Prof. Dr. Vu Minh Giang - Vicepresidente dell'Associazione vietnamita di scienze storiche, Presidente del Consiglio per la scienza e la formazione, Università nazionale del Vietnam, Hanoi

Il professor Vu Minh Giang, vicepresidente dell'Associazione vietnamita di scienze storiche e presidente del Consiglio per la scienza e la formazione dell'Università nazionale del Vietnam di Hanoi, ha analizzato un approccio dinamico alla conservazione, che garantisce non solo la preservazione del passato, ma anche il suo continuo sviluppo e la valorizzazione dell'identità accademica della capitale. Nella moderna filosofia della conservazione, il patrimonio acquisisce significato solo quando è connesso alla vita umana e alle attività sociali in corso. Ciò è particolarmente vero per il patrimonio universitario, dove l'essenza stessa del patrimonio risiede nella trasmissione della conoscenza.

Nello sviluppo delle università moderne, la questione della conservazione del patrimonio non si limita più alla mera preservazione della memoria, ma esige un livello superiore: come garantire che il patrimonio continui a "vivere", a partecipare al processo di creazione della conoscenza e a nutrire le generazioni future. Trasformare spazi accademici ricchi di storia in musei, senza un'attenta pianificazione, può inavvertitamente sminuire il vero valore del patrimonio, sconvolgere l'ecosistema accademico esistente e persino impoverire la vita culturale urbana.

L'edificio al numero 19 di Le Thanh Tong Street, immagine simbolica dell'Università Nazionale del Vietnam di Hanoi, è stato raffigurato su cartoline e francobolli emessi dalla VNPT nel 2019 (Foto: Bui Tuan).

Dal punto di vista di uno storico profondamente coinvolto nella storia dell'istruzione superiore vietnamita, il professor Vu Minh Giang, vicepresidente dell'Associazione vietnamita di scienze storiche, presidente del Consiglio per la scienza e la formazione dell'Università nazionale di Hanoi e membro del Consiglio nazionale per il patrimonio culturale, ha condiviso le sue riflessioni su come affrontare la conservazione del patrimonio in modo da connettere il passato con la vita, dove il passato non è confinato in spazi espositivi statici, ma diventa una risorsa viva per il presente e il futuro.

Nell'evoluzione delle università moderne, la conservazione del patrimonio non si limita più alla semplice conservazione di manufatti o spazi architettonici come in un museo statico. Secondo il professor Vu Minh Giang, le università più prestigiose del mondo hanno optato per un modello di "conservazione dinamica", in cui il patrimonio viene mantenuto all'interno della vita accademica in corso.

Questo approccio permette agli edifici storici di continuare a fungere da spazi per la formazione, la ricerca, lo scambio intellettuale e le attività accademiche. Di conseguenza, il patrimonio non rimane confinato al passato, ma diventa una risorsa viva, alimentando lo spirito accademico e ispirando le generazioni future.

Da una prospettiva storico-educativa, questo modello riflette un principio importante: il valore del patrimonio di un'università non risiede solo nella sua architettura o nei suoi manufatti, ma nella vita intellettuale che un tempo si svolgeva e continua ancora oggi in quello spazio. Solo quando il patrimonio rimane connesso alle persone, alla ricerca, all'insegnamento, al dialogo accademico e ai rituali accademici, esso realizza appieno il suo significato.

Il rischio di danneggiare un sito di interesse storico-artistico.

Da questa prospettiva, il professor Vu Minh Giang ritiene che trasformare uno spazio universitario ricco di tradizione in un museo richieda un'attenta riflessione. Se affrontato unicamente dal punto di vista di un allestimento espositivo statico, il processo di "musealizzazione" potrebbe inavvertitamente sminuire il vero valore del patrimonio, rischiando persino di distruggerlo.

All'interno del complesso edilizio si trovano aule universitarie con file di banchi e sedie conservati nella loro configurazione originale, legate a generazioni di studenti, tra cui personalità di spicco. Persino l'aula magna (ora intitolata a Nguy Nhu Kon Tum) fu sede della cerimonia di inaugurazione alla quale partecipò il Presidente Ho Chi Minh poco dopo l'indipendenza del Paese. Se questo edificio venisse trasformato in un museo e spazio espositivo, le aule dovrebbero certamente essere ristrutturate e banchi e sedie spostati per fare spazio alle mostre... Ciò comporterebbe inavvertitamente la perdita di una parte estremamente importante del patrimonio, con il rischio di danneggiare un sito storico.

Una lezione nella grande aula magna (ora auditorium Nguy Nhu Kon Tum) al numero 19 di Le Thanh Tong Street.
I neolaureati con dottorato di ricerca alla cerimonia di consegna dei diplomi presso il civico 19 di Le Thanh Tong Street (Foto: Bui Tuan)

Secondo il professor Vu Minh Giang, non esistono praticamente musei universitari generici in nessuna parte del mondo, perché ogni università ha la sua storia. Le università di lunga tradizione conservano spazi iconici come parte integrante del loro ecosistema universitario, espandendosi al contempo in nuove aree di sviluppo in altre località.

La musealizzazione può degradare l'ecosistema accademico.

Da una prospettiva più ampia, il professor Vu Minh Giang sostiene che la pura "musealizzazione" di uno spazio universitario potrebbe portare a una conseguenza più grave: l'indebolimento dell'ecosistema accademico esistente.

Un'università non è composta solo da aule o uffici amministrativi, ma anche dalla rete di relazioni intellettuali tra docenti, studenti, scienziati, ex-alunni e la comunità in generale. Sono le attività accademiche, lo scambio intellettuale e i rituali universitari a dare vita a quello spazio.

Se questi elementi vengono separati dal loro contesto storico, il valore del patrimonio si riduce drasticamente. Il patrimonio cessa quindi di essere parte integrante della vita intellettuale e diventa oggetto di osservazione esterna.