Al centro della maggior parte delle galassie, inclusa la nostra Via Lattea, si nascondono enormi buchi neri supermassicci.
Sebbene l'umanità sia a conoscenza della loro esistenza, un quadro preciso di come questi "mostri" influenzino fisicamente l'ambiente circostante rimane un grande mistero.
Di recente, un team di scienziati guidato dall'Università di Chicago (USA), utilizzando i dati del satellite XRISM, ha svelato la verità sulle turbolente nubi di gas che circondano i buchi neri supermassicci, paragonandole a giganteschi "occhi di tempesta" che controllano il destino di intere galassie.
Questi risultati rivoluzionari sono stati appena pubblicati su due prestigiose riviste scientifiche, Nature e The Astrophysical Journal. Annie Heinrich, studentessa di dottorato all'Università di Chicago e co-autrice principale dello studio, ha affermato che questa è la prima volta che gli scienziati sono stati in grado di misurare direttamente l'energia cinetica del gas agitato da un buco nero. Ha paragonato ogni buco nero supermassiccio all'essere proprio "nell'occhio del ciclone" della propria specie.
Questi preziosi dati provengono da XRISM, un satellite lanciato nel 2023 dall'Agenzia spaziale giapponese (JAXA) in collaborazione con la NASA e l'Agenzia spaziale europea. A differenza dei precedenti strumenti che fornivano solo immagini statiche, XRISM ha la capacità unica di tracciare il movimento e leggere la composizione chimica di nubi di gas estremamente calde che emettono raggi X.
Grazie a ciò, gli astronomi possono distinguere chiaramente tra il movimento del gas spinto dai buchi neri e il movimento creato da altri processi cosmici, cosa che prima era considerata impossibile.
I buchi neri supermassicci sono affascinanti non solo per le loro enormi dimensioni, ma anche perché sono "divoratori voraci". Quando stelle e gas vengono attratti verso l'orizzonte degli eventi, i buchi neri espellono flussi di particelle energetiche a velocità prossime a quella della luce.
Queste correnti agitano il gas e immettono enormi quantità di energia nell'area circostante, diffondendosi per centinaia di migliaia di anni luce.
Prima di XRISM, gli scienziati potevano vedere solo una fotografia di una tempesta, ma ora possono misurare con precisione la velocità del vento di quel tornado.
Il team di ricerca ha concentrato le proprie osservazioni sull'ammasso della Vergine, che ospita il famoso buco nero supermassiccio M87*.
Grazie alla sua relativa vicinanza alla Terra, il satellite ha registrato la turbolenza più intensa mai misurata in un ammasso di galassie. La velocità dei flussi di gas ha raggiunto il suo picco proprio in prossimità del buco nero ed è diminuita molto rapidamente allontanandosi da esso.
Questi movimenti violenti sono stati identificati come una combinazione di vortici turbolenti e onde d'urto generate dalla fuoriuscita di gas, tutti prodotti diretti dell'attività del buco nero.
Inoltre, osservando l'ammasso di Perseo, il più brillante ammasso di galassie visibile ai raggi X, gli scienziati hanno chiaramente notato un aumento di velocità dovuto ai buchi neri, completamente distinto dai movimenti su larga scala causati dalle fusioni di galassie.
Questa ricerca va oltre la semplice descrizione del fenomeno; fornisce anche indizi cruciali per risolvere un mistero astronomico di lunga data: perché i centri dei grandi ammassi di galassie presentano un numero di nuove stelle inferiore a quello previsto?
Nuovi dati suggeriscono che l'energia derivante dai movimenti turbolenti dei gas, se completamente convertita in calore, sarebbe appena sufficiente a contrastare il rapido raffreddamento dei gas stessi.
Nel frattempo, il gas deve raffreddarsi affinché si formino le stelle. Pertanto, la turbolenza creata dai buchi neri impedisce la nascita di nuove stelle.
Irina Zhuravleva, professoressa associata di astronomia e astrofisica all'Università di Chicago, ha affermato che questi risultati stanno avvicinando l'umanità più che mai alla comprensione della complessa relazione tra i buchi neri e le galassie che li contengono.
La perturbazione si rivela essere una componente essenziale nello scambio di energia tra i buchi neri supermassicci e l'immensità dello spazio.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/phat-hien-sieu-ho-den-tu-tao-ra-con-bao-khong-lo-post1092271.vnp








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