
L'Assemblea Nazionale ha votato per approvare la Risoluzione dell'Assemblea Nazionale che modifica e integra alcuni articoli della Costituzione del 2013.
La mattina del 16 giugno 2025, con il 100% dei delegati presenti che hanno votato a favore, la 15ª Assemblea Nazionale ha approvato ufficialmente una Risoluzione di modifica e integrazione di alcuni articoli della Costituzione del 2013.
A differenza dei precedenti emendamenti costituzionali – che in genere si verificavano nel contesto di transizioni del modello statale, ristrutturazioni del sistema politico o ampliamenti della sfera di potere delle istituzioni – questo emendamento riflette una svolta completamente nuova nel pensiero costituzionale: pone l'efficienza della governance al centro e la riforma amministrativa come forza trainante.
Questo rappresenta un passo avanti verso il perfezionamento del quadro istituzionale, in vista di un sistema più moderno e flessibile che serva al meglio i cittadini. La Costituzione – un tempo considerata il limite della riforma – diventa ora il fondamento stesso che fornisce l'impulso e lo slancio per l'innovazione. Questo "aggiornamento costituzionale" proattivo e strategicamente calcolato riflette le aspirazioni di una nazione che si sforza di creare un modello di governo nuovo, più efficiente e trasparente.
Le riforme sono rivoluzionarie.
La risoluzione dell'Assemblea nazionale modifica solo 5 dei 120 articoli della Costituzione del 2013: un numero modesto in termini quantitativi, ma con un impatto qualitativo rivoluzionario. Queste modifiche sono di natura fondamentale e aprono la strada a una riforma amministrativa complessiva e all'istituzione di un modello di governo locale più moderno ed efficiente.
Gli articoli 9 e 10 sono stati modificati per chiarire ulteriormente il ruolo del Fronte della Patria del Vietnam e di altre organizzazioni sociopolitiche. Oltre a essere semplici luoghi di incontro, analisi critica e controllo, queste organizzazioni sono riconosciute come ponti essenziali tra il Partito, lo Stato e il popolo, contribuendo all'espansione della democrazia e al rafforzamento delle fondamenta sociopolitiche della nazione.
Il comma 1 dell'articolo 84 è stato modificato per renderlo più flessibile, consentendo all'Assemblea nazionale e alle autorità competenti di nominare temporaneamente determinate cariche nei Consigli popolari delle località di recente riorganizzazione, soprattutto nei luoghi in cui non si sono ancora tenute le elezioni. Si tratta di una soluzione tempestiva per garantire la continuità dell'amministrazione statale durante il periodo di transizione.
Gli articoli 110 e 111 sono al centro delle revisioni: viene ufficialmente istituito un modello di governo locale a due livelli – provincia e comune – in sostituzione dei precedenti tre livelli. Il livello distrettuale viene abolito, creando le condizioni per un maggiore decentramento a livello locale e riducendo gli strati intermedi.
Inoltre, le unità amministrative a livello di quartiere nelle principali città come Hanoi, Ho Chi Minh City e Da Nang avranno ora Consigli Popolari e Comitati Popolari pienamente organizzati, a differenza del precedente modello pilota in cui erano privi di tali organi. Questo cambiamento rappresenta un significativo adeguamento politico, che garantisce la rappresentanza e il controllo dei cittadini all'interno dell'apparato di governo urbano.
È significativo notare che questi emendamenti costituzionali non sono scaturiti da una crisi istituzionale o da pressioni politiche, bensì da esigenze pratiche e dal desiderio di riforma. Sono il risultato di un ampio processo di ascolto e consultazione, con oltre 280 milioni di contributi provenienti da diverse fasce della popolazione, esperti e funzionari, a dimostrazione di un elevato livello di consenso all'interno della società sulla necessità di riformare il modello di organizzazione del governo locale.
1. Importanti cambiamenti nel pensiero costituzionale
Questa è la prima volta nella storia costituzionale del nostro Paese che la Costituzione viene emendata per agevolare una riforma amministrativa. In precedenza, i cambiamenti derivavano solitamente da crisi istituzionali o da modifiche al modello statale. Questa volta, l'emendamento costituzionale nasce dall'esigenza di migliorare l'efficienza della governance e snellire l'apparato amministrativo. Il pensiero costituzionale è cambiato radicalmente: dalla "difesa del potere" alla "progettazione per l'efficienza".
