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Aprile segnò la fine della guerra e il paese entrò in un periodo di riunificazione.

Ci sono giorni dell'anno che meritano di essere ricordati. Ma ci sono anche giorni che, più li ricordiamo, più ci rendiamo conto di dover vivere in modo più degno. Il 30 aprile è uno di questi giorni.

Báo Nghệ AnBáo Nghệ An30/04/2026

Tra le bandiere rosse che sventolano per le strade, le canzoni familiari che risuonano ogni aprile, gli sguardi silenziosi di chi ha vissuto la guerra e l'emozione di chi è nato in pace, il Giorno della Riunificazione Nazionale non solo risveglia la memoria nazionale, ma ci ricorda anche qualcosa di molto importante: la forza che ha portato alla vittoria in passato deve continuare a essere preservata per costruire lo sviluppo del presente.

Aprile in Vietnam ha sempre una luce molto particolare. È la luce del sole estivo, delle bandiere e dei fiori, delle strade che si tingono di rosso, degli incontri tra passato e presente.

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Soldati dell'Esercito di Liberazione e la bandiera del Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud alla cerimonia per commemorare il 50° anniversario della riunificazione del paese (30 aprile 1975 - 30 aprile 2025). Foto: The Bang

Alcune famiglie mantengono ancora la tradizione di suonare vecchie canzoni in questa occasione. Alcuni padri e madri che hanno vissuto la guerra improvvisamente parlano più lentamente quando menzionano il 30 aprile. Alcuni giovani oggi, pur non avendo vissuto bombe e proiettili, sentono ancora il cuore tremare quando vedono la folla riversarsi nelle strade in questo anniversario, quando ascoltano storie sugli anni in cui il paese era diviso, sui sacrifici fatti per unire la nazione.

Pertanto, il 30 aprile non è solo un evento storico. È una memoria condivisa della nazione, una fonte spirituale che permette a ogni vietnamita di sentirsi parte di un paese che ha sofferto tanto, ma che è anche così eroico e resiliente.

Il discorso del Segretario Generale To Lam in occasione del 50° anniversario della riunificazione del Paese ha sottolineato l'importanza epocale della grande vittoria della Primavera del 1975 e ha ribadito la verità che "il Vietnam è un solo Paese, il popolo vietnamita è una sola nazione".

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Il Segretario Generale To Lam pronuncia un discorso durante la cerimonia di commemorazione del 50° anniversario della riunificazione del Paese (30 aprile 1975 - 30 aprile 2025). Foto: VNA

Ma il valore del 30 aprile non risiede solo nella sacralità della memoria. Più profondamente, quel giorno ci lascia in eredità una lezione senza tempo: quando l'intera nazione guarda nella stessa direzione, anteponendo gli interessi della Patria a ogni altra cosa, allora nessuna difficoltà è insormontabile.

La vittoria della primavera del 1975 non fu semplicemente il trionfo di una campagna militare . Fu una vittoria del patriottismo, della volontà di indipendenza, dell'aspirazione alla pace e della forza dell'unità nazionale. È questo che rende il 30 aprile non una reliquia del passato, ma una costante fonte di riflessione per il presente. Perché se in guerra l'unità fu la forza per raggiungere l'indipendenza e l'unificazione, allora in tempo di pace l'unità deve diventare la forza per sviluppare il Paese, rendendolo veramente prospero, umano e vivibile.

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Durante le celebrazioni per il 50° anniversario della riunificazione del Paese (30 aprile 1975 - 30 aprile 2025), aerei Su-30Mk2 hanno effettuato voli dimostrativi e sganciato esche termiche. Foto: Hoang Ha - The Bang

Forse questo rappresenta anche un punto di convergenza molto chiaro tra i ricordi del 30 aprile e i messaggi di sviluppo che il Segretario Generale e Presidente To Lam ha ripetutamente sottolineato di recente.

