La letteratura americana è caratterizzata da diversi elementi fondamentali. Essa riflette la società e la storia; i principali eventi americani sono sempre stati legati ai principali eventi europei, dalla fondazione della nazione ai giorni nostri.
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Pertanto, i movimenti e le scuole di pensiero letterari europei influenzarono l'America (Romanticismo, Realismo, ecc.). La letteratura americana era strettamente legata sia alla letteratura inglese che a quella europea, e possedeva anche un "complesso di inferiorità coloniale", che diede origine al cosmopolitismo e all'isolazionismo, nonché alle strategie politiche .
Gli elementi religiosi, con le loro sfumature puritane, permeano la morale americana e fungono da inesauribile fonte di ispirazione per la scrittura. I fattori geografici rivestono un'importanza particolare nella letteratura americana; qui tutto è straordinariamente grande e sconfinato: dagli alberi ai fiumi, dai laghi alle montagne, dai deserti alle città. Lo spazio e il tempo americani aleggiano costantemente sulle attività creative, stimolando l'esplorazione e l'innovazione in tutti i generi, soprattutto nel romanzo.
Durante il periodo coloniale (1607-1774) fino alla fine del XVIII secolo, la letteratura americana fu caratterizzata da puritanesimo, misticismo e malinconia. Benjamin Franklin (1706-1790) fu il primo a introdurre una nuova atmosfera letteraria con le idee umanistiche dell'Illuminismo; contribuì inoltre a risvegliare la coscienza dell'indipendenza nazionale. La letteratura patriottica fiorì, in particolare con le opere di George Washington (1732-1799) e Thomas Jefferson (1743-1826).
Nel XIX secolo, dalla fine degli anni Dieci all'inizio del XX, emersero tre autori pionieristici. Washington Irving (1783-1859) è considerato il padre del racconto americano. Un altro scrittore americano, Fenimore Cooper (1789-1851), ottenne l'attenzione del pubblico con una serie di romanzi di frontiera, in particolare *L'ultimo dei Mohicani* (1826). Costruì la sua trama in un contesto americano con personaggi tipicamente americani: incolti, molto vicini alla natura, che sopravvivevano per istinto, onesti e pragmatici.
William Cullen Bryant (1794-1878) fu il primo poeta americano di notevole rilievo. La sua poesia era romantica, malinconica, venata di puritanesimo e rifletteva un profondo legame con la natura.
Dagli anni '30 del Novecento alla guerra civile americana del 1865, il genere del racconto raggiunse il suo apice grazie a Edgar Allan Poe (1809-1849). Egli fu un poeta "simbolista romantico" per eccellenza, rappresentante del movimento "dell'arte per l'arte". I romanzi e i racconti di Nathaniel Hawthorne (1804-1864) e Herman Melville (1819-1891) continuarono l'eredità intellettuale del puritanesimo.
La scuola trascendentalista di Ralph Waldo Emerson (1803-1882) fu una potente fonte di ispirazione in quel periodo e stimolò numerosi esperimenti collettivi nella libertà del socialismo utopico. Egli difendeva la natura, credendo che gli individui liberi potessero raggiungere l'apice della spiritualità senza bisogno di una religione formale. Un discepolo di spicco e fortemente influenzato da Emerson, Henry David Thoreau (1817-1862), produsse una serie di opere negli anni '50, che segnarono l'età d'oro della letteratura americana.
Negli anni '50, diversi autori si dedicarono con passione alla lotta contro la schiavitù. Tra questi spiccava il poeta Walt Whitman (1819-1892), voce dell'America, che celebrava le sue montagne, i fiumi, i campi e la neonata democrazia. Dodici anni più anziano di Whitman, il poeta quacchero John Whittier (1807-1892) trasse ispirazione da due fonti: la natura e la lotta contro la schiavitù. Parlando di temi antischiavisti, non si può non menzionare *La capanna dello zio Tom* di Harriet Beecher Stowe (1811-1896), un esempio lampante della forte forza morale della letteratura, che condannava con veemenza il brutale sistema della schiavitù e contribuiva all'emancipazione degli schiavi in America, incoraggiando gli americani di coscienza a combattere con tenacia e risolutezza.
Dopo la Guerra Civile, emerse un movimento letterario regionalista, incentrato su specifiche regioni. L'autore più importante fu Mark Twain (1835-1910), con *Le avventure di Tom Sawyer* e *Le avventure di Huckleberry Finn*, considerati tra i più grandi romanzi della letteratura americana. Altrettanto importante nella letteratura regionalista fu William Dean Howells (1837-1920), che sviluppò la teoria del realismo in America. Influenzati da Howells, Frank Norris (1870-1902) e Stephen Crane (1871-1900) elevarono il realismo al naturalismo, reagendo al contempo contro il materialismo. Un altro scrittore, Henry James (1843-1916), si discostò dal realismo, dedicandosi a problematiche psicologiche individuali e anticipando il romanzo psicologico moderno.
Vale la pena menzionare anche il celebre poeta americano del XIX secolo, Henry Longfellow (1807-1882), con le sue poesie chiare, semplici e melodiose.
Dall'inizio del XX secolo alla Seconda Guerra Mondiale, Jack London (1876-1916) fu il primo scrittore proletario americano, dotato di una visione del mondo contraddittoria, che criticava la società e al contempo valorizzava l'avventura, l'azione istintiva e la natura selvaggia.
Durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, il movimento del realismo critico continuò a svilupparsi. Theodore Dreiser (1871-1945) può essere considerato l'apice della letteratura realista americana. Edgar Lee Masters (1869-1950) fu un poeta satirico; Carl August Sandburg (1878-1967) un poeta industriale che celebrava la vitalità del popolo. Sherwood Anderson (1876-1941) scrisse racconti e romanzi che sfidavano le convenzioni, simpatizzando con i neri e le forze rivoluzionarie proletarie; Sinclair Lewis (1885-1951) fu un romanziere che derideva il tradizionale sogno americano di successo; Upton Sinclair (1878-1968), come Sinclair Lewis, è considerato uno scrittore "muckraker" che criticava l'idea che l'America fosse un paradiso.
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