Giappone (in blu): una delle squadre che potrebbero riservare delle sorprese a questo Mondiale. Foto: FIFA

Moriyasu è un allenatore noto per il suo pragmatismo e la sua inflessibile disciplina. Queste qualità hanno influenzato profondamente lo stile di gioco che ha costruito per la nazionale giapponese nel corso degli anni. Ma oltre al pragmatismo, i "Samurai Blu" si distinguono anche per la creatività e la flessibilità nel passaggio tra i moduli 4-2-3-1 e 3-4-2-1, in cui la formazione con 3 difensori centrali e 2 centrocampisti centrali crea attacchi fulminei su entrambe le fasce.

Dall'altra parte del campo, la Svezia predilige uno stile di gioco equilibrato e dominante con un modulo 4-2-3-1 o 4-3-3. In queste due formazioni, i rappresentanti nordici controllano attivamente il pallone, pressano alto e sfruttano al massimo la forza del loro trio offensivo composto da Alexander Isak, Viktor Gyokeres e Anthony Elanga.

Sebbene entrambe le squadre pratichino un gioco di pressing, i loro approcci sono completamente diversi. Il Giappone pressa per riconquistare palla e poi lanciare rapidi contropiedi, mentre la Svezia pressa per mantenere il controllo e imporre il proprio gioco. Questo rende il centrocampo il campo di battaglia decisivo.

In vista dei Mondiali del 2026, i "Samurai Blu" possono contare su uno dei migliori centrocampisti difensivi dell'Asia: Wataru Endo. Il ruolo di Endo non si limita all'intercettazione dei passaggi, ma comprende anche il controllo del ritmo di gioco, la protezione della difesa, l'avvio delle azioni offensive e la transizione tra le diverse fasi di gioco.

Tuttavia, affrontare la Svezia rappresenta una sfida enorme per Endo, poiché la Svezia possiede una coppia d'attacco capace di muoversi su tutto il campo e di cambiare costantemente posizione. Alexander Isak possiede tecnica individuale e velocità, mentre Viktor Gyokeres è forte nel gioco fisico, nel dribbling e nella finalizzazione.

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La chiave sta in Endo. Se riuscirà a neutralizzare Isak, il Giappone avrà vita più facile. Al contrario, se il centrocampo svedese dominerà, la difesa giapponese sarà sottoposta a un'enorme pressione da parte dei palloni aerei e dei contrasti individuali.

Svezia – Rivale del Giappone nel Gruppo F. Foto: FIFA

Sebbene la Svezia sia forte a centrocampo, il Giappone possiede un'abbondanza di imprevedibilità su entrambe le fasce. La mobilità di Takefusa Kubo, Ritsu Doan e Junya Ito è sempre un incubo per qualsiasi difesa, grazie al loro abile dribbling e ai tagli inaspettati verso il centro per tiri in porta o assist.

Curiosamente, quest'arma giapponese è un "coltello" che colpisce direttamente il "tallone d'Achille" della Svezia. La squadra nordica predilige uno stile di gioco offensivo ed è disposta a spingere la propria formazione molto in avanti. Questa sarà l'occasione perfetta per gli esterni giapponesi. Se Kubo avrà spazio sufficiente per girarsi verso la porta avversaria, i difensori centrali svedesi, alti ma lenti nei riflessi, saranno immediatamente in allerta.

Grazie alla loro superiorità nel gioco aereo, la Svezia bombarderà senza dubbio il Giappone con lanci lunghi, sfruttando al massimo i calci piazzati per punirli e sottoponendo difensori centrali come Hiroki Ito e Tsuyoshi Watanabe a una dura prova fisica. E un solo attimo di distrazione, Gyokeres o Isak potrebbero far pagare caro agli avversari asiatici.

Tuttavia, il Giappone possiede qualcosa che gli svedesi temono da sempre: la tenacia. Le loro schiaccianti vittorie contro Inghilterra e Brasile in passato dimostrano quanto bene i "Samurai Blu" sappiano resistere ai colpi. Potranno anche essere svantaggiati dal punto di vista fisico, ma il loro spirito da samurai e l'altissimo livello di organizzazione li aiutano sempre a rimanere saldi nei momenti più difficili.

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A Dallas, per 90 minuti, assisteremo a una partita dal ritmo elevato, con scambi offensivi intensi. In una partita di questo tipo, l'esito potrebbe dipendere dalla calma e dall'esperienza della giocatrice asiatica.

HAN DANG

Fonte: https://huengaynay.vn/the-thao/bong-da/dieu-ma-dai-dien-bac-au-khong-co-166474.html