio tattico flessibile: "Che si giochi contro il Brasile o contro il Laos , abbiamo bisogno delle nostre tattiche e strategie".
Ciò significa che la squadra vietnamita di Troussier può ancora adottare uno stile di gioco difensivo basato sul contropiede quando affronta squadre forti, e non è necessariamente obbligata a giocare in modo offensivo.
La nazionale vietnamita ha iniziato bene il secondo turno delle qualificazioni ai Mondiali del 2026.
Tuttavia, il requisito fondamentale imposto dall'allenatore francese era che, anche giocando in contropiede, la squadra vietnamita dovesse controllare il ritmo di gioco, non limitandosi a lanciare la palla a caso, ma passandola con calma e attuando sistematicamente il proprio gioco una volta ripreso il controllo. Allo stesso tempo, dovevano esercitare una pressione proattiva per riconquistare palla e ripartire in contropiede, invece di difendersi in modo compatto e aspettare che l'avversario commettesse errori.
L'allenatore francese ha chiesto ai suoi giocatori di continuare a giocare con uno stile difensivo basato sul contropiede, ma con un approccio decisamente più propositivo. Si trattava anche di una scelta logica, perché contro una squadra forte come l'Iraq, giocare un calcio aperto e offensivo sarebbe stato troppo rischioso.
Contro l'Indonesia, la squadra irachena ha vinto 5-1, mantenendo il 75% del possesso palla. Ogni volta che l'Indonesia si spingeva in avanti, l'Iraq rispondeva attaccando sulle fasce con transizioni fulminee.
Le nazionali dell'Asia occidentale non sono coese e tecnicamente dotate come quelle di Giappone o Corea del Sud, che riescono facilmente a superare difese schierate in modo compatto. Sotto la guida del ct Jesus Casas, l'Iraq pratica un calcio piuttosto semplice ma estremamente efficace, sapendo sempre come sfruttare le occasioni quando gli avversari escono dalle proprie posizioni difensive per lanciare dei contropiedi.
Contro un avversario agile e veloce come l'Iraq, la squadra vietnamita adotterà un approccio difensivo, mantenendo una formazione compatta e movimenti uniformi. Gli spazi tra le linee e le posizioni saranno "concentrati" per creare un cordone asfissiante che ostacolerà le manovre offensive dell'avversario.
Giocatori offensivi veloci, come Van Toan e Tuan Hai, sono molto utili all'allenatore Troussier.
L'allenatore Troussier ha messo in mostra uno stile di gioco difensivo solido e scientifico quando ha guidato la nazionale giapponese alla vittoria contro una serie di avversari forti, conquistando il secondo posto nella Confederations Cup del 2001. Il presidente della Federazione calcistica giapponese, Tashima Kozo, ha ammirato lo stile di gioco sviluppato dal "Mago Bianco", analizzandolo a fondo nel suo piano di sviluppo per la nazionale giapponese.
In quell'occasione, il signor Tashima affermò che l'allenatore Troussier aveva creato una struttura di gioco molto solida e flessibile, trasformando il Giappone in un formidabile "diamante" difficile da battere.
È proprio questo il tipo di disciplina che il signor Troussier si aspetta dalla squadra vietnamita. Certo, il livello tecnico dei giocatori vietnamiti non è ancora pari a quello dei giapponesi. Attenersi alle tattiche per 90 minuti, muoversi costantemente ed eseguire azioni coordinate rappresenta una sfida enorme per una squadra che si trova attualmente in una fase di transizione generazionale.
Mantenere la concentrazione
Anche nella partita contro le Filippine, la squadra vietnamita non ha giocato particolarmente bene, commettendo ancora molti errori nella marcatura a uomo e nella copertura. Il tecnico francese sta lavorando duramente con i suoi giocatori per migliorare, dopo aver analizzato e studiato i filmati dello stile di gioco dell'Iraq negli ultimi giorni.
Nella partita contro l'Iraq, la squadra vietnamita potrebbe riaccogliere a centrocampo Hoang Duc e Hung Dung, insieme a Que Ngoc Hai al centro della difesa. L'allenatore Troussier ha bisogno di maggiore controllo e organizzazione a centrocampo per aumentare il possesso palla e rendere più fluide le transizioni dalla difesa all'attacco.
La chiave per la partita del 21 novembre risiede nella capacità di difendersi e resistere alla pressione. Nelle tre partite contro Cina, Uzbekistan e Corea del Sud disputate a ottobre, il filo conduttore per la squadra vietnamita è stato un'ottima fase difensiva nei primi 25-30 minuti, seguita da un crollo dovuto a una mancanza di concentrazione.
Bisogna concentrarsi sulla preparazione fisica e sulla resilienza mentale. La preparazione fisica non è un problema, dato che Troussier ha a disposizione una squadra giovane. Per quanto riguarda l'aspetto mentale, i giocatori sono abituati a partite ad alta pressione. La vittoria contro le Filippine nella partita precedente ha inoltre contribuito ad allentare la pressione sui giocatori.
In una partita in cui anche un solo punto sarebbe sufficiente, i giocatori devono mettere da parte le ansie e attenersi rigorosamente alla tattica. Con il loro caratteristico gioco difensivo di contropiede in stile Troussier, la squadra vietnamita promette di offrire una partita davvero emozionante.
Link alla fonte










