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Via dei Libri: il cuore culturale della città

"Una stanza senza libri è come un corpo senza anima", disse il filosofo Marco Tullio Cicerone più di 2000 anni fa.

Báo Đà NẵngBáo Đà Nẵng08/02/2026

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Via dei Libri di Ho Chi Minh City. Foto: Materiale d'archivio.

Una città – o, più in generale, una località – che non ha spazio per i libri e la conoscenza è come una comunità che non ha ancora trovato il proprio centro spirituale.

Una città può avere ampi viali, vivaci quartieri commerciali e moderni grattacieli; ma senza un centro culturale – un luogo in cui preservare, trasmettere e rivitalizzare la memoria storica e culturale di quel territorio – tale sviluppo rischia facilmente di rimanere superficiale, privo di profondità.

In questo contesto, la creazione di strade/quartieri del libro non dovrebbe essere vista semplicemente come un progetto di riqualificazione urbana o un'attività di promozione della lettura basata sul movimento, ma dovrebbe essere collocata nella sua giusta posizione: un centro di convergenza dei valori storici e culturali e di flusso del sapere di un luogo.

I libri: veicolo di conoscenza e segno di sviluppo

In definitiva, i libri rappresentano la forma più duratura di memoria umana. In ogni libro – di storia, di geografia, di memorie, di ricerca, di folklore o di cronaca – non si trovano solo informazioni fattuali, ma anche un modo per una comunità di riflettere su se stessa: i valori preservati, gli insegnamenti tramandati di generazione in generazione.

In particolare, i documenti locali – dai registri geografici, alle storie dei villaggi, alle genealogie familiari, alle cronache urbane, fino alle ricerche su cultura, architettura e credenze – costituiscono gli "archivi spirituali" di una regione.

Senza queste basi, ogni strategia di sviluppo – sia essa economica , turistica o legata alle industrie creative – manca del capitale intellettuale necessario per essere attuata. Al contrario, una località che investe nella conservazione, pubblicazione e valorizzazione del proprio patrimonio di conoscenze godrà di un vantaggio competitivo in termini di sviluppo sostenibile.

La storia europea è stata testimone della straordinaria vicenda della Fiera del Libro di Francoforte – attualmente la più grande fiera del libro al mondo – che ha avuto un impatto non solo sull'industria editoriale, ma anche sulla diplomazia , sulle relazioni internazionali e sulla diplomazia culturale delle principali nazioni.

Le prime testimonianze indicano che Francoforte era un centro commerciale fin dall'XI secolo e, verso la metà del XII secolo, il formato della "fiera" era ormai chiaramente affermato.

È sorprendente come, persino prima dell'era di Gutenberg, quando la tecnologia della stampa non era ancora stata inventata, lo scambio di manoscritti fosse fiorente in questa città. La posizione attuale di Francoforte non è casuale. È un luogo di convergenza di importanti rotte commerciali terrestri e fluviali, nonché un centro nevralgico per la diffusione delle idee europee.

A partire dal XV secolo, la Fiera del Libro di Francoforte è diventata gradualmente uno specchio che riflette la storia dell'editoria europea: dal Medioevo al Rinascimento, dall'Illuminismo all'età moderna.

Inizialmente, le fiere del libro rappresentavano l'unico spazio legittimo per la compravendita di libri, luogo d'incontro periodico tra commercianti ed editori. Gradualmente, con lo sviluppo del mercato e della tecnologia, le fiere del libro si sono trasformate dal commercio di edizioni al commercio di diritti d'autore, per poi trascendere la loro funzione puramente commerciale e diventare centri di scambio di informazioni, di definizione delle tendenze, di creazione di progetti e di manifestazione del soft power culturale delle nazioni nell'era moderna.

L'aspetto fondamentale non è solo la portata o la dimensione internazionale della Fiera del Libro di Francoforte, ma un principio profondo: laddove i libri sono posti al centro del commercio e del dialogo, si crea un flusso vibrante di conoscenza e di vita culturale.

Fiere del libro, strade del libro o spazi dedicati al libro, siano essi internazionali o locali, possono tutti diventare "punti di incontro" se creati con lo spirito giusto.

Pertanto, i libri non sono solo depositari di conoscenza, ma anche veicoli di essa. Una regione con un vivace panorama librario è anche un luogo in cui diverse correnti di pensiero, di erudizione e di creatività si incontrano e si confrontano. Questo scambio è un indicatore cruciale del suo potenziale di sviluppo.

