"Ricercare e ampliare la struttura dell'Assemblea nazionale per includere rappresentanti delle persone con disabilità."
Durante un incontro con i rappresentanti del Comitato del Partito, del Governo e dei ministeri e agenzie centrali in merito all'attuazione delle politiche per le persone con disabilità, il Segretario Generale To Lam ha delineato la direzione da seguire: studiare e ampliare la struttura dell'Assemblea Nazionale per includere rappresentanti con disabilità. Tale contenuto si riflette nella Nota conclusiva n. 444, che sottolinea la necessità di migliorare le politiche al fine di responsabilizzare e ampliare le opportunità di partecipazione alla vita politica per le persone con disabilità.
Il Segretario Generale ha affermato che le persone con disabilità sono parte integrante della comunità nazionale e hanno il diritto di vedersi garantite condizioni di vita, istruzione, lavoro e partecipazione alla vita sociale come tutti gli altri cittadini. Prendersi cura delle persone con disabilità non è solo responsabilità del sistema politico, ma anche un segno distintivo di una società civile, un requisito intrinseco per lo sviluppo sostenibile e la garanzia dei diritti umani.
Di conseguenza, la direttiva del leader del Partito va oltre il semplice sostegno e richiede un cambio di approccio: da "assistenza sanitaria e sociale" a "inclusione sociale"; dalla mera protezione all'emancipazione, considerando le persone con disabilità come soggetti di sviluppo. A ciò si aggiunge la necessità di soluzioni globali per ridurre il numero di nuove persone con disabilità, prevenire il problema alla radice in modo proattivo e migliorare la qualità della popolazione e delle risorse umane.
L'assegnazione di compiti specifici alle agenzie dimostra una chiara determinazione politica: rivedere il sistema dei centri di sostegno all'istruzione inclusiva; sviluppare materiali didattici per bambini con disabilità visive e uditive; formare insegnanti di sostegno; ricercare meccanismi di incentivi fiscali, creditizi e sostegno alle startup; e costruire infrastrutture, trasporti, opere pubbliche e servizi pubblici online più accessibili alle persone con disabilità. In particolare, l'incarico affidato al Comitato del Partito dell'Assemblea Nazionale di studiare l'inclusione dei membri con disabilità nella struttura dell'Assemblea Nazionale apre la possibilità di istituzionalizzare la rappresentanza ai massimi livelli.
La Costituzione del 2013 afferma il diritto dei cittadini a partecipare alla gestione dello Stato e della società. La Legge del 2010 sulle persone con disabilità e i relativi documenti riconoscono il pieno diritto di voto e di candidarsi alle elezioni per le persone con disabilità. A livello internazionale, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, di cui il Vietnam è firmatario, richiede inoltre di garantire la piena ed effettiva partecipazione delle persone con disabilità alla vita politica.
Tuttavia, persiste un divario significativo tra i principi giuridici e la pratica. In Vietnam, attualmente, oltre 7 milioni di persone con disabilità rappresentano circa il 7% della popolazione, ma la loro presenza negli organi di potere statali rimane molto limitata. Nella 15ª legislatura dell'Assemblea Nazionale, su un totale di 500 delegati, solo 4 erano invalidi di guerra, che, secondo la normativa, sono considerati persone con disabilità, pari allo 0,8%.
Un sondaggio condotto nel 2022 dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in Vietnam ha mostrato che il 63% delle persone con disabilità desiderava candidarsi a una carica pubblica. Ciò indica una reale necessità di rappresentanza. Tuttavia, barriere psicologiche, mancanza di informazioni e accesso limitato rendono difficile la realizzazione di questo desiderio. Il pregiudizio è il primo ostacolo. Le donne in generale devono superare gli stereotipi sui ruoli di genere; le donne con disabilità si trovano ad affrontare ulteriori dubbi sulle proprie capacità.
