
La circolare n. 12/2025/TT-BNV fornisce una regolamentazione dettagliata di alcuni articoli della legge sulla previdenza sociale riguardanti l'assicurazione sociale obbligatoria.
La Circolare 12/2025/TT-BNV fornisce una regolamentazione dettagliata di diversi articoli della Legge sulla Previdenza Sociale riguardanti la previdenza sociale obbligatoria, tra cui: le condizioni per la percezione della pensione mensile o delle prestazioni ai superstiti; la liquidazione delle indennità di malattia; le condizioni per il riposo e la convalescenza dopo una malattia; le indennità di maternità; le condizioni per il riposo e la convalescenza dopo il parto; le prestazioni pensionistiche; le prestazioni ai superstiti, ecc.
Congedo per malattia
Riguardo ai requisiti per l'accesso alle indennità di malattia.
Secondo la circolare, i casi considerati per l'erogazione delle indennità di malattia includono:
1. Casi previsti dal comma 1 dell'articolo 42 della legge sulla previdenza sociale.
2. Le lavoratrici che rientrano al lavoro prima della fine del periodo di congedo di maternità previsto dal comma 1 dell'articolo 53 della Legge sulla previdenza sociale; i padri o i tutori che non usufruiscono del congedo previsto dal comma 6 dell'articolo 53 della Legge sulla previdenza sociale; le lavoratrici che ricorrono alla maternità surrogata, i loro mariti o tutori che non usufruiscono del congedo previsto dall'articolo 55 della Legge sulla previdenza sociale; e i lavoratori temporaneamente esentati dal versamento dei contributi al fondo di previdenza e di reversibilità previsto dal comma 37 della Legge sulla previdenza sociale, e che rientrano in uno dei casi previsti dal comma 1 dell'articolo 42 della Legge sulla previdenza sociale.
Riguardo alla durata delle indennità di malattia.
La durata massima delle indennità di malattia nel 2025, come stabilito dal comma 1 dell'articolo 43 della legge sulla previdenza sociale, non comprende il periodo di assenza dal lavoro già usufruito per malattia nei casi in cui la malattia, dovuta a una patologia inclusa nell'elenco delle malattie che richiedono cure di lunga durata, sia iniziata prima del 1° luglio 2025.
La durata massima annua per la fruizione delle indennità di malattia, come previsto dal comma 1 dell'articolo 43 della legge sulla previdenza sociale, non dipende dalla data di inizio dell'adesione del dipendente al sistema previdenziale.
La durata massima dell'indennità di malattia annua per i lavoratori impegnati in occupazioni faticose, pericolose o particolarmente faticose, pericolose o in aree con condizioni socio -economiche particolarmente difficili, è determinata dalla professione, dal ruolo o dal luogo di lavoro del lavoratore al momento in cui usufruisce del congedo per malattia.
Nei casi in cui un dipendente usufruisca di un periodo di congedo secondo le circostanze previste dal comma 1 dell'articolo 42 della Legge sulla Previdenza Sociale, e tale periodo coincida con un congedo previsto dalla legge sul lavoro, o con un congedo retribuito ai sensi di altre leggi specifiche, o con un congedo di maternità o convalescenza ai sensi della legge sulla previdenza sociale, il periodo di sovrapposizione non verrà computato ai fini dell'indennità di malattia; il periodo di congedo che non coincide con un congedo previsto dalla legge sul lavoro, o con un congedo retribuito ai sensi di altre leggi specifiche, o con un congedo di maternità o convalescenza ai sensi della legge sulla previdenza sociale, verrà computato ai fini dell'indennità di malattia secondo quanto previsto.
Se il periodo di malattia di un dipendente si estende dalla fine dell'anno precedente all'inizio dell'anno successivo, il periodo di malattia dell'anno precedente verrà conteggiato ai fini del monte ore di malattia spettante per quell'anno.
Riguardo al calcolo delle indennità di malattia.
1. L'indennità di malattia spettante ai dipendenti, come previsto dal comma 1 dell'articolo 43 e dall'articolo 44 della Legge sulla Previdenza Sociale, è calcolata come segue:

Lì dentro:
a) Lo stipendio utilizzato come base per i contributi previdenziali è regolato dal comma 1 dell'articolo 45 della legge sulla previdenza sociale.
Il mese di reiscrizione, come stabilito al punto b, comma 1, dell'articolo 45 della Legge sulla previdenza sociale, è il mese di reiscrizione alla previdenza sociale successivo alla cessazione del contratto di lavoro, del contratto di impiego o alle dimissioni del dipendente ai sensi di legge.
b) Il numero di giorni di malattia validi ai fini dell'indennità di malattia è calcolato in base ai giorni lavorativi, esclusi i giorni festivi, le festività del Tet, i giorni di riposo settimanali, e non comprende i periodi di sovrapposizione con i congedi previsti dalle leggi sul lavoro, o con i congedi retribuiti ai sensi di altre leggi specifiche, o con il congedo di maternità o di convalescenza ai sensi delle leggi sulla previdenza sociale.