Nel suo discorso inaugurale da Presidente, il 7 aprile, ha affermato che la massima priorità è comprendere a fondo il principio secondo cui "il popolo è il fondamento", promuovere con forza il ruolo del popolo come attore principale e mobilitare la forza del popolo e la grande unità nazionale.

In particolare, l'affermazione "L'obiettivo più alto, la meta ultima, è che il popolo goda dei frutti dello sviluppo" non è solo un principio guida, ma anche un chiaro promemoria della natura della crescita in uno Stato del popolo, dal popolo e per il popolo. La crescita non può essere semplicemente una retta via. La crescita deve essere misurata in base alla vita reale delle persone, alla fiducia sociale e alla percezione che ogni cittadino partecipi al futuro condiviso del Paese.

Contestualizzando questo detto nel mese di aprile, comprendiamo ancora più profondamente il significato della pace.

La pace non è solo l'assenza di spari. La pace si realizza quando i sacrifici del passato vengono ricompensati con un presente migliore per il popolo. L'unificazione non è solo l'unificazione delle mappe. L'unificazione deve essere anche un legame di cuori, credenze e opportunità di sviluppo.

Un Paese può davvero passare dalla guerra alla pace solo quando le persone in tutte le regioni ne percepiscono i frutti dello sviluppo; quando il divario tra le regioni si riduce; quando coloro che vivono in zone remote, regioni di confine e isole sentono di non essere stati lasciati indietro nel cammino del Paese verso il progresso; quando il ricordo delle perdite non si chiude nel dolore, ma si riapre nella convinzione che quei sacrifici stiano fiorendo nella vita di oggi.

C'è un'immagine che oggigiorno commuove profondamente: i soldati di un tempo, in silenzio davanti alle bandiere, con i capelli brizzolati, che osservano i giovani marciare sotto la bandiera rossa e gialla. Tra queste due generazioni si snoda un lungo cammino della nazione. La generazione che ha vissuto la guerra ha difeso il Paese con sangue e fatica. La generazione di oggi deve difendere il Paese con intelletto, disciplina, creatività e senso civico.

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Un gruppo che rende omaggio agli eroi delle Forze Armate Popolari, agli eroi del lavoro e ai testimoni storici durante le celebrazioni per il 50° anniversario della riunificazione del Paese. Foto: Pham Hai

Se in passato le maggiori sfide erano le bombe e le divisioni, oggi la sfida è come svilupparsi rapidamente ma in modo sostenibile, raggiungere un'elevata crescita mantenendo l'equità, integrarsi profondamente preservando l'identità e innovare con forza mantenendo la coesione sociale. E per superare queste sfide, la nostra nazione non ha altra strada che continuare a preservare la forza dell'unità nazionale.

In realtà, l'unità nazionale in tempo di pace non è un'utopia. Inizia da elementi molto familiari: dalla fiducia dei cittadini nelle politiche, dal senso di equità nell'accesso alle opportunità educative, sanitarie, lavorative e culturali, dal fatto che le persone ovunque si sentano ascoltate e rispettate, dal legame tra i connazionali in patria e all'estero; dalla gentilezza nella vita comunitaria, dalla responsabilità per il bene comune, dallo spirito di non lasciare indietro nessuno.

Nel suo discorso in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale del 2025, il Segretario Generale To Lam ha sottolineato che l'unità nazionale è "una tradizione, un patrimonio inestimabile dei nostri antenati e la forza che genera tutte le vittorie e i successi della nostra nazione". Una volta che considereremo l'unità nazionale come un "patrimonio inestimabile", comprenderemo che non è solo un ricordo di cui essere orgogliosi, ma anche un bene prezioso che deve essere coltivato attraverso l'azione quotidiana.

