Nello specifico, i prezzi del petrolio WTI sono scesi di quasi il 4,4% rispetto alla settimana precedente, attestandosi a 57,4 dollari al barile; anche i prezzi del petrolio Brent sono calati, raggiungendo i 61,1 dollari al barile, con una diminuzione di oltre il 4,1%.

Gli ultimi rapporti dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e dell'Agenzia statunitense per l'Informazione Energetica (EIA) evidenziano tutti il crescente e sempre più evidente squilibrio tra domanda e offerta.
Nel suo rapporto di dicembre, l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) ha leggermente rivisto al ribasso le previsioni sull'eccedenza di petrolio per il 2026, portandole a 3,84 milioni di barili al giorno. Tuttavia, questo livello equivale ancora a quasi il 4% della domanda globale, una percentuale considerata molto elevata rispetto ai periodi precedenti.
Nel frattempo, l'AIE ha sottolineato che l'offerta proveniente da paesi esterni all'OPEC+, in particolare dagli Stati Uniti e dalle Americhe, continua a crescere più rapidamente della domanda.
In Asia, la tendenza al ribasso dei prezzi è ancora più marcata, poiché gli acquirenti richiedono sconti sempre maggiori rispetto al prezzo di riferimento del Brent. L'intensa concorrenza da parte di paesi come Russia, Iran, Venezuela e Medio Oriente ha costretto l'Arabia Saudita ad abbassare il prezzo di vendita ufficiale al mercato asiatico al livello più basso degli ultimi anni.
Considerata la persistente situazione di eccesso di offerta, la Borsa merci vietnamita (MXV) ritiene che i prezzi mondiali del petrolio questa settimana continueranno probabilmente a subire pressioni al ribasso o a oscillare su livelli bassi, mentre lo squilibrio tra domanda e offerta rimarrà il fattore dominante che influenzerà il sentiment di mercato.
Fonte: https://baogialai.com.vn/gia-dau-the-gioi-giam-hon-4-trong-tuan-qua-post574998.html








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