2. L'indennità di malattia per i dipendenti, come previsto dal comma 2 dell'articolo 43 della legge sulla previdenza sociale, è calcolata come segue:

Lì dentro:
a) Lo stipendio utilizzato come base per i contributi previdenziali è regolato dal comma 1 dell'articolo 45 della legge sulla previdenza sociale.
b) L'aliquota di prestazione (%) è calcolata al 65% se i contributi previdenziali obbligatori sono stati versati per 30 anni o più; al 55% se i contributi previdenziali obbligatori sono stati versati per un periodo compreso tra 15 e meno di 30 anni; e al 50% se i contributi previdenziali obbligatori sono stati versati per meno di 15 anni.
c) Il numero di giorni di malattia validi ai fini dell'indennità di malattia è calcolato in base ai giorni lavorativi, esclusi i giorni festivi, le festività del Tet, i giorni di riposo settimanali, e non comprende i periodi di sovrapposizione con i congedi previsti dalle leggi sul lavoro, o con i congedi retribuiti ai sensi di altre leggi specifiche, o con il congedo di maternità o di convalescenza ai sensi delle leggi sulla previdenza sociale.
3. L'importo dell'indennità di malattia per i dipendenti che attualmente la percepiscono non verrà modificato qualora il Governo modifichi lo stipendio base, lo stipendio di riferimento o il salario minimo regionale.
4. La giornata lavorativa utilizzata per determinare la durata dell'indennità di malattia per i dipendenti è il normale orario di lavoro giornaliero che il dipendente è tenuto a svolgere per il datore di lavoro in conformità al contratto di lavoro, alla normativa sul lavoro o alle disposizioni di legge. Nello specifico, per i soggetti indicati al comma 2, articolo 3 del Decreto 158/2025/ND-CP e al punto n, comma 1, articolo 2 della Legge sulla Previdenza Sociale, la giornata lavorativa utilizzata per determinare la durata dell'indennità di malattia è il normale orario di lavoro giornaliero registrato dal dipendente presso l'ente previdenziale al momento dell'iscrizione all'assicurazione sociale obbligatoria, fino a un massimo di 8 ore.
Pensionamento
Riguardo ai requisiti di ammissibilità alla pensione
1. Il tempo dedicato a svolgere lavori o occupazioni faticosi, pericolosi o particolarmente faticosi, pericolosi o rischiosi, oppure a lavorare in aree con condizioni socio-economiche particolarmente difficili, compreso il tempo dedicato a lavorare in aree con un coefficiente di indennità regionale pari o superiore a 0,7 prima del 1° gennaio 2021, oppure a lavorare nell'estrazione mineraria sotterranea del carbone (di seguito denominati lavori, occupazioni o occupazioni in aree con condizioni socio-economiche particolarmente difficili) come previsto dalle lettere b) e c) del comma 1, dalla lettera b) del comma 2 dell'articolo 64 e dalla lettera c) del comma 1, dalla lettera b) del comma 2 dell'articolo 65 della Legge sulla previdenza sociale, da utilizzare come base per valutare l'ammissibilità alle prestazioni pensionistiche, è determinato come segue:
a) Per i lavoratori impiegati in professioni, impieghi o settori con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili che devono assentarsi dal lavoro per cure o riabilitazione a causa di infortuni sul lavoro o malattie professionali (con retribuzione completa e contributi previdenziali obbligatori a carico del datore di lavoro), tale periodo è computato come tempo di lavoro effettivo in professioni, impieghi o settori con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili.
b) Per le dipendenti che lavorano in professioni, impieghi o settori con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili e che usufruiscono del congedo di maternità e il periodo di congedo di maternità è computato come tempo contributivo all'assicurazione sociale obbligatoria, tale periodo sarà computato come tempo di lavoro in professioni, impieghi o settori con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili.
c) Per i lavoratori impiegati in occupazioni, lavori o attività in aree con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili e inviati a lavorare, studiare o partecipare a programmi di cooperazione del lavoro, ma che non svolgono occupazioni, lavori o attività in aree con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili, tale periodo non sarà conteggiato come tempo trascorso lavorando in occupazioni, lavori o attività in aree con condizioni socioeconomiche particolarmente difficili.
d) Per i lavoratori attualmente impiegati in professioni, impieghi o che lavorano in aree con condizioni socio-economiche particolarmente difficili, se effettuano un pagamento una tantum per i mesi rimanenti (fino a un massimo di 6 mesi) necessari per maturare il diritto alla pensione, tale periodo non verrà conteggiato come tempo trascorso in professioni, impieghi o che lavorano in aree con condizioni socio-economiche particolarmente difficili.