Pertanto, la storia della crescita economica odierna, vista dalla prospettiva del 30 aprile, non può limitarsi a capitali di investimento, mercati o produttività. Riguarda anche come garantire che lo sviluppo non crei nuove divisioni sociali: come impedire che le cifre della crescita diventino fredde e indifferenti nei confronti di coloro che ancora lottano? Come garantire che tutte le regioni, dalle grandi città alle remote zone montuose, abbiano l'opportunità di tenere il passo con lo sviluppo del Paese? Come garantire che le persone non solo sentano parlare di sviluppo, ma ne percepiscano concretamente i cambiamenti nella propria vita? Solo allora la crescita avrà profondità e la riunificazione nazionale non sarà solo una pietra miliare storica, ma una realtà vibrante nell'esperienza quotidiana delle persone.

Ecco perché, ogni 30 aprile, nell'atmosfera festosa di bandiere e fiori, i cuori delle persone si acquietano. Perché dietro la celebrazione c'è la gratitudine, dietro la gioia c'è il ringraziamento, e dietro il ringraziamento c'è la responsabilità.

La responsabilità dei decisori politici è quella di tradurre le politiche in realtà, affinché lo sviluppo non sia presente solo nei rapporti, ma anche in ogni casa, in ogni aula scolastica, in ogni centro sanitario, in ogni struttura culturale e in ogni strada che collega le aree svantaggiate ai centri di sviluppo. La responsabilità di ogni cittadino è quella di vivere in modo più virtuoso, contribuire di più e pensare di più al Paese. Perché la più grande gratitudine verso coloro che sono caduti non consiste semplicemente nell'inchinarsi in segno di ricordo, ma nel rendere migliore, giorno dopo giorno, il Paese che hanno sacrificato per proteggere.

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Le forze speciali di polizia femminili, l'unità di commando femminile e la forza di pace femminile. Foto: Pham Hai.

Aprile ha sempre un modo unico di emozionare le persone. È quando ti trovi nel cuore di una città tranquilla e improvvisamente ti rendi conto che questa pace è stata conquistata a caro prezzo. È quando vedi i bambini giocare sotto la bandiera nazionale e pensi alle generazioni che ti hanno preceduto, che hanno lottato affinché i bambini di oggi possano crescere in un paese unito. È quando riascolti vecchie storie e capisci che non puoi permetterti di vivere superficialmente il presente. Forse è per questo che il 30 aprile fa sentire ogni vietnamita, ovunque si trovi, più vicino alla propria patria, più vicino agli altri e più consapevole delle proprie responsabilità.

In questo contesto emotivo, il messaggio di sviluppo sottolineato dal Segretario Generale e Presidente To Lam assume un significato ancora più profondo: il popolo deve essere il soggetto, il centro e il beneficiario dei risultati dello sviluppo. In definitiva, questa è la via per perpetuare lo spirito del 30 aprile nella nuova era. In passato, l'intera nazione si è unita per raggiungere la pace e l'unificazione. Oggi, l'intera nazione deve continuare a unirsi per trasformare quella pace in prosperità, quell'unificazione in una forza trainante per la creatività e quella memoria eroica nell'energia per lo sviluppo. Questa è la strada che il Paese deve percorrere non solo per ricordare il passato con orgoglio, ma anche per guardare al futuro con fiducia e resilienza.

E forse, questa è anche la bellezza più profonda di aprile. Aprile non è solo un giorno da festeggiare. Aprile ci ricorda che una nazione che ha vinto la guerra grazie all'unità può raggiungere la prosperità anche grazie all'unità. Che la forza che ha portato alla vittoria completa in passato non rimane confinata nei musei o nelle pagine della storia, ma continua a scorrere nelle vene del Paese ancora oggi.

Se sapremo preservarla, alimentarla e trasformarla in azioni di sviluppo concrete, umane e inclusive, allora il 30 aprile non sarà solo il ricordo di una vittoria, ma anche una fiamma ardente ma duratura, che illuminerà il cammino verso un Vietnam prospero, civile e felice.

Fonte: https://baonghean.vn/thang-tu-di-qua-chien-tranh-dat-nuoc-di-vao-mua-thong-nhat-10334926.html


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