Dopo 20 anni dall'attuazione della Risoluzione n. 3 del X Comitato Centrale, l'emanazione di una nuova risoluzione all'inizio del XIV mandato dimostra la lungimiranza e la visione strategica del Comitato Centrale nel preparare le basi politiche e morali per una nuova fase di sviluppo nazionale, caratterizzata da obiettivi più elevati, maggiori pressioni e requisiti più stringenti per i quadri a tutti i livelli.
La riunione di lavoro della mattina del 2 marzo tra il Segretario Generale To Lam e il Comitato Centrale per gli Affari Interni e le agenzie collegate ha chiaramente dimostrato questo spirito. Lo scopo di riassumere gli ultimi 20 anni non è quello di chiudere un capitolo, ma di esaminare direttamente i nuovi sviluppi della vita socio -economica, identificare i potenziali rischi e riconoscere le lacune istituzionali che potrebbero essere sfruttate nel contesto di una governance nazionale sempre più complessa, soprattutto in un momento in cui la trasformazione digitale, la riforma del modello di crescita e l'integrazione internazionale sono in atto su vasta scala.
Negli ultimi due decenni, la lotta alla corruzione ha conseguito risultati significativi, rafforzando la fiducia dei funzionari, dei membri del Partito e della popolazione. Tuttavia, entrando in una fase di sviluppo più avanzata, i rischi di corruzione, sprechi e pratiche negative non sono scomparsi, ma potrebbero anzi diventare più sofisticati, infiltrandosi in settori chiave, progetti su larga scala e nuove aree di governo. Se non adegueremo tempestivamente il nostro approccio e non miglioreremo i meccanismi di controllo del potere, questi rischi incideranno direttamente sulla qualità della crescita e sulla sostenibilità dello sviluppo.
Pertanto, il fatto che il Comitato Centrale si sia preparato proattivamente a emanare una nuova risoluzione fin dall'inizio del suo mandato racchiude molti messaggi profondi.
Innanzitutto, si tratta di una ferma riaffermazione: la lotta alla corruzione, agli sprechi e alle pratiche negative è un compito particolarmente importante, continuo e a lungo termine nell'ambito del lavoro di costruzione e risanamento del Partito e del sistema politico. Non si tratta di una campagna a fasi, ma di un principio fondamentale del funzionamento del Partito al governo. Una volta stabilito che il potere deve essere strettamente controllato, questo lavoro deve essere posto al centro dell'intero processo di costruzione del Partito.
In secondo luogo, la nuova risoluzione è stata emanata nel contesto dell'obiettivo nazionale di una crescita elevata e sostenuta per molti anni a venire. Una crescita a doppia cifra non richiede solo risorse significative, ma anche un contesto di governance trasparente, stabile e affidabile. Uno sviluppo rapido è impossibile se il sistema è privo di disciplina; uno sviluppo sostenibile è impossibile se persistono zone d'ombra di interessi particolari e sprechi di risorse. Pertanto, l'innalzamento degli standard etici del servizio pubblico e il rafforzamento della disciplina e dell'ordine non hanno lo scopo di "complicare le cose" ai funzionari, bensì di proteggerli dalle tentazioni e dalle pressioni in un contesto di rapido sviluppo.
In terzo luogo, le direttive del Segretario Generale dimostrano che si conferma l'approccio coerente di stretta combinazione tra "lotta" e "costruzione": da un lato, continueremo a combattere la corruzione con risolutezza e perseveranza, gestendo i casi con rigore, umanità e persuasione, senza alcuna eccezione o esclusione; dall'altro, creeremo un contesto giuridico sicuro affinché i funzionari possano pensare e agire con serenità, affinché le imprese e i cittadini possano investire, produrre e fare affari in tutta tranquillità, e affinché gli interessi dello Stato siano in armonia con i legittimi interessi della società. Si tratta di un approccio equilibrato, che riflette l'alto livello di pensiero della leadership: la lotta alla corruzione non è in contrasto con lo sviluppo, ma ne è precisamente una condizione per uno sviluppo nella giusta direzione.
In quarto luogo, e aspetto più fondamentale, la nuova risoluzione contribuirà a perfezionare il meccanismo di controllo del potere, soprattutto nella gestione del personale e delle aree chiave e sensibili. Quando le responsabilità sono definite in modo chiaro e trasparente; quando i meccanismi di supervisione e di critica sono attuati efficacemente; e quando le violazioni vengono affrontate con rigore, equità e ragionevolezza, il sistema funzionerà in modo più fluido e la paura di commettere errori e la tendenza a eludere le proprie responsabilità saranno gradualmente superate.
In quinto luogo, la scelta di emanare la risoluzione all'inizio del mandato dimostra anche la determinazione ad evitare qualsiasi "lacuna" di leadership in questo ambito cruciale. È una forte affermazione del fatto che la lotta contro i "nemici interni" non si raffredderà né ristagnerà, ma proseguirà con una mentalità e metodi più adeguati al nuovo contesto.
In definitiva, il significato più profondo della risoluzione non risiede solo nelle sue soluzioni specifiche, ma nella definizione di uno standard culturale all'interno del Partito e del sistema politico: l'integrità come fondamento, la disciplina e l'ordine come limiti, e la responsabilità come principio cardine. In un'epoca in cui ogni decisione di governo ha un impatto rapido e diffuso, ogni funzionario deve impegnarsi per raggiungere standard ancora più elevati di carattere, etica e servizio.
La nuova risoluzione, pertanto, mira anche a costruire un sistema politico pulito, solido, competente e rispettabile, in grado di guidare il Paese verso il raggiungimento di obiettivi di sviluppo più ambiziosi. Solo quando lo sviluppo si baserà sull'integrità e sulla disciplina, i risultati saranno realmente sostenibili e duraturi.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/chong-giac-noi-xam-trong-tam-nhin-moi-10408295.html








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