
Secondo le normative vigenti, i turisti che entrano in Giappone con visti di breve durata hanno diritto a usufruire dell'esenzione fiscale per gli acquisti. L'esenzione si applica agli acquisti superiori a 5.000 yen (circa 850.000 VND) presso i negozi duty-free aderenti, a condizione che la merce sia destinata all'uso personale all'estero.
Una differenza fondamentale è che, mentre nella maggior parte dei paesi i turisti pagano in genere l'intero prezzo d'acquisto, tasse incluse, direttamente in negozio e poi presentano la ricevuta in aeroporto per ottenere il rimborso dell'IVA prima della partenza, in Giappone la procedura è molto più semplice, poiché l'imposta sui consumi del 10% viene detratta direttamente in negozio, richiedendo all'acquirente solo il passaporto.
Tuttavia, questo comodo meccanismo di esenzione fiscale viene sempre più spesso oggetto di abusi. Le merci acquistate in Giappone senza tasse vengono contrabbandate e vendute all'estero in grandi quantità, a prezzi comprensivi di tasse più un ulteriore ricarico per realizzare un profitto.
Per affrontare la situazione, il governo giapponese implementerà delle modifiche al sistema a partire dall'anno fiscale 2024. Tra gli adeguamenti presi in considerazione, un cambiamento significativo riguarda la procedura per l'esenzione fiscale, che richiederà ai turisti di pagare l'intero importo dei loro acquisti, tasse incluse, direttamente nei negozi, dopodiché potranno richiedere il rimborso dell'imposta (eventualmente al momento della partenza, ad esempio in aeroporto).
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