In questo contesto, il governo e le scuole devono ristrutturarsi per mantenere il loro ruolo sociale e migliorare la qualità dell'istruzione.
Il sistema di istruzione superiore giapponese sta attraversando una profonda trasformazione, poiché l'invecchiamento della popolazione e il basso tasso di natalità stanno portando a un rapido calo del numero di studenti. Le università private, in particolare, che rappresentano fino all'80% della popolazione studentesca totale del paese, sono sottoposte a un'enorme pressione per rimanere operative e finanziariamente solide. Si stanno preparando per sopravvivere nel prossimo decennio.
Secondo le stime del Ministero dell'Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia giapponese, attualmente ci sono 22 scuole private a "rischio eccezionalmente elevato" dal punto di vista finanziario, con la possibilità di rimanere operative per meno di quattro anni. Si prevede che questo numero aumenterà a 85 entro il 2036 e potrebbe raggiungere le 170 istituzioni entro il 2040.
Nel frattempo, si prevede che il numero di studenti universitari diminuirà da 630.000 nel 2024 a circa 460.000. In particolare, il calo più marcato si registra nelle aree suburbane, poiché i giovani cercano sempre più opportunità nelle grandi città come Tokyo e Osaka.
Nemmeno le prestigiose università nazionali sono immuni alla crisi. La crescente pressione finanziaria ha costretto alcune a vendere beni o a ridurre le attività per contenere i costi. Ciò dimostra che la crisi non si limita alle università più piccole, ma è sistemica e interessa l'intero sistema di istruzione superiore giapponese.
Tuttavia, la chiusura di massa delle scuole private non è considerata la soluzione ottimale. In previsione di chiusure su larga scala dopo il 2035, il governo giapponese ha delineato delle linee guida per l'adeguamento del sistema.
A partire da aprile 2026, le università ottimizzeranno la struttura del proprio sistema in base al principio di "scala appropriata". Nello specifico, amplieranno i programmi di studio in ambito scientifico, ingegneristico e delle tecnologie digitali, in quanto strettamente legati alle esigenze del mercato del lavoro. Tuttavia, ridurranno il numero di facoltà umanistiche e di scienze sociali. Inoltre, le università potranno fondersi o ristrutturarsi.
La professoressa associata Yushi Inaba, che lavora presso l'International Christian University, ha affermato che la pressione demografica sta spingendo le università a innovare nella governance, a migliorare i programmi e ad ampliare il numero di iscritti, includendo anche studenti internazionali. Alcune tendenze significative includono la trasformazione delle scuole femminili in un modello misto, la fusione dei college biennali in università quadriennali e l'apertura di nuovi dipartimenti pertinenti al contesto della globalizzazione.
Stanno inoltre emergendo nuove iniziative per adattarsi a questo contesto. Un esempio è la Takeo Asia University nella prefettura di Saga, la cui apertura è prevista per il 2027 con un programma incentrato sulle lingue e culture asiatiche. Questo modello mira a fornire risorse umane per soddisfare le esigenze regionali, promuovendo al contempo la comprensione e la cooperazione internazionale in Asia.
Il Ministro dell'Istruzione Yohei Matsumoto ha sottolineato: "Nonostante la diminuzione del numero di studenti, le scuole continuano a svolgere un ruolo cruciale nel mantenimento delle funzioni sociali, soprattutto nella formazione delle risorse umane. Pertanto, la sfida non consiste solo nel ridurre il numero di studenti, ma nel rimodellare il sistema per soddisfare le esigenze di ciascuna regione".
Fonte: https://giaoducthoidai.vn/nhat-ban-tai-cau-truc-dai-hoc-tu-thuc-post770714.html








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