Valori sostenibili

Il Tet Nguyen Dan (Capodanno Lunare) è un periodo sacro in cui i cuori delle persone si armonizzano con il ritmo della natura, intraprendendo il viaggio di ritorno a casa più significativo: rendere omaggio agli antenati, rafforzare i legami familiari e connettersi con la natura e con ogni cosa. Il filo conduttore che lo attraversa, creando l'anima del Tet, è la gratitudine. Per i vietnamiti, gli antenati non se ne vanno mai veramente, ma vivono per sempre nei loro cuori, nel sangue stesso che scorre nelle loro vene. Forse nessuna immagine è più bella e toccante di quella di un padre che pulisce meticolosamente ogni oggetto sull'altare ancestrale, per poi accendere un profumato bastoncino d'incenso la sera di Capodanno. Quel bastoncino d'incenso è come un filo invisibile che collega il passato al presente, sussurrandoci che non siamo soli in questa vita. Siamo un anello di una stirpe ininterrotta, portando con noi l'orgoglio e le speranze dei nostri antenati. Il principio di "bere acqua e ricordare la fonte" offre una forza sottile ma duratura, aiutando ogni persona a essere più salda e serena in mezzo alle tempeste e alle preoccupazioni della vita quotidiana.

Dopo il rispettoso inchino agli antenati, il Tet è anche un caloroso "punto di sosta" per ognuno, un'occasione per riconnettersi con chi gli sta intorno. Nella frenesia della vita quotidiana, a volte ci lasciamo assorbire dalla ricerca di un avanzamento di carriera, trascurando inavvertitamente i volti dei nostri cari. Il Tet è il momento per lenire le anime stanche. La riunione familiare in questo periodo non si limita a un pasto abbondante, ma significa anche lasciar andare i rancori e le pressioni della fama e della fortuna. Nel momento in cui tutta la famiglia si riunisce attorno alla pentola di tteokbokki (dolcetti di riso glutinoso), il calore del fuoco scoppiettante non solo cuoce il riso, ma colma anche le distanze e sana le ferite causate dalla frenesia della vita di tutti i giorni. Il Tet, quindi, è un vero ritorno a casa: un ritorno all'abbraccio dei genitori e alla pace interiore.

Per i vietnamiti, il Capodanno lunare è un momento in cui i membri della famiglia si riuniscono e condividono la gioia del ricongiungimento. Foto: Khanh Hoa / VNA

Oltre alla gioia delle riunioni familiari, il Tet (Capodanno vietnamita) apre anche una sacra connessione tra l'umanità e il mondo naturale. Contemplando i vibranti fiori di pesco, i dorati fiori di albicocco o i delicati germogli, sentiamo improvvisamente un'ondata di nuova energia vitale sorgere dentro di noi. Questa connessione ci ricorda di custodire ogni momento della vita e di nutrire la speranza in un futuro migliore. Non importa quanto moderna diventi la società, non importa quanto semplificato sia il modo in cui si celebra il Tet, la gratitudine e l'amore rimangono le correnti sotterranee che impediscono all'identità vietnamita di essere diluita dal flusso della vita. Il Tet è un'opportunità per coltivare la gentilezza, accumulare energia e poi proseguire con fiducia il nostro cammino individuale.

Paradossi nella vita moderna

Nel panorama sociale in continua evoluzione, questa bellezza culturale si trova ad affrontare duri paradossi. L'ascesa delle connessioni virtuali sta impoverendo i legami familiari nella vita reale. Mai prima d'ora gli auguri di Capodanno sono stati diffusi con tanta facilità. Messaggi impersonali, inviati in massa e copiati, hanno inavvertitamente ucciso il calore degli sguardi e delle sincere strette di mano. Stiamo sprofondando in uno stato di "solitudine nella connessione", un male moderno che erode la sacralità del ricongiungimento. Persino in cucine o salotti pieni di gente, prevale il silenzio, poiché ognuno è assorto nel proprio mondo attraverso lo schermo del cellulare. Il Tet, invece di essere un ricongiungimento, è diventato un insieme di silenzi frammentati di sconosciuti seduti uno accanto all'altro.

Un altro paradosso è legato all'abbondanza materiale che porta all'intorpidimento emotivo. In passato, celebrare il Tet (Capodanno lunare) era un privilegio di chi viveva in condizioni di scarsità, dove ogni piatto delizioso rappresentava il culmine di una lunga attesa. Oggi, con l'abbondanza diventata la norma, il concetto di "prepararsi al Tet" ha perso il suo entusiasmo originario. Quando i valori culturali vengono commercializzati in comodi pacchetti di servizi, attività personali come preparare i banh chung (dolcetti di riso tradizionali) o decorare la casa vengono improvvisamente considerate "un peso". Stiamo consumando il Tet invece di viverlo veramente. Quando tutto può essere valutato in denaro, i valori spirituali si riducono a valori di scambio, trasformando la gioia del ricongiungimento in una "stanchezza da Tet", una conseguenza inevitabile quando i rituali vengono visti come un fardello anziché come una fonte di piacere.

