Secondo quanto riportato da Military, il Sejjil è un missile balistico a medio raggio a due stadi, alimentato a propellente solido, sviluppato dall'Iran e considerato un notevole passo avanti tecnologico rispetto alla precedente serie Shahab, alimentata a propellente liquido.
Si ritiene che lo sviluppo del missile Sejjil sia iniziato alla fine degli anni '90, basandosi su precedenti progetti missilistici come lo Zelzal. Il Sejjil è dotato di un avanzato sistema di guida inerziale e di elevata manovrabilità durante la fase di rientro, con una velocità stimata di Mach 12-14 (4.300 km/h).

La comparsa del Sejjil indica che l'Iran dà priorità alle capacità di rapido dispiegamento e alla stabilità tecnica, piuttosto che all'ampliamento del numero di varianti missilistiche.
Il missile Sejjil è lungo 18 metri, ha un diametro di 1,25 metri e un peso totale al lancio di 23.600 kg, oltre a una capacità di carico utile di circa 700 kg. La sua gittata massima è di circa 2.000 km e può trasportare una testata ad alto potenziale esplosivo del peso di 500-1.500 kg.
Il prototipo del Sejjil ha percorso circa 700 km durante il suo primo lancio di prova nel 2008. Un secondo test ha avuto luogo un anno dopo per valutare i nuovi sistemi di controllo e guida.
Pur avendo dimensioni, peso e autonomia pressoché identici alle varianti dello Shahab 3, il Sejjil rappresenta una significativa differenza tecnologica grazie all'utilizzo di propellente solido. Questo è considerato un importante passo avanti rispetto al progetto dello Shahab, alimentato a propellente liquido. Grazie al propellente solido, i tempi di preparazione al lancio del Sejjil si riducono notevolmente, diminuendo così il rischio di individuazione e attacco durante la fase operativa.

Il Sejjil continua a essere molto apprezzato per la sua innovativa piattaforma tecnologica, a testimonianza di un cambiamento nell'approccio iraniano allo sviluppo missilistico.
Il fatto di non dover rifornirsi immediatamente prima del lancio rende i missili a propellente solido più pratici in termini di trasporto, manovrabilità e occultamento. Tuttavia, insieme a questi vantaggi, i missili a propellente solido presentano anche alcune difficoltà in termini di controllo e guida, poiché le loro caratteristiche di combustione e l'efficienza del motore rendono il controllo della traiettoria più complesso rispetto ai missili a propellente liquido.
Sembra che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane abbia iniziato a schierare il sistema missilistico Sejjil nel 2014, ma il numero esatto di missili presenti nel suo arsenale non è chiaro. Gli esperti ritengono che Teheran continui a sviluppare versioni successive, tra cui un missile a tre stadi con una gittata massima di 4.000 km e un peso al lancio di oltre 30 tonnellate.
L'Iran sta attualmente sviluppando il missile Sejjil in diverse varianti principali, le più importanti delle quali sono il Sejjil 1 e il Sejjil 2. Il Sejjil 1 è la versione base, testata nel 2008-2009, che utilizza un sistema a propellente solido a due stadi e ha dimostrato che l'Iran aveva acquisito la padronanza della tecnologia dei motori a propellente solido di grandi dimensioni per missili balistici a medio raggio.

Il Sejjil si distingue nell'arsenale missilistico iraniano per il breve tempo di preparazione al lancio, l'elevata manovrabilità e l'attenzione allo sviluppo incentrata sull'affidabilità in combattimento.
Sulla base di ciò, nel 2009 è stato annunciato il Sejjil 2, considerato una variante da combattimento più completa, con una gittata aumentata a circa 2.200-2.500 km, elevata manovrabilità, tempi di preparazione al lancio ridotti e maggiore stabilità della traiettoria, caratteristiche che lo rendono adatto a un ruolo di deterrenza strategica contro Israele e le basi militari statunitensi in Medio Oriente.
Oltre a queste due varianti riconosciute, alcune fonti occidentali hanno menzionato Sejjil 3 con una gittata maggiore, ma l'Iran non ha mai confermato l'esistenza di questa versione, quindi è probabile che si tratti solo di una designazione non ufficiale per la fase di ricerca o di speculazione esterna.
Il programma Sejjil dimostra che l'Iran non sta perseguendo un'espansione del numero di varianti, ma si sta concentrando sul perfezionamento di capacità fondamentali come il combustibile solido, il rapido dispiegamento e l'affidabilità operativa, rafforzando così la deterrenza strategica a livello regionale.
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Fonte: https://congthuong.vn/dieu-gi-khien-sejjil-khac-biet-trong-kho-ten-lua-cua-iran-434996.html










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