
"Linee guida"
C'è una domanda che i giornalisti di oggi si pongono continuamente: nella "giungla" di informazioni sui social media, dove si colloca la voce del giornalismo tradizionale? La risposta si riassume in due parole: "Identità".
Secondo il compagno Trinh Van Quyet, membro dell'Ufficio Politico , segretario del Comitato Centrale del Partito e capo del Dipartimento Centrale di Propaganda e Mobilitazione di Massa, il giornalismo rivoluzionario non è semplicemente un canale di informazione, ma parte integrante dell'ideologia e della cultura del Partito, a dimostrazione del suo impegno per gli interessi supremi della nazione.
Il giornalista Tran Duc, vicedirettore del quotidiano Border Guard, condivide la stessa opinione, affermando che nella vita reale l'"interesse nazionale" non è un concetto così astratto. Si manifesta quando un articolo tempestivo riflette le preoccupazioni delle persone colpite dalle alluvioni, quando i pescatori si esprimono in difesa della sovranità marittima, o quando vengono presentate analisi approfondite delle politiche fiscali che incidono sulle tasche dei lavoratori. Quando gli scrittori si mettono nei panni della gente, ogni riga di notizia non è più solo un insieme di parole prive di significato, ma diventa un'"anima" che connette il consenso sociale.
Viviamo in un'era di rapida evoluzione della tecnologia digitale e dell'intelligenza artificiale (IA). L'IA è in grado di sintetizzare dati in pochi secondi, redigere previsioni meteorologiche o risultati di partite di calcio con precisione millimetrica. Tuttavia, l'IA non può sostituire la prospettiva e la competenza di un giornalista riguardo alle situazioni reali.
Immaginate la scena di un incendio o un angolo di strada degradato in attesa di essere demolito. L'intelligenza artificiale può descrivere l'immagine, ma solo gli esseri umani possono sentire il calore del fuoco, il tremore nella voce dei testimoni e le lacrime di coloro che sono coinvolti... L'intelligenza artificiale non può avventurarsi nel pericolo per un ideale, né può empatizzare con la sofferenza dei suoi simili.
La giornalista Thu Hoa (VOV2, Radio Voce del Vietnam) ha affermato: "La tecnologia è un mezzo, ma il pensiero e l'etica sono il fine. Molti esperti hanno osservato che l'intelligenza artificiale apporta una nuova prospettiva al giornalismo, ma la creazione di "stile" e "umanità" rimane prerogativa degli esseri umani. Nell'era digitale, la sfida per i giornalisti non è competere con le macchine, ma competere per mantenere integrità, autenticità e profondità in ogni lavoro."

Un "filtro" affidabile in un mare di informazioni.
Il giornalista Tran Duc, vicedirettore del giornale della Guardia di Frontiera, ha offerto una prospettiva pratica: il giornalismo moderno deve assumere il ruolo di un "filtro" affidabile.
Quando una falsa voce si diffonde sui social media, scatenando il panico tra la popolazione, a chi si rivolgeranno le persone per verificarne la veridicità? È qui che il ruolo delle redazioni, dei giornalisti e dei redattori diventa cruciale. I giornalisti non sono solo narratori; devono essere guide informative e predittori. La mentalità del "scrivi quello che ti viene in mente" è superata. Al contrario, ogni articolo deve essere un prodotto intellettuale, in grado di offrire soluzioni costruttive e una prospettiva sfaccettata.
Il generale Nguyen Trong Nghia, membro del Politburo, segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam e capo del Dipartimento Politico Generale dell'Esercito Popolare del Vietnam, ha sottolineato: La stampa ha bisogno di coraggio e responsabilità nella critica sociale. La critica non consiste in condanne estreme, ma in una riflessione obiettiva volta a migliorare le politiche. È in questo contesto che i giornalisti mettono in luce le carenze nella gestione urbana, le lacune legislative che portano a corruzione, sprechi e pratiche negative. Per fare ciò, i giornalisti devono avere "mani pulite" per evitare le tentazioni e un "cuore generoso" per difendere ciò che è giusto.
La lotta contro il male e la corruzione non è mai facile; richiede sempre dedizione, a volte persino silenziosi sacrifici. Ma sono proprio questi articoli incisivi a dimostrare al meglio la resilienza del giornalismo rivoluzionario, una forza che è sempre stata al fianco della nazione nel vagliare il male e nel difendere i valori di "Verità, Bontà e Bellezza".
Ripensando ai 101 anni di storia del giornalismo rivoluzionario vietnamita, la stampa è sempre stata presente nei luoghi più difficili e importanti. Dai giornalisti e soldati caduti in battaglia, con le mani ancora strette alle macchine fotografiche, ai reporter di oggi che lavorano diligentemente al confine, sulle isole o nei laboratori all'avanguardia. "Il giornalismo rivoluzionario vietnamita è sempre stato tenace, leale e dedito al servizio della causa del Partito e del popolo. È stato un cammino non solo di rose, ma anche pieno di spine, alti e bassi", ha sottolineato il compagno Nguyen Trong Nghia.
La stampa si trova ad affrontare una nuova era. L'aspirazione a un Vietnam forte e prospero entro il 2045 non è più solo un obiettivo sulla carta, ma un imperativo che sgorga dal cuore di ogni cittadino. La stampa deve essere una forza trainante spirituale, una fiaccola che accenda la fede e risvegli la forza di oltre 100 milioni di compatrioti.
Il giornalismo rivoluzionario vietnamita, forte di una gloriosa tradizione e delle moderne tecnologie, si avvia con fiducia verso una nuova era. Indipendentemente dalla rapidità con cui si sviluppano la tecnologia e l'intelligenza artificiale, le opere giornalistiche che rispecchiano la vita reale, sono concrete e mettono al centro le persone, occuperanno sempre un posto speciale nel cuore dei lettori.
Fonte: https://baotintuc.vn/thoi-su/mat-sang-long-trong-soi-chieu-nhip-dap-thoi-dai-20260617085816827.htm









