Il Ministero dell'Industria e del Commercio richiede pareri sul progetto di decreto governativo che sostituisce il decreto n. 60/2024/ND-CP sullo sviluppo e la gestione dei mercati.
Secondo il Dipartimento per la gestione dello sviluppo del mercato interno (Ministero dell'Industria e del Commercio), la stesura del nuovo decreto mira a perfezionare il quadro giuridico del sistema di mercato, facilitandone lo sviluppo verso una direzione moderna e sostenibile, in linea con il trend della trasformazione digitale e del consumo verde, promuovendo al contempo i consumi interni e affrontando le carenze emerse dall'attuazione del decreto in passato.
Questa bozza di decreto include diversi punti nuovi e significativi, come il miglioramento del meccanismo di mobilitazione delle risorse per gli investimenti. Il bilancio centrale dà priorità alle aree svantaggiate, quali le regioni montuose, le zone di confine e le regioni abitate da minoranze etniche, mentre i bilanci locali attuano proattivamente progetti in altre aree e mobilitano anche altre fonti legittime di capitale. La bozza promuove inoltre il decentramento e la delega di potere, chiarisce le responsabilità di ciascun livello dirigenziale e snellisce il processo decisionale, contribuendo a una maggiore efficienza nella gestione statale.

Una novità fondamentale è l'ampliamento della partecipazione agli investimenti, che consente a individui, imprese familiari e imprese private di partecipare alla costruzione e alla gestione dei mercati, incrementando la partecipazione sociale. La bozza introduce numerosi nuovi meccanismi per adattarsi alle pratiche di sviluppo, come ad esempio la possibilità di utilizzare i mercati per scopi e funzioni diverse; l'impiego delle infrastrutture di mercato per partecipare a progetti di partenariato pubblico-privato; e lo sviluppo dei mercati di confine in un'ottica moderna, riducendo i costi logistici e promuovendo gli scambi commerciali.
In particolare, il progetto di decreto include per la prima volta disposizioni sui mercati intelligenti, la trasformazione digitale, la tracciabilità dei prodotti e la transizione verde, con l'obiettivo di costruire un sistema di mercato civile e rispettoso dell'ambiente che risponda alle nuove tendenze dei consumatori.
Secondo un rappresentante del Dipartimento per lo Sviluppo e la Gestione del Mercato Interno, entro il 2025 il Paese disporrà di 8.150 mercati, 1.099 supermercati e 281 centri commerciali. La maggior parte di questi, pari all'86,9%, appartiene alla Categoria III, caratterizzata da infrastrutture limitate, mentre i mercati di Categoria I e II rappresentano una percentuale inferiore. Ciò evidenzia l'urgente necessità di ammodernamenti infrastrutturali e di innovazione gestionale.
Dal punto di vista economico , i mercati tradizionali detengono un'ampia quota di mercato nella fornitura di alimenti freschi grazie alla loro praticità, ai bassi costi e all'adeguatezza alle abitudini dei consumatori. Dal punto di vista sociale, circa 1,7-2 milioni di famiglie che operano in questi mercati hanno creato posti di lavoro diretti e indiretti per milioni di lavoratori, contribuendo alla riduzione della povertà e fungendo da "zona cuscinetto" nel mercato del lavoro, soprattutto per i lavoratori non qualificati e informali.
Inoltre, i mercati sono spazi culturali unici, che riflettono le usanze e l'identità di ogni regione. Molti modelli di mercato sono diventati prodotti turistici tipici, come il mercato galleggiante di Cai Rang o il mercato dell'amore di Sa Pa, contribuendo a valorizzare l'economia e a promuovere l'immagine della località.
L'emanazione del nuovo decreto dovrebbe creare un quadro giuridico armonizzato, promuovendo lo sviluppo del sistema di mercato verso la modernità e la sostenibilità, pur continuando a preservare e promuovere i valori culturali distintivi dei mercati tradizionali vietnamiti.
Fonte: https://doanhnghiepvn.vn/doanh-nghiep/de-xuat-cho-tu-nhan-tham-gia-dau-tu-quan-ly-cho/20260423032323957








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