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Controllare il potere, stroncare la corruzione alla radice.

Grazie alla lotta "senza zone proibite, senza eccezioni", il contrasto alla corruzione, agli sprechi e alle pratiche scorrette ha portato a cambiamenti sostanziali, rafforzato la fiducia e inasprito la disciplina.

Báo Tin TứcBáo Tin Tức02/05/2026

Didascalia della foto
Il Segretario Generale e Presidente To Lam, a capo del Comitato Direttivo Centrale per la Lotta alla Corruzione, agli Sprechi e ai Fenomeni Negativi, interviene alla riunione del Comitato Permanente del Comitato Direttivo Centrale per la Lotta alla Corruzione, agli Sprechi e ai Fenomeni Negativi il 18 marzo 2026. (Foto: An Dang/TTXVN)

Ora, però, entrando in una nuova fase, l'esigenza di uno sviluppo rapido e sostenibile richiede un nuovo approccio che non solo affronti i problemi in modo rigoroso, ma li prevenga alla radice e protegga coloro che osano pensare e agire, liberando risorse per lo sviluppo nazionale.

Vent'anni di coerente attuazione della Risoluzione del III Plenum del X Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam hanno dimostrato che la lotta contro la corruzione, gli sprechi e i fenomeni negativi è passata dalla semplice sensibilizzazione all'azione, dall'approccio al metodo di gestione, con risultati chiari, concreti e misurabili. Mentre nelle fasi iniziali si riscontravano difficoltà nel provare gli atti di corruzione, nell'individuare le motivazioni di tornaconto personale e nel recuperare i beni sottratti, i processi di individuazione, indagine, perseguimento e processo sono diventati sempre più sistematici, coordinati ed efficaci. Molti casi di grande portata, particolarmente gravi e complessi, in settori sensibili come quello fondiario, finanziario, bancario, dei titoli, sanitario e dell'istruzione, sono stati gestiti con rigore, confermando chiaramente il principio "nessuna zona proibita, nessuna eccezione".

Uno sviluppo significativo è il rafforzamento della disciplina e dell'ordine all'interno del Partito e il consolidamento del controllo del potere. Per la prima volta, il Partito ha emanato cinque regolamenti sul controllo del potere e sulla prevenzione e lotta alla corruzione e alle pratiche scorrette in materia di personale; di ispezione, supervisione e applicazione delle norme disciplinari da parte del Partito; di indagine, perseguimento, processo ed esecuzione delle sentenze; ​​di attività legislativa; e di gestione e utilizzo delle finanze e dei beni pubblici.

Non si tratta solo di singole normative; esse costituiscono un sistema di "barriere" sempre più rigoroso, volto a prevenire i problemi in anticipo e a distanza, contribuendo al mantenimento della stabilità politica , alla promozione dello sviluppo socio-economico e al rafforzamento della fiducia pubblica.

Anche nella gestione dei casi l'approccio si è evoluto. Da un'enfasi primaria su pene severe, si è passati a una combinazione di "rigore, umanità e persuasione". Classificare e differenziare i trasgressori, dimostrare chiaramente le loro motivazioni di lucro personale e incoraggiare i trasgressori a porre rimedio in modo proattivo alle conseguenze ha contribuito a migliorare il recupero dei beni e a ridurre le perdite per lo Stato.

Un altro cambiamento significativo è la forte diffusione dell'influenza dal livello centrale a quello locale. L'istituzione di comitati direttivi a livello provinciale ha superato la situazione di "forte potere in cima e debole potere in fondo", creando sinergia in tutto il sistema. L'esperienza dimostra che laddove i comitati e i dirigenti del Partito sono decisi ed esemplari, si registrano cambiamenti evidenti e risultati positivi e tangibili. Allo stesso tempo, la politica di processare in contumacia i latitanti fuggiti all'estero dimostra chiaramente la determinazione a impedire ai criminali di sottrarsi alla giustizia, aumentando la deterrenza e gli avvertimenti.

Oltre alla lotta alla corruzione, anche la lotta agli sprechi riveste pari importanza. Ne è un chiaro esempio la politica di risoluzione decisa dei 12 progetti del Ministero dell'Industria e del Commercio che registrano perdite da tempo e non raggiungono i risultati sperati.

Sulla base di tale esperienza, il Politburo ha recentemente pubblicato numerosi documenti e conclusioni volti a risolvere gli ostacoli ai progetti, in particolare quelli relativi al territorio. In particolare, l'obbligo di completare la revisione e la gestione dei progetti in ritardo entro il secondo trimestre del 2026, assegnando responsabilità specifiche a ciascuna località, dimostra chiaramente lo spirito del "contatto con i fatti", definendo con precisione "indirizzamento, responsabilità e scadenza", evitando l'immobilizzazione delle risorse e perseguendo con determinazione l'obiettivo di una crescita a doppia cifra nel prossimo periodo.