La conseguenza è una disconnessione generazionale, una profonda frattura che oscura il vero spirito del Tet. Mentre la generazione più anziana considerava il Tet un rituale solenne, la Generazione Z e la Generazione Alpha lo interpretano come espressione di libertà personale e bisogno di emancipazione. La pressione di domande insensibili su reddito, famiglia e pregiudizi obsoleti ha inavvertitamente allontanato i giovani dalle proprie radici. Invece di trovare rifugio, si sentono giudicati. Una volta che il Tet si trasforma in una stressante "lista di cose da fare" anziché in uno spazio di riflessione, lo spirito della festività svanirà.

Far rivivere lo spirito del Tet nell'era contemporanea.

Per evitare che il patrimonio culturale diventi un peso chiamato "responsabilità", abbiamo bisogno di un netto cambiamento di mentalità, passando dal "celebrare il Tet" al "godersi il Tet". Trasformiamo il Tet in uno spazio per creare esperienze familiari: quando i bambini piccoli sistemano un vaso di fiori o imparano a preparare un vassoio di frutta, la cultura non sarà più solo un'arida lezione, ma diventerà parte integrante e naturale della loro identità. Il Tet, quindi, si presenterà come un privilegio per coltivare l'anima, anziché come un rituale esterno obbligatorio.

Il Tet, il Capodanno lunare, è un periodo che i bambini aspettano sempre con impazienza. Foto: Khanh Hoa/TTXVN

La vitalità del Tet moderno risiede anche nella capacità di creare "zone verdi libere dalla tecnologia". Questa è una soluzione a una nuova "abitudine superata" dell'era digitale: le connessioni virtuali che impoveriscono i legami familiari reali. In un mondo in cui la presenza fisica è frammentata dagli schermi, il coraggio di mettere da parte il telefono è il dono più prezioso e importante. Il vero spirito del Tet non risiede nelle foto glamour "decorate" sui social media, ma si cela nelle risate gioiose nel ricordare vecchi tempi, o nel rispettoso silenzio davanti all'altare ancestrale. Solo liberandosi dal controllo degli algoritmi le persone possono davvero sentire il battito del cuore della primavera che scorre nelle loro vene. Questo è un viaggio di "ritorno a casa, nel luogo", dove i legami familiari sono riscaldati da sguardi autentici anziché da emoji senz'anima o saluti copiati in massa.

Sebbene i ritmi frenetici della vita moderna abbiano semplificato molti rituali, il pasto del Tet (Capodanno lunare) deve rimanere un saldo "ultimo baluardo dell'identità". Non è semplicemente un pasto, ma un vibrante museo culinario , che custodisce il "codice" dei sapori tramandato di generazione in generazione da nonne e madri. Ogni piatto racchiude una sottile filosofia di vita: la torta di riso glutinoso (Banh Chung) rappresenta l'armonia tra l'umanità e la natura, la zuppa di melone amaro incarna la speranza di un futuro radioso dopo le difficoltà. Nella vita contemporanea, il pasto può essere semplificato nelle quantità per adattarsi a uno stile di vita sano, ma deve essere arricchito nel suo "spirito". Questo "spirito" risiede nella convivialità, dove gli anziani raccontano vecchie storie, i giovani condividono i progetti per il futuro, trasformando il pasto in una celebrazione di gratitudine e di unione familiare.

La missione di far rivivere lo "spirito del Tet" si fonda sulle spalle degli "ambasciatori culturali" familiari, coloro che mantengono viva la fiamma attraverso la tolleranza e l'apertura mentale. Gli adulti devono incoraggiare i giovani a ridefinire il Tet, abbracciando la loro creatività come nuova fonte di vitalità. Un viaggio alla scoperta di siti storici o un progetto di beneficenza di fine anno possono incarnare appieno lo spirito del Tet se basati sulla compassione e sulla condivisione. Quando pratichiamo con discrezione piccole usanze, dalla tradizione di chiedere una calligrafia di buon auspicio all'inizio dell'anno allo scambio di auguri di Capodanno con sinceri desideri anziché calcolando il valore delle buste, il puro spirito del Tet riemergerà naturalmente, delicato e profondo, nel ritmo contemporaneo. Preservare lo "spirito del Tet" nella vita moderna è essenzialmente un percorso personale volto a proteggere gli aspetti più umani e quintessenziali di ogni persona vietnamita.

    Fonte: https://www.qdnd.vn/van-hoa/doi-song/giu-hon-tet-giua-nhip-song-hien-dai-1026616