Book Street: un simbolo fisico dell'identità culturale locale.

Negli ultimi anni, il numero di fiere del libro, eventi letterari e seminari sulla cultura della lettura è aumentato rapidamente nel paese. Ciò dimostra una chiara esigenza e un grande potenziale. Tuttavia, se queste attività rimangono sporadiche, frammentate e prive di uno spazio fisso e simbolico, il loro impatto a lungo termine sarà limitato.

Pertanto, le vie dei libri dovrebbero essere concepite come un simbolo fisico della politica volta a sviluppare la cultura della lettura e a preservare l'identità culturale. Non si tratta solo di luoghi dove vendere libri, ma di spazi in cui residenti e turisti possono "toccare" la storia e la cultura locale attraverso libri, immagini, manufatti e attività interattive.

Una via dei libri ben progettata può diventare un punto d'incontro familiare per la comunità: uno spazio per mostre di libri e documenti, dibattiti accademici, incontri tra autori e lettori, seminari tematici, nonché attività commerciali legate a libri e articoli culturali o fiere del libro periodiche. Lì, i libri non restano semplicemente sugli scaffali; prendono vita e partecipano al dialogo sociale.

Affinché una via dei libri diventi davvero il "cuore pulsante" della cultura, è necessaria una struttura più integrata. Un suggerimento fondamentale è quello di collegare la via dei libri con i musei locali, dove i libri rivestono un ruolo centrale.

Ogni località dovrebbe adottare una politica per la creazione e la raccolta di una biblioteca locale di materiali di consultazione: tra cui opere di ricerca, libri di storia, cultura, geografia, memorie e letteratura relativi a quella regione.

Questa collezione di libri viene conservata ed esposta, e riportata in vita attraverso la ristampa, la presentazione di nuove edizioni e soprattutto attraverso dibattiti e seminari che si tengono proprio nello spazio dedicato alla libreria.

Portare un museo del libro – o almeno uno spazio che metta in mostra la storia dei libri e dell'editoria locale – nel cuore della via dei libri creerebbe un forte polo culturale: passato, presente e futuro della conoscenza coesisterebbero. In questo modo, i libri non sarebbero più solo prodotti di consumo, ma diventerebbero un patrimonio vivente.

Il cuore della cultura della lettura urbana

Immaginate, in una città sviluppata, una biblioteca di quartiere situata nel cuore dell'ecosistema della cultura della lettura. Da lì, la conoscenza del passato si connette alle esigenze del presente e si alimenta l'ispirazione per le generazioni future.

La speranza più grande è che questo modello non si limiti a poche città, ma si diffonda in tutto il paese. Ogni località, grande o piccola che sia, ha la sua storia e i suoi aneddoti che meritano di essere raccontati, letti e discussi.

Le grandi città, grazie alle loro risorse e alla loro influenza, dovrebbero assumere un ruolo guida nella creazione di modelli esemplari di strade del libro, musei del libro e biblioteche di quartiere.

Pertanto, i valori storici e culturali custoditi nel sapere dei nostri antenati non saranno dimenticati, ma diventeranno il fondamento per la graduale costruzione di una cultura della lettura sostenibile per le generazioni future.

Tuttavia, in Vietnam, le strade e i quartieri dei libri sono stati realizzati solo ad Hanoi e Ho Chi Minh City.

Per Da Nang, una città giovane in rapida espansione lungo il fiume Han e il Mar Cinese Meridionale, la storia della via dei libri non è solo una proposta culturale, ma anche una sincera aspirazione a uno sviluppo profondo. Da Nang si sta affermando come una città moderna, dinamica e vivibile;

Ma per diventare una città con un'identità culturale sostenibile, dove le persone non vengano solo a vivere ma a stabilirsi permanentemente, ha bisogno di uno spazio in cui memoria storica, conoscenza locale e vita spirituale possano convergere.

Una via dei libri, collegata alla Biblioteca di documentazione Quang Nam - Da Nang e connessa a musei, siti storici e spazi pubblici, potrebbe diventare il "cuore culturale" da cui la città racconta la propria storia: agli abitanti di Da Nang di oggi, a coloro che vengono a viverci e alle generazioni future.

Lì, Da Nang viene ricordata non solo per i suoi splendidi ponti, le spiagge e il rapido sviluppo, ma anche come una città che apprezza la conoscenza, preserva i ricordi e pone i libri al centro della vita urbana.

Fonte: https://baodanang.vn/duong-sach-trai-tim-van-hoa-cua-thanh-pho-3323548.html


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