Esistono anche barriere all'accessibilità. Molti seggi elettorali e uffici elettivi non dispongono di infrastrutture adeguate per le persone in sedia a rotelle; il materiale elettorale in Braille, nella lingua dei segni o in versioni elettroniche di facile utilizzo è limitato. Le campagne elettorali e il coinvolgimento degli elettori richiedono frequenti spostamenti e un rapido accesso alle informazioni, cosa che non tutte le donne con disabilità possono permettersi.
I fattori socioeconomici rappresentano un altro ostacolo significativo. Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro delle persone con disabilità è molto inferiore a quello delle persone senza disabilità; le donne con disabilità hanno maggiori probabilità di lavorare nel settore informale, di avere redditi precari e un accesso limitato alla sicurezza sociale. Quando i mezzi di sussistenza sono instabili, destinare risorse all'attività politica diventa una sfida importante.
Dal "ricevere sostegno" alla "politica autogestita"
Tuttavia, si registrano anche segnali positivi nella pratica. A Dong Thap, la signora Nguyen Thi Minh Tam, insegnante di matematica con disabilità motoria, è impegnata da molti anni nell'attivismo sociale e si è persino candidata a una carica elettiva, con la speranza di portare la voce della comunità nello spazio legislativo. A Can Tho, la signora Huynh Ngoc Hong Nhung, presidente dell'Associazione cittadina delle persone con disabilità, ha espresso la sua aspirazione ad affermare il diritto alla parità di partecipazione politica.
Nel campo della formazione professionale, il Center for Living Strength, fondato da Nguyen Cong Hung e attualmente diretto da Nguyen Thi Van, ha formato 2.000 studenti disabili e ne ha aiutati molti a trovare un impiego ogni anno. Tali modelli non solo contribuiscono a creare opportunità di sostentamento, ma promuovono anche l'autostima, le competenze e la resilienza sociale, elementi fondamentali per un'efficace partecipazione politica.

A livello più ampio, il Vietnam ha compiuto sforzi significativi per sostenere i gruppi vulnerabili attraverso programmi nazionali mirati come il 30a, il 135 e il Programma di sviluppo socio-economico per le minoranze etniche e le aree montuose per il periodo 2021-2030. Politiche come i programmi di istruzione preferenziali, il sostegno per i dispositivi di assistenza, la riabilitazione e gli incentivi per le imprese che assumono persone con disabilità hanno portato a cambiamenti positivi.
Inserito nel contesto dello sviluppo nazionale, lo spirito del XIV Congresso Nazionale del Partito sottolinea l'obiettivo di trasformare il Vietnam in un Paese in via di sviluppo con un'industria moderna e un reddito medio-alto entro il 2030, e in un Paese sviluppato con un reddito elevato entro il 2045. I documenti del Congresso ribadiscono inoltre la necessità di costruire e perfezionare lo Stato di diritto socialista, promuovere la democrazia, garantire il diritto del popolo all'autogoverno e non lasciare indietro nessuno.
Per consentire alle donne con disabilità di partecipare con fiducia alla vita politica, gli esperti ritengono necessario un approccio multiforme. Innanzitutto, è fondamentale un cambiamento di prospettiva. I media devono passare da un approccio empatico a uno basato sui diritti, enfatizzando le loro capacità e il loro contributo, piuttosto che limitarsi a sottolineare le loro difficoltà. Quando la società riconoscerà le donne con disabilità come individui competenti, esperti e capaci, le porte della politica si apriranno maggiormente. Parallelamente, a livello istituzionale, è necessario continuare a rivedere e migliorare le normative per specificare le misure a sostegno dell'accesso alle elezioni e alla candidatura; integrare i requisiti di accessibilità digitale nei programmi nazionali di trasformazione digitale, in modo che tutte le informazioni politiche siano accessibili in egual misura. L'inclusione di rappresentanti con disabilità dovrebbe essere attentamente valutata in base alle specifiche condizioni del Vietnam, garantendo un'autentica rappresentanza.