2. Fondamenti costituzionali per una riforma amministrativa radicale
La risoluzione ha legalizzato il modello di governo locale a due livelli, prerequisito per l'attuazione sincronizzata delle fusioni tra unità amministrative, della riduzione del personale e della riorganizzazione dell'apparato amministrativo. Si tratta della massima garanzia legale, che contribuisce a rimuovere gli "ostacoli costituzionali" che hanno ostacolato la riforma per molti anni. Dal 1° luglio 2025, province e città opereranno ufficialmente con il nuovo apparato secondo questo modello: una svolta nella pubblica amministrazione.
3. Valorizzare il ruolo delle persone e delle organizzazioni rappresentative.
Chiarire nella Costituzione la posizione e le funzioni del Fronte e delle sue organizzazioni affiliate non è solo una riaffermazione dei principi politici, ma anche un riconoscimento della realtà: in una società moderna, le voci indipendenti e critiche provenienti da organizzazioni rappresentative sono indispensabili. Si tratta di un passo avanti in termini di democrazia, che arricchisce il significato del concetto di "stato socialista di diritto del popolo, dal popolo e per il popolo".
Le sfide e le soluzioni fondamentali vanno di pari passo.
Nessuna riforma istituzionale è facile, soprattutto quando tocca strutture di potere consolidate da tempo. L'abolizione del livello distrettuale richiede un'urgente riprogettazione dell'intera catena di governo , incentrata su un trasferimento di autorità intelligente, controllato e ben preparato.
La sfida principale si pone a livello comunale. Poiché la maggior parte del potere amministrativo statale si sposta dal livello distrettuale verso il basso, i comuni non solo si assumono maggiori responsabilità, ma devono anche "crescere" in termini di capacità, dal personale all'organizzazione, fino ai processi. Senza un'adeguata allocazione delle risorse umane e una formazione appropriata, il rischio di sovraccarico e di colli di bottiglia nella governance a livello locale è concreto.
Una riforma di tale portata non può avere successo senza un coordinamento sincronizzato e deciso a tutti i livelli: l'Assemblea nazionale deve vigilare efficacemente, il Governo necessita di una direzione unitaria e flessibile, le autorità locali devono partecipare attivamente e i cittadini devono essere pienamente informati per poterla sostenere e collaborare. Ogni anello della catena deve muoversi all'unisono, seguendo lo stesso piano di riforma e nella stessa direzione.
La soluzione fondamentale rimane quella di mettere le persone al centro della riforma , non con slogan, ma con i fatti. Dobbiamo dimostrare alla gente che il nuovo sistema non è solo più efficiente, ma che serve anche meglio le loro esigenze; che non solo consente di risparmiare denaro pubblico, ma li rispetta e li tutela maggiormente; che non solo cambia la struttura, ma migliora anche la loro qualità di vita, le procedure amministrative e le opportunità di sviluppo. Quando le persone si sentono al centro, diventano la forza trainante più potente di ogni sforzo di cambiamento.
Un passo audace in avanti apre la strada al futuro.
La risoluzione di emendare e integrare la Costituzione nel 2025 è una chiara manifestazione di acume politico e di una visione di riforma a lungo termine. Più che semplici aggiustamenti tecnici, si tratta di un impulso istituzionale strategico, volto a creare un modello di governo moderno, efficiente e orientato al cittadino.
Questa revisione rappresenta un nuovo approccio: una riforma che parte dalle fondamenta, procedendo con discrezione ma costanza, e che affronta direttamente il nucleo del sistema amministrativo nazionale.
A partire da questa pietra miliare, intraprendiamo un nuovo cammino: costruire una governance incentrata sul popolo, un'amministrazione pubblica al servizio dei cittadini e una nazione che guarda al futuro con fiducia, grazie alla propria capacità di auto-riformarsi. Questo è lo spirito di un Vietnam che continua a innovare, ad ascoltare il popolo, a rimuovere le vecchie barriere e a forgiare con coraggio il proprio futuro in quest'era di auto-miglioramento.
Dott. Nguyen Si Dung
Fonte: https://baochinhphu.vn/mot-dau-moc-lap-hien-mot-buoc-tien-cai-cach-102250617175844541.htm
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