Lungo le autostrade europee, così come nelle principali aree commerciali e urbane, i gestori delle stazioni di ricarica sono impegnati in una corsa contro il tempo per installare punti di ricarica ultraveloci, con l'obiettivo di rendere la ricarica dei veicoli elettrici comoda quanto il rifornimento di carburante entro il 2030.
Le ultime statistiche dell'Osservatorio europeo sui combustibili alternativi (EAFO) mostrano che la regione dispone attualmente di circa 1,2 milioni di punti di ricarica pubblici. Questo numero ha già superato l'obiettivo della Commissione europea (CE) di 1 milione di punti di ricarica entro il 2025. Tuttavia, per soddisfare la domanda nel prossimo decennio, Bruxelles ritiene che il numero di punti di ricarica debba quasi triplicare, arrivando a circa 3,5 milioni entro il 2030.
Le aziende del settore ritengono che questo obiettivo sia pienamente raggiungibile se gli Stati membri continueranno a mantenere l'attuale ritmo di investimento. Jean Gadrat, direttore marketing di Allego, uno dei maggiori operatori di reti di ricarica in Europa, ha affermato che il mercato sta entrando in un periodo di forte accelerazione.
Allego gestisce attualmente circa 35.000 punti di ricarica in Francia, Belgio, Germania e Paesi Bassi . L'azienda prevede di installarne altri 10.000 entro il 2030, concentrandosi sulle aree prive di infrastrutture, come il Nord Italia e la Spagna. Le nuove stazioni utilizzeranno principalmente la tecnologia di ricarica ultraveloce con una potenza compresa tra 150 kW e 400 kW, riducendo significativamente i tempi di ricarica.
Non solo Allego, ma anche molte altre aziende stanno intensificando gli investimenti nel segmento della ricarica ultraveloce. Questo è considerato un fattore chiave per convincere i consumatori a passare ai veicoli elettrici, soprattutto per i lunghi viaggi.

L'UE sta accelerando la costruzione di reti di ricarica per veicoli elettrici - Foto: Huong Giang (VNA)
Ionity Group, gestore di reti di ricarica supportato da numerose case automobilistiche europee, opera attualmente in 24 paesi. L'azienda punta ad aumentare il numero di punti di ricarica dagli attuali 6.100 a 13.000 entro il 2030. Secondo Aurélia Boscher, direttrice di Ionity per il mercato francese e la regione del Benelux (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo), molte delle nuove stazioni saranno dotate di tecnologia di ricarica con una potenza fino a 600 kW.
Nel frattempo, l'azienda francese Electra prevede di costruire altre 100 stazioni di ricarica ultraveloce entro il 2026 in 10 paesi europei, portando il numero totale di stazioni operative a 300. Il passo successivo è quello di installare circa altre 300 stazioni entro il 2027, principalmente in Germania e nei Paesi Bassi.
Secondo gli operatori, l'obiettivo non è solo quello di servire i viaggi transeuropei, ma anche di soddisfare le esigenze quotidiane in centri commerciali, hotel e zone residenziali. Grazie alle nuove tecnologie di ricarica, molti veicoli possono essere ricaricati completamente in 10-20 minuti, riducendo significativamente i tempi di attesa rispetto al passato.
Tuttavia, la rete di ricarica ultraveloce rimane piuttosto limitata. Secondo EAFO, i punti di ricarica con una potenza superiore a 150 kW rappresentano attualmente solo l'11,4% circa di tutti i punti di ricarica pubblici in Europa. Per questo motivo, nei prossimi anni gli operatori concentreranno le proprie risorse su questo segmento.
L'espansione delle infrastrutture mira anche a soddisfare le nuove normative dell'Unione Europea (UE). In base al Regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), gli Stati membri dovranno garantire la presenza di almeno una stazione di ricarica ogni 60 km lungo la rete di trasporto transeuropea a partire dal 2026.
Attualmente, questo obiettivo è stato ampiamente raggiunto nei Paesi Bassi, in Germania, Francia, Belgio, nei paesi nordici e in alcune regioni d'Italia. Anche la Spagna sta rapidamente colmando il divario. Tuttavia, la Polonia e molti paesi dell'Europa orientale sono ancora indietro a causa della lentezza degli investimenti.
Oltre alle differenze nei livelli di sviluppo economico, le imprese ritengono che anche gli ostacoli amministrativi contribuiscano alla disomogenea diffusione delle infrastrutture di ricarica nei vari Paesi. Uno dei problemi principali è rappresentato dai tempi necessari per collegare le stazioni di ricarica alla rete elettrica nazionale.
In Francia, grazie a un sistema di gestione centralizzato e a procedure semplificate, l'allacciamento alla rete richiede in genere dai 6 ai 12 mesi. In Spagna, invece, le imprese devono ottenere i permessi di costruzione prima di poter richiedere l'allacciamento alla rete, il che può allungare i tempi di realizzazione fino a tre anni.
Anche in Germania la situazione è piuttosto complessa, poiché la rete di distribuzione dell'energia elettrica è gestita da centinaia di enti locali diversi. Ogni progetto deve collaborare con un distributore differente, il che aumenta significativamente i tempi e i costi di realizzazione.
Nonostante le sfide ancora da affrontare, gli esperti ritengono che la rapida espansione delle reti di ricarica pubbliche sia un prerequisito fondamentale affinché l'Europa raggiunga i suoi obiettivi climatici e promuova l'adozione dei veicoli elettrici. Con le vendite di veicoli elettrici in continua crescita e le normative sulle emissioni sempre più stringenti, si prevede che la corsa alla costruzione di infrastrutture di ricarica accelererà significativamente nei prossimi anni.
Fonte: https://vtv.vn/eu-tang-toc-xay-dung-mang-luoi-sac-xe-dien-100260611093444959.htm