Inoltre, per quanto riguarda infrastrutture e risorse, è necessario stabilire standard di accessibilità per i seggi elettorali, le sale riunioni e il materiale politico; rafforzare la formazione in materia di leadership, dibattito e comunicazione per le candidate con disabilità; e istituire adeguati meccanismi di sostegno finanziario e tecnico, soprattutto a livello locale.
Al contempo, è necessario promuovere il ruolo delle organizzazioni sociopolitiche, delle associazioni per i diritti delle persone con disabilità e delle associazioni femminili nell'introduzione, nel patrocinio e nella creazione di una rete di supporto per i candidati. Il sostegno della comunità non solo contribuisce a ridurre la pressione psicologica, ma rafforza anche la fiducia sociale.
Quando le donne con disabilità possono entrare con sicurezza in parlamento, non si tratta solo di un cambiamento nel numero dei rappresentanti, ma di un'espansione nella profondità della democrazia. Portano con sé le proprie esperienze di superamento delle barriere, esperienze che contribuiscono a rendere le politiche pubbliche più concrete, umane e inclusive.
L'aspirazione allo sviluppo entro il 2030 e la visione per il 2045 richiedono la mobilitazione di tutte le risorse sociali, comprese l'intelligenza e la resilienza delle donne con disabilità. Dare loro la possibilità di partecipare alla vita politica è un modo concreto per promuovere la democrazia e garantire il diritto dei cittadini all'autogoverno.
Una società veramente sviluppata si misura non solo dai tassi di crescita, ma anche dalla misura in cui le voci delle minoranze vengono ascoltate; non solo dai grattacieli, ma anche dalle rampe accessibili alle sedie a rotelle; non solo dalle leggi, ma dalla possibilità per ogni cittadino, indipendentemente dalla sua posizione, di far sentire la propria voce e contribuire a plasmare il futuro comune.
Quando le donne con disabilità entrano con sicurezza in parlamento, non portano con sé solo storie di superamento dei propri limiti, ma anche le esperienze di un gruppo sociale emarginato. Sono proprio queste esperienze che contribuiscono a rendere le politiche pubbliche più concrete, umane e inclusive.
Nel percorso verso gli obiettivi del 2030 e la visione del 2045, lo sviluppo è inscindibile dall'equità e dall'inclusione. Dare alle donne con disabilità la possibilità di partecipare alla vita politica è un modo concreto per realizzare lo spirito di "non lasciare indietro nessuno" ed è la testimonianza di un autentico Stato di diritto socialista, in cui ogni cittadino, indipendentemente dalla propria condizione, ha l'opportunità di far sentire la propria voce e di contribuire a plasmare il futuro comune del Paese.
La direttiva del Segretario Generale To Lam di ricercare e includere membri con disabilità nell'Assemblea Nazionale ha inviato un importante segnale politico: le persone con disabilità non sono solo beneficiarie delle politiche, ma anche partecipanti attive al processo decisionale. Per le donne con disabilità, questo messaggio è ancora più significativo, poiché si trovano a dover superare contemporaneamente due livelli di barriere: gli stereotipi di genere e gli stereotipi sulla disabilità.
L'esperienza dimostra che il desiderio delle persone con disabilità di partecipare alla vita politica è reale e che il loro bisogno di rappresentanza è legittimo. La sfida principale consiste nel colmare il divario tra la normativa e la sua attuazione, passando dall'affermazione dei diritti sulla carta alla loro concreta applicazione. Ciò richiede uno sforzo coordinato: migliorare le istituzioni, standardizzare le infrastrutture di accesso, rafforzare la formazione professionale, fornire supporto finanziario e tecnico e cambiare la percezione sociale, promuovendo il rispetto delle loro capacità e del loro contributo.
Fonte: https://baophapluat.vn/mo-loi-de-phu-nu-khuyet-tat-tu-tin-tham-chinh.html








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