L'Unione Europea ha lanciato ufficialmente NanoIC, il più grande progetto pilota nel settore dei semiconduttori ai sensi del Chips Act, con sede presso il centro di ricerca IMEC di Lovanio, in Belgio. Con un investimento totale di 2,5 miliardi di euro, si tratta non solo di un polo di ricerca all'avanguardia, ma anche di una dichiarazione strategica da parte dell'Europa nella corsa globale ai semiconduttori.
NanoIC segna un passaggio dall'impegno politico a un'infrastruttura tecnologica concreta e potrebbe costituire la base per le ambizioni europee di sovranità nel settore dei semiconduttori nel prossimo decennio.
NanoIC è il primo impianto in Europa ad aver implementato la macchina per litografia ultravioletta (UVL) più avanzata, che consente lo sviluppo di chip al di sotto della soglia dei due nanometri, un elemento fondamentale per l'intelligenza artificiale, i veicoli autonomi, la sanità intelligente e la tecnologia mobile di nuova generazione. Ciò colloca l'UE in un segmento tecnologico attualmente dominato dagli Stati Uniti e da diversi paesi asiatici.
L'investimento congiunto della Commissione europea, del governo belga e dei partner industriali dimostra che l'Europa sta passando da un ruolo di consumatore di tecnologia a un'ambizione di dominare la catena di fornitura dei semiconduttori. Nel contesto di un'accelerazione dei pacchetti di aiuti statunitensi e di forti investimenti cinesi volti all'autosufficienza tecnologica, NanoIC è considerato un passo cruciale per l'UE al fine di trattenere i talenti, attrarre investimenti e ridurre la dipendenza strategica.
Il modello ad accesso aperto del centro consente a startup, piccole e medie imprese e grandi aziende di testare la tecnologia su scala quasi industriale prima della produzione di massa. È questo che distingue l'Europa: sfruttare i propri punti di forza nella ricerca per colmare il divario tra il laboratorio e la fabbrica.
Gli analisti ritengono che, se progetti pilota come NanoIC venissero implementati in concomitanza con politiche industriali e finanziarie adeguate, l'Europa potrebbe rafforzare la propria posizione nella catena di approvvigionamento globale e competere in modo più efficace con Stati Uniti e Cina. Tuttavia, permangono sfide significative, che vanno dai costi di investimento e dalla velocità di commercializzazione alla competizione geopolitica.
Fonte: https://vtv.vn/eu-tang-toc-dua-ban-dan-voi-my-va-trung-quoc-100260210200754481.htm









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