Gli scienziati dell'Università del Minnesota (USA) hanno appena scoperto un metodo rivoluzionario per prevenire le malattie gengivali senza distruggere i batteri benefici.
Interferendo con la "comunicazione" chimica tra i batteri, possiamo indirizzare il microbioma orale verso uno stato più sano, anziché utilizzare i metodi antibatterici tradizionali che possono alterare l'equilibrio biologico.
Per decenni, la medicina si è affidata principalmente ad antibiotici e disinfettanti per combattere i batteri, il che ha portato a un crescente problema di resistenza agli antibiotici.
Per individuare una nuova direzione, il team di ricerca si è concentrato sul meccanismo di comunicazione dei microrganismi, noto come "quorum sensing". Nella cavità orale umana, circa 700 specie di batteri si scambiano costantemente informazioni per coordinare le proprie azioni attraverso segnali chimici, in particolare le molecole di N-acil omoserina lattone (AHL).
Uno studio pubblicato sulla rivista npj Biofilms and Microbiomes ha dimostrato che, quando gli scienziati hanno utilizzato enzimi specifici chiamati lattonasi per interrompere la via di segnalazione AHL, la struttura della comunità batterica nella placca dentale è cambiata in modo significativo.
Questa interruzione della comunicazione permette ai batteri benefici di prosperare, sopprimendo al contempo la crescita dei batteri nocivi.
Il professore associato Mikael Elias, autore principale dello studio, paragona lo sviluppo della placca dentale alla successione di un ecosistema forestale. I primi "abitanti" a insediarsi sono solitamente specie innocue come lo Streptococcus.
Tuttavia, col tempo, specie più pericolose, che infestano la zona in una fase successiva dell'infestazione – spesso definite "gruppo rosso" e direttamente associate alla malattia parodontale – invaderanno la cavità orale e causeranno l'infezione.
Interrompendo i segnali di comunicazione, gli scienziati possono manipolare la placca in modo che rimanga in uno stato incontaminato e sano, anziché progredire in una lesione patologica.
Un'altra importante scoperta riguarda il ruolo cruciale dell'ossigeno in questo processo. I batteri presenti nell'area ricca di ossigeno (sopra il margine gengivale) creano segnali di comunicazione, mentre i batteri presenti nell'area povera di ossigeno (sotto le gengive) li ricevono.
Quando questo segnale viene bloccato, prevarranno i batteri benefici. Al contrario, se il segnale di comunicazione viene amplificato nell'ambiente povero di ossigeno sotto le gengive, i batteri patogeni prolifereranno.
Ciò dimostra che la posizione geografica all'interno della cavità orale influenza notevolmente la strategia di trattamento.
Questo approccio apre nuove prospettive nella medicina moderna: invece di "dichiarare guerra" ed eradicare tutti i batteri, i medici possono gestirli strategicamente per mantenere l'equilibrio microbico.
Il team di ricerca ritiene che questo metodo non sia applicabile solo all'odontoiatria, ma possa essere esteso anche ad altre malattie legate a squilibri del microbioma corporeo, e persino ad alcune forme di cancro.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/dot-pha-phuong-phap-chua-viem-nuou-khong-tieu-diet-loi-khuan-post1083476.vnp








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