L'immunoterapia, la terapia mirata e i progressi della biologia molecolare non solo stanno prolungando i tempi di sopravvivenza, ma stanno anche cambiando l'approccio al trattamento, offrendo a molti pazienti la speranza di un controllo a lungo termine della malattia.
Il cancro ai polmoni rappresenta da molti anni uno dei maggiori problemi per la medicina moderna. Secondo Globocan 2022, è uno dei due tipi di cancro con il maggior numero di nuovi casi in Vietnam, nonché la principale causa di morte per cancro sia negli uomini che nelle donne.
Ciò che rende questa malattia così pericolosa è che la maggior parte dei pazienti riceve la diagnosi solo quando il tumore è già in uno stadio avanzato o metastatico. A quel punto, le possibilità di una guarigione completa si riducono significativamente, mentre i trattamenti tradizionali si concentrano principalmente sul prolungamento della vita e sulla riduzione dei sintomi.
Tuttavia, il rapido sviluppo dell'immunoterapia, della terapia mirata e della biologia molecolare sta gradualmente cambiando questo scenario. Questi progressi sono stati al centro degli aggiornamenti di molti esperti alla conferenza "Aggiornamenti sui progressi in immunoterapia - Oncologia e medicina nucleare 2026".
Secondo il dottor Le Viet Nam, dell'Istituto di Medicina Nucleare e Oncologia dell'Ospedale Bach Mai, per il carcinoma polmonare non a piccole cellule ancora trattabile chirurgicamente, la tendenza attuale non si limita più alla sola rimozione del tumore.
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| Il cancro ai polmoni rappresenta da molti anni uno dei maggiori problemi per la medicina moderna. |
I medici si stanno orientando verso una strategia di trattamento sistemico fin dalle fasi iniziali, utilizzando l'immunoterapia combinata con la chemioterapia prima dell'intervento chirurgico o un trattamento perioperatorio e postoperatorio per eliminare le micrometastasi non ancora rilevabili con le tecniche di imaging.
"Numerosi studi su larga scala hanno dimostrato che la combinazione di chemioterapia e immunoterapia migliora significativamente l'efficacia del trattamento. Nello studio AEGEAN, il tasso di sopravvivenza libera da progressione a tre anni ha raggiunto circa il 60%, significativamente superiore rispetto al trattamento convenzionale. Allo stesso tempo, il tasso di risposta istopatologica completa è quasi quadruplicato, senza aumentare il rischio di complicanze chirurgiche", ha affermato il Dott. Le Viet Nam.
Secondo gli esperti, per scegliere la giusta strategia terapeutica, i pazienti necessitano di una diagnosi accurata dello stadio della malattia mediante tecniche moderne come la TC, la PET/TC e la risonanza magnetica cerebrale, abbinate a test di biologia molecolare e consulti multidisciplinari.
Mentre il carcinoma polmonare non a piccole cellule viene trattato con approcci personalizzati, l'immunoterapia offre nuove speranze anche per il carcinoma polmonare a piccole cellule, dopo quasi tre decenni di trattamento basato quasi esclusivamente sulla chemioterapia.
Secondo il dottor Pham Minh Lanh, dell'Istituto di Medicina Nucleare e Oncologia dell'Ospedale Bach Mai, il carcinoma polmonare a piccole cellule è una forma di tumore che si sviluppa molto rapidamente, metastatizza precocemente e ha una prognosi particolarmente sfavorevole. Per molti anni, il tasso di sopravvivenza a cinque anni per i pazienti è rimasto inferiore al 6%.
L'avvento dei farmaci immunosoppressori contro il PD-L1 ha segnato una svolta significativa. Se combinati con la chemioterapia come trattamento di prima linea e mantenuti successivamente, offrono ai pazienti una probabilità di sopravvivenza notevolmente maggiore. "Si tratta di un cambiamento storico nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule", ha commentato il Dott. Pham Minh Lanh.
Uno dei maggiori cambiamenti nell'oncologia moderna è che il trattamento non si basa più esclusivamente sulla localizzazione del tumore, ma sulle caratteristiche biologiche individuali del paziente.
Secondo il professore associato Pham Van Thai, vicedirettore dell'Istituto di Medicina Nucleare e Oncologia, oltre alle mutazioni EGFR o ALK, note da molti anni, anche le mutazioni HER2 stanno diventando un importante bersaglio terapeutico in un gruppo di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule.
L'esecuzione di test di biologia molecolare mediante sequenziamento di nuova generazione (NGS) o immunoistochimica (IHC) aiuta i medici a identificare con precisione le caratteristiche dei tumori, selezionando così la terapia farmacologica più appropriata per ciascun paziente.
I farmaci di nuova generazione appartenenti ai gruppi degli anticorpi coniugati (ADC) e degli inibitori della tirosin chinasi (TKI) sono in grado di identificare con precisione le cellule tumorali portatrici di mutazioni HER2, veicolando i principi attivi direttamente alle cellule malate, migliorando così l'efficacia del trattamento e minimizzando l'impatto sui tessuti sani.
Ciò indica che l'oncologia si sta spostando nettamente dai trattamenti di massa ai trattamenti individualizzati, in cui ogni piano terapeutico viene sviluppato in base alle caratteristiche biologiche specifiche di ciascun paziente.
Sebbene i progressi nell'immunoterapia e nella terapia mirata offrano molte speranze, gli esperti concordano sul fatto che l'efficacia di questi metodi moderni dipenda in larga misura dalla tempestività della diagnosi della malattia.
Gli individui ad alto rischio, come i fumatori di lunga data, coloro che sono frequentemente esposti a sostanze chimiche tossiche o coloro che hanno una storia familiare di cancro, dovrebbero sottoporsi in modo proattivo a controlli e screening medici regolari.
La diagnosi precoce della malattia non solo aumenta le possibilità di un intervento chirurgico radicale, ma consente anche ai pazienti di accedere a strategie terapeutiche avanzate come l'immunoterapia perioperatoria e la terapia mirata.
Lo sviluppo dell'immunoterapia, della biologia molecolare e della medicina di precisione sta inaugurando una nuova era nel trattamento del cancro al polmone. Mentre in passato l'obiettivo primario era prolungare la sopravvivenza, oggi la medicina punta al controllo a lungo termine della malattia, alla riduzione del rischio di recidiva e al miglioramento della qualità della vita. Ciò dimostra chiaramente la potenza della moderna tecnologia medica nella lotta contro una delle malattie più pericolose dei nostri giorni.
Fonte: https://baodautu.vn/dieu-tri-ung-thu-phoi-buoc-vao-thoi-ky-ca-the-hoa-d630744.html











