
Le sostanze PFAS si accumulano all'interno del corpo umano e causano numerose malattie pericolose - Foto: GETTY IMAGES
Il Comitato giapponese per la sicurezza alimentare ha appena pubblicato una bozza di regolamento che specifica l'assunzione giornaliera di sostanze chimiche PFAS, a seguito di una serie di scoperte sui loro pericolosi effetti sulla salute umana.
Che cosa sono i PFAS?
PFAS è l'acronimo di composti perfluoroalchilici e polifluoroalchilici. Si tratta di un gruppo comune di sostanze chimiche sintetiche spesso utilizzate per creare prodotti resistenti al calore, all'olio e all'acqua.
Le sostanze PFAS sono presenti ovunque: cosmetici, alimenti, utensili da cucina, carta igienica, abbigliamento, schermi di telefoni, bicchieri di plastica, bastoncini di cotone...
Le sostanze PFAS sono molto difficili da degradare. Persistono nel corpo umano e nell'ambiente per molti anni, motivo per cui vengono definite "sostanze chimiche permanenti".
Secondo una ricerca dell'Agenzia statunitense per le sostanze tossiche e il controllo delle malattie (ATSDR), alcune sostanze chimiche PFAS possono causare tumori ai reni e ai testicoli, aumentare il colesterolo nel sangue, ridurre il peso alla nascita dei neonati e indebolire i vaccini.
Possono inoltre causare diverse complicazioni durante la gravidanza e alterare gli enzimi epatici.
Gli esseri umani vengono esposti ai PFAS inalando inavvertitamente polvere e sporcizia, consumando alimenti prodotti vicino ad aree in cui i PFAS vengono utilizzati o fabbricati, oppure entrando in contatto con alimenti confezionati in materiali contenenti PFAS.
Quali sono le normative in vigore in Giappone?
Secondo la bozza, la “dose giornaliera accettabile” (DGT) dei due composti PFAS più comunemente utilizzati negli alimenti (PFOA e PFOS) è di 20 nanogrammi (ng) per kg di peso corporeo.
Gli esperti stimano che i giapponesi consumino circa 0,6 - 1,1 ng/kg di peso corporeo di PFOA al giorno e 0,066 - 0,75 ng/kg di peso corporeo di PFOS.
Sebbene la cifra sopra menzionata sia molto inferiore alla dose giornaliera totale raccomandata (TDI), i dati sui PFAS negli alimenti sono ancora incompleti, quindi è molto probabile che cambierà in futuro.
Attualmente, in Giappone il limite per le sostanze PFAS nell'acqua potabile è fissato a 50 ng/litro.
Questo regolamento provvisorio è stato introdotto nel 2020, sulla base di un valore di assunzione giornaliera totale (TDI) di 20 ng/kg di peso corporeo/giorno per le due sostanze chimiche PFOS e PFOA. Ciò significa che è improbabile che i limiti ufficiali per i PFAS subiscano modifiche significative in futuro.
Come "evitare" i PFAS?
Non disponiamo ancora di un metodo per evitare o identificare completamente i PFAS nella nostra vita quotidiana. Tuttavia, possiamo modificare le nostre abitudini per limitare l'esposizione a queste sostanze.
Iniziate sostituendo le pentole con rivestimento antiaderente con prodotti realizzati in ghisa, acciaio inossidabile, vetro o smalto.
Limitare l'uso di contenitori di plastica, scatole di polistirolo, carta da imballaggio per alimenti e pellicola trasparente.
Non bere mai acqua non trattata. Se possibile, utilizza un filtro a carboni attivi per purificare l'acqua.
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