2. I dipendenti che soddisfano i requisiti di età per la pensione ma a cui mancano fino a 6 mesi di contributi previdenziali obbligatori per maturare il diritto alla pensione possono effettuare un pagamento una tantum per i mesi rimanenti. L'importo del contributo mensile sarà pari al totale dei contributi versati dal dipendente e dal datore di lavoro prima del pensionamento, versati al fondo pensionistico e di indennità di morte come previsto dal comma 7 dell'articolo 33 della Legge sulla previdenza sociale, ed è così dettagliato:
a) Gli individui che soddisfano i requisiti di età per ricevere una pensione come stabilito ai punti a) e d) del comma 1, e ai punti a) e c) del comma 2 dell'articolo 64 della legge sulla previdenza sociale devono aver versato contributi alla previdenza sociale obbligatoria per un periodo di almeno 14 anni e 6 mesi ma inferiore a 15 anni;
b) Gli individui che soddisfano i requisiti di età per ricevere una pensione come stabilito dall'articolo 65 della legge sulla previdenza sociale devono aver versato contributi alla previdenza sociale obbligatoria per un periodo di almeno 19 anni e 6 mesi ma inferiore a 20 anni;
c) Il momento più opportuno per effettuare un pagamento forfettario per i mesi rimanenti è il mese immediatamente precedente a quello in cui vengono soddisfatti i requisiti per l'ammissibilità alla pensione.
Calcola l'importo della prestazione pensionistica una tantum.
Nei casi in cui un dipendente abbia soddisfatto i requisiti di ammissibilità per la pensione ma continui a versare contributi previdenziali, la prestazione pensionistica una tantum per periodi superiori a 35 anni per gli uomini e 30 anni per le donne viene calcolata come segue:
1. Per ogni anno di contributi previdenziali versati oltre i 35 anni per gli uomini e i 30 anni per le donne, prima del raggiungimento dell'età pensionabile prevista, la prestazione è calcolata come 0,5 volte la retribuzione media utilizzata come base per il calcolo dei contributi previdenziali.
2. Per ogni anno di contributi previdenziali che eccede i 35 anni per gli uomini e i 30 anni per le donne dal raggiungimento dell'età pensionabile prevista, l'importo è calcolato come il doppio della retribuzione media utilizzata come base per il calcolo dei contributi previdenziali.
Riguardo alle tempistiche di pagamento delle pensioni.
1. Il periodo di maturazione del diritto alla pensione per i dipendenti che vanno in pensione e soddisfano i requisiti contributivi previdenziali decorre dal mese immediatamente successivo a quello in cui raggiungono l'età pensionabile prevista. Se un dipendente continua a lavorare e a versare i contributi previdenziali obbligatori dopo aver raggiunto l'età pensionabile prevista e aver soddisfatto i requisiti contributivi, il periodo di maturazione del diritto alla pensione decorre dal mese immediatamente successivo a quello in cui il suo contratto di lavoro viene rescisso o cessa l'attività lavorativa.
a) Nel caso di dipendenti che percepiscono una pensione per ridotta capacità lavorativa e che soddisfano i requisiti di età e contributi previdenziali, la data di decorrenza della pensione è calcolata a partire dal mese immediatamente successivo a quello in cui viene accertata l'invalidità. Se l'invalidità viene accertata prima del mese in cui il dipendente raggiunge l'età pensionabile prevista, la data di decorrenza della pensione è calcolata a partire dal mese immediatamente successivo a quello in cui il dipendente raggiunge l'età pensionabile prevista.
b) Nei casi in cui non sia possibile determinare la data e il mese esatti di nascita (vengono registrati solo l'anno o il mese e l'anno di nascita), il periodo di maturazione del diritto alla pensione decorre dal mese immediatamente successivo a quello in cui il dipendente raggiunge l'età pensionabile prevista. La determinazione dell'età del dipendente è effettuata secondo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 12 del Decreto n. 158/2025/ND-CP.
c) Il momento più precoce per la percezione della pensione per i dipendenti aventi diritto alla pensione ai sensi dell'articolo 64 della legge sulla previdenza sociale e con un periodo contributivo previdenziale compreso tra 15 e meno di 20 anni è la data di entrata in vigore della legge sulla previdenza sociale.
2. Il periodo di maturazione del diritto alle prestazioni pensionistiche, nei casi previsti dal comma 7 dell'articolo 33 della Legge sulla previdenza sociale, decorre dal mese immediatamente successivo a quello in cui è stato versato l'intero importo dei contributi per i mesi rimanenti.
3. Nei casi in cui non siano più disponibili i documenti originali che attestano l'impiego nel settore pubblico prima del 1° gennaio 1995, la data di maturazione del diritto alla pensione è quella indicata nel documento di liquidazione dell'ente previdenziale.
Lettera sulla neve
Fonte: https://baochinhphu.vn/quy-dinh-moi-nhat-ve-bao-hiem-xa-hoi-bat-buoc-102250704194218536.htm








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