Nel tentativo di dare supporto alla difesa, il centrocampista Lamine Camara si è lanciato all'indietro e, involontariamente, il suo intervento ha provocato un calcio di rigore per il Senegal. Dal dischetto, Tielemans non ha sbagliato, assicurando la vittoria per 3-2 e completando l'incredibile rimonta del Belgio al 120+5 minuto!
Dopo il fischio finale dell'arbitro Said Martinez, il centrocampista ventiduenne si è coperto il volto e le lacrime gli rigavano il viso. Nonostante gli abbracci e le parole di conforto dei compagni, capiva perfettamente che anche il più piccolo errore aveva vanificato tutti gli sforzi profusi dalla squadra fino a quel momento.
La dura realtà del calcio spesso si abbatte su chi si occupa della difesa. Un attaccante che sbaglia un'occasione da gol può sempre riprovarci. Ma quando un giocatore commette un errore in difesa, diventare il "cattivo" è quasi inevitabile! La tragedia è ancora più grande se si considera che per tutti gli 85 minuti del tempo regolamentare il Senegal è stata la squadra migliore, pressando gli avversari e conducendo per 2-0 contro il Belgio fino all'85° minuto.
Forse, per i belgi, il ricordo più vivido sarà quello del gol decisivo di Tielemans che ha qualificato la loro squadra ai Mondiali del 2026. Per i tifosi senegalesi, invece, sarà sicuramente indimenticabile l'immagine del giovane Camara quasi paralizzato sul campo, con le spalle scosse da un immenso dolore, subito dopo la fine della partita. E da qualche parte, ci sono ancora persone che comprendono il dolore di Camara, e gli auguriamo una pronta guarigione.
Dall'altra parte del campo, solo quattro anni fa, l'attaccante Lukaku – che aveva ridotto lo svantaggio del Belgio a 1-2 contro il Senegal – chinò la testa per la delusione e scoppiò in lacrime dopo essere stato uno dei responsabili dell'eliminazione del Belgio nella fase a gironi dei Mondiali del 2022. Per molto tempo dopo, rimase bersaglio di scherno in seguito alla sua "disastrosa" prestazione in Qatar.
Ma l'attaccante belga ha saputo asciugarsi le lacrime, ignorare i pettegolezzi, perseverare negli allenamenti, lavorare ancora più duramente per il suo club e aspettare il giorno in cui avrebbe potuto tornare per riscattarsi dagli errori del passato. E ci è riuscito, almeno finora, ai Mondiali del 2026.
Per Camara, la strada da percorrere è lunga, ma la speranza non è ancora del tutto svanita.
Asciugati le lacrime e alzati, Camara!
Fonte: https://baodanang.vn/lau-nuoc-mat-va-dung-len-thoi-3342786.html



























































