Per detriti spaziali si intendono oggetti artificiali non più in funzione nello spazio, provenienti principalmente da vecchi satelliti, veicoli spaziali e razzi che hanno subito malfunzionamenti o sono stati distrutti intenzionalmente. Questi frammenti variano in dimensioni e rappresentano un potenziale rischio di collisione per i veicoli spaziali in funzione e per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Per affrontare il problema dei detriti spaziali, l'australiana EOS Space e la giapponese EX-Fusion svilupperanno un sistema laser per rimuoverli dall'orbita terrestre bassa. (Immagine a scopo illustrativo: Emily Cho)
Anche i frammenti più piccoli di detriti, di pochi millimetri di dimensione, possono causare problemi quando entrano in collisione con satelliti e veicoli spaziali attivi. Pertanto, la necessità di tracciare e rimuovere i detriti spaziali di dimensioni ridotte è in aumento con l'espansione delle attività di esplorazione spaziale a livello globale.
In precedenza, Nikkei Asia aveva riportato che una startup con sede a Tokyo, Astroscale Holdings, aveva in programma di lanciare un satellite specializzato per rimuovere detriti spaziali di dimensioni relativamente grandi. Un'altra azienda, la giapponese Sky Perfect JSAT, sta collaborando con Riken e altri partner per sviluppare laser montati su satelliti, in grado di reindirizzare i detriti spaziali verso un'area controllata e provocarne la combustione.
Nell'ambito degli ultimi sviluppi, EX-Fusion, una startup con sede a Osaka, in Giappone, ha annunciato l'intenzione di sviluppare un sistema laser terrestre per contribuire alla rimozione dei detriti spaziali dall'orbita terrestre bassa. Questo approccio innovativo, se coronato da successo, potrebbe rappresentare una soluzione efficace per alleviare il problema, sempre più pressante, dei detriti spaziali.
La tecnologia di EX-Fusion si distingue dalle precedenti tecnologie simili perché utilizzerà un approccio direttamente da terra. Nell'ottobre 2023, EX-Fusion ha firmato un memorandum di cooperazione con EOS Space Systems, un'azienda australiana specializzata in tecnologie per il rilevamento di detriti spaziali. EX-Fusion ha anche annunciato l'intenzione di installare un potente sistema laser presso l'osservatorio spaziale EOS vicino a Canberra.
La prima fase di questo progetto prevede lo sviluppo di una tecnologia laser per tracciare i detriti spaziali di dimensioni inferiori a 10 cm. Nella seconda fase, EX-Fusion ed EOS Space utilizzeranno raggi laser sparati da terra per rimuovere tali detriti spaziali.
Questo metodo prevede di sparare raggi laser a intermittenza nella direzione opposta al movimento del detrito per rallentarlo. In teoria, questa brusca decelerazione attorno alla sua orbita terrestre bassa renderebbe il detrito più soggetto a incendiarsi.
Il gruppo EOS Space offre attualmente sistemi d'arma laser per la distruzione di droni, ma i laser ad alta potenza hanno anche altre applicazioni. Secondo James Bennett, vicepresidente esecutivo di EOS Space, i laser progettati per rimuovere i detriti spaziali non saranno uguali ai laser di tipo militare. Gli attuali laser militari utilizzano in genere laser a fibra ottica per tagliare, saldare il metallo e distruggere i droni tramite impulsi termici continui.
Il nuovo progetto di EX-Fusion utilizzerà laser a stato solido pompati a diodi (DPSS). Questi laser sono in grado di generare impulsi ultrapotenti per applicare forza ai detriti in rapido movimento, arrestandoli come un freno.
Il CEO di EX-Fusion, Kazuki Matsuo, ha affermato che c'è ancora molto lavoro da fare sul progetto. Ha spiegato che il piano di EX-Fusion di abbattere i detriti spaziali dalla Terra si scontra con ostacoli allo sviluppo legati alla precisione e alla potenza. Tuttavia, ha il vantaggio di consentire facili miglioramenti tecnologici e manutenzione direttamente sulla Terra.
HUYNH DUNG (Fonte: Interestingengineering)
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