Questi risultati dimostrano che la lotta contro la corruzione, gli sprechi e le pratiche negative, intrapresa negli ultimi vent'anni, è diventata un punto culminante del lavoro di costruzione e risanamento del Partito. Tuttavia, entrando in una nuova fase, le esigenze non si esauriscono qui. Il Paese si è posto l'obiettivo di una crescita elevata e sostenibile, puntando a diventare una nazione sviluppata e ad alto reddito entro il 2045. Pertanto, non si tratta solo di continuare a "fare pulizia", ​​ma anche di perseguire l'obiettivo dello sviluppo socio-economico .

Pertanto, la Risoluzione n. 04-NQ/TW del Secondo Plenum del XIV Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam ha stabilito la necessità di "prevenire, controllare, scoraggiare e respingere con fermezza e perseveranza" la corruzione, gli sprechi e i fenomeni negativi, promuovendo al contempo lo sviluppo socio-economico al fine di raggiungere un obiettivo di crescita elevata e sostenibile. La lotta alla corruzione non è quindi solo un compito politico, ma anche una forza trainante per lo sviluppo.

Un'altra linea guida cruciale e rigorosa stabilita dal Comitato Centrale per la gestione delle violazioni è quella di agire "in modo rigoroso, tempestivo, umano e persuasivo", tenendo conto anche del "contesto storico specifico" e basando le decisioni sull'efficacia politica, economica e sociale e sugli interessi nazionali. Questo approccio mira a proteggere gli innovatori e gli individui creativi che osano pensare e agire per il bene comune, evitando la situazione di "paura di commettere errori e quindi di non osare agire".

Nel contesto della scienza e della tecnologia, dell'innovazione e della trasformazione digitale quali forze trainanti centrali, il Comitato Centrale ha stabilito i requisiti per il perfezionamento del quadro giuridico al fine di affrontare adeguatamente i rischi oggettivi. La politica di esclusione o riduzione della responsabilità penale per i casi privi di fini di lucro e di mitigazione proattiva delle conseguenze è un passo necessario per incoraggiare l'innovazione, pur mantenendo una rigorosa disciplina.

In particolare, il Comitato Centrale ha deciso di passare con decisione da una strategia incentrata principalmente sulla "lotta" alla corruzione a una di "prevenzione alla radice", individuando quattro soluzioni chiave per affrontare il problema in modo "involontario", "impossibile", "senza timore" e "necessario". Si tratta di un approccio sistemico e globale volto ad affrontare le cause profonde. L'attenzione si concentra sul miglioramento delle istituzioni e delle leggi, sull'incremento della trasparenza, sul controllo del potere e sulla costruzione di una cultura di integrità in tutta la società. In particolare, la lotta agli sprechi richiede una svolta decisiva ed è un'esigenza urgente. Ciò implica non solo il risparmio sulle spese, ma anche la prevenzione dello spreco di risorse materiali, tempo e opportunità di sviluppo. La revisione e la risoluzione dei progetti bloccati e la rimozione degli ostacoli allo "sblocco delle risorse" direttamente collegate agli obiettivi di crescita rappresentano un approccio nuovo e concreto.

La Risoluzione 04 del Comitato Centrale sottolinea chiaramente il ruolo cruciale della leadership. I risultati pratici dimostrano che l'efficacia della prevenzione e della lotta alla corruzione dipende in larga misura dalla responsabilità e dall'integrità dei comitati di Partito, delle organizzazioni di Partito e dei dirigenti. Pertanto, non è sufficiente punire severamente coloro che permettono che si verifichino violazioni, ma è necessario anche disporre di meccanismi per proteggere e incoraggiare i dirigenti a individuare e gestire proattivamente le violazioni, tempestivamente e a distanza.

Un altro aspetto degno di nota è il metodo di implementazione. La risoluzione va oltre la semplice direttiva, concretizzandosi in 8 compiti chiave e 114 compiti specifici, ciascuno collegato a una chiara tabella di marcia, scadenza e risultati attesi. Ciò rappresenta un passo avanti nei metodi di leadership, garantendo che le politiche vengano messe in pratica ed evitando ambiguità e formalità.

È evidente che la lotta contro la corruzione, gli sprechi e le pratiche negative è entrata in una nuova fase di sviluppo. Questa fase prevede sia una lotta risoluta e perseverante, sia una prevenzione proattiva, sia la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo.

Sappiamo che combattere i "nemici interni" non è mai facile. Ma con la determinazione dimostrata sul campo, con approcci sempre più sistematici, scientifici e specifici, e con l'unità del popolo, abbiamo motivo di credere che questa lotta continuerà a conseguire risultati più concreti, contribuendo alla costruzione di un sistema di governo onesto, trasparente e moderno e di un Paese sviluppato in modo sostenibile.

Fonte: https://baotintuc.vn/thoi-su/kiem-soat-quyen-luc-chan-tham-nhung-tu-goc-20260502071014456.htm


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