La sua apparizione avrebbe sicuramente scosso le tribune "verdi". Metà degli spettatori lo avrebbe guardato con affetto, come se stesse dando il bentornato a un figlio ritrovato dopo tanto tempo. L'altra metà sarebbe stata più critica, perché il Chelsea aveva bisogno di una vittoria oggi, non di nostalgia.
Aspettiamo che Mourinho dimostri il suo valore.
Mourinho è tornato in Inghilterra e, per una strana coincidenza, il destino ha messo lo "Special One" contro la stessa squadra che lo ha reso famoso (il Chelsea affronterà il Benfica alle 2 del mattino del 1° ottobre nel turno preliminare di Champions League 2025-2026). Mourinho ha mantenuto la sua schiettezza, esprimendo apertamente le sue opinioni sul Chelsea nella conferenza stampa pre-partita, e manifestando anche la sua soddisfazione per il fatto che il Benfica non avrebbe dovuto affrontare l'infortunato "killer" Cole Palmer.
Sotto la guida di Mourinho, il Chelsea era una "macchina vincente" già sotto la gestione di Abramovich, con Mourinho, poi Ancelotti, Conte e Tuchel che conquistavano titoli con regolarità. Tuttavia, investimenti sconsiderati, una rosa improvvisata e la mancanza di una filosofia chiara hanno portato il Chelsea ad affrontare numerose difficoltà per un lungo periodo.

Mourinho (a sinistra) e Maresca: scontri passati e presenti a Stamford Bridge (Foto: UEFA)
Mourinho ha anche elogiato Enzo Maresca, l'attuale allenatore del Chelsea: "Maresca è arrivato e, passo dopo passo, il puzzle si è gradualmente completato. La Conference League è stata un ottimo titolo per gettare le basi di una filosofia vincente, e il Chelsea è tornato dagli Stati Uniti la scorsa estate con il titolo di campione del mondo per club, diventando una squadra coesa e orientata al gol".
All'età di 62 anni, Mourinho scelse il Benfica come destinazione dopo le difficoltà incontrate in Turchia. Un inizio promettente con due vittorie e un pareggio nel campionato portoghese permise allo "Special One" di ritrovare rapidamente la forma, ma era in Champions League che doveva dimostrare il suo valore, poiché era lì che era diventato una leggenda, portando il Porto alla vittoria nel 2004.
Un nuovo capitolo per il Chelsea?
Il Benfica, pur essendo imbattuto in campionato, ha subito una clamorosa sconfitta casalinga contro il Qarabag nella prima partita della fase a gironi di Champions League. Questo risultato inaspettato ha spinto la dirigenza a ingaggiare in tutta fretta Mourinho, un allenatore di grande esperienza in Premier League che al momento era senza squadra. La squadra portoghese può contare su Vangelis Pavlidis, l'attaccante greco autore del gol contro il Qarabag e attualmente in un ottimo momento di forma con 5 gol e 2 assist in meno di 600 minuti di gioco. La difesa è guidata da Nicolas Otamendi, mentre Dodi Lukebakio è un elemento chiave a centrocampo.
Nel frattempo, il Chelsea si presentava alla partita in una forma altalenante: una sola vittoria nelle ultime cinque gare, ottenuta in rimonta contro il Lincoln City in Coppa di Lega. Le assenze di Levi Colwill e Cole Palmer complicavano ulteriormente i problemi dell'allenatore Maresca. Enzo Maresca è alla sua seconda stagione con il Chelsea, ma la pressione è già molto maggiore. Nel suo primo anno, Maresca era stato elogiato per il suo stile di gioco moderno, incentrato sul controllo di palla e sulla costruzione del gioco dalle retrovie. Il Chelsea aveva mostrato segnali di miglioramento, sufficienti a dare pazienza alla dirigenza.
La storia del Chelsea dimostra anche che gli allenatori italiani spesso brillano solo al loro arrivo, per poi deludere nella stagione successiva. Roberto Di Matteo ha portato il Chelsea alla vittoria della Champions League nel 2012, ma ha perso il posto solo pochi mesi dopo. Maurizio Sarri ha vinto l'Europa League, ma ha lasciato Londra poco dopo perché la sua filosofia di gioco non veniva accettata. Antonio Conte ha addirittura vinto la Premier League alla sua prima stagione, ma poi ha dovuto lasciare il club in mezzo a una situazione turbolenta.
Il denominatore comune: successo iniziale, seguito da crisi e un rapido addio. Maresca lo aveva capito bene, e la partita contro il Benfica si rivelò una tappa cruciale. Si trovò di fronte non solo a una squadra portoghese dalla ricca tradizione, ma anche all'enorme ombra di Mourinho, un conquistatore che aveva trasformato il Chelsea da "sfidante" a potenza dominante del calcio inglese.
Mourinho ha vissuto centinaia di grandi battaglie, assaporando sia la gloria che l'amara sconfitta. Con il Benfica, vuole dimostrare di essere tutt'altro che superato. La serata a Stamford Bridge rappresenta per Mourinho l'opportunità di ricordare a tutti che il suo stile di gioco pragmatico è ancora in grado di creare problemi a qualsiasi avversario.
Maresca, tuttavia, ritiene che una vittoria contro Mourinho sarebbe la dimostrazione di forza più significativa: il suo Chelsea non è più perseguitato dal passato, ma è pronto ad aprire un nuovo capitolo dopo due trionfi nella UEFA Conference League e nella Coppa del Mondo per club FIFA. Una sconfitta porterebbe pressione non solo dai media, ma anche dalla dirigenza stessa del club, nota per la sua severità e impazienza.
Sugli spalti, i tifosi attendono con ansia una vera e propria battaglia di intelligenza tattica. Mourinho, nonostante i molti anni trascorsi lontano dal Chelsea, conserva ancora il suo stile inconfondibile: difesa disciplinata, contropiedi fulminei e la capacità di sfruttare le debolezze degli avversari. Maresca, d'altro canto, ripone la sua fiducia in un gioco basato sul controllo, sul possesso palla proattivo e sul pressing alto. È uno scontro tra il passato e il presente del Chelsea, tra una filosofia che un tempo ha portato gloria e una che ora viene messa alla prova.

Fonte: https://nld.com.vn/mourinho-go-cua-ky-uc-chelsea-196250929213552044